L’Olandese volante

More than a watcher…

Ancora cose dell’altro mondo

Più leggo, più sono schifato: stamattina mi sono svegliato pensando al generale Roberto Speciale. Cercavo di ricordarmi che fine avesse fatto.

Speciale era il generale della Guardia di Finanza che usava i voli dell’arma per scopi non solo personali, ma anche assurdi: la Repubblica, nel maggio 2007, scoprì un video in cui si vedeva Speciale andare allegramente per le nevi di Bolzano con un aereo dello Stato. Fin qui, nulla di strano, è in buona compagnia, se pensiamo a Mastella, che andò al GP di Monza del 2007 con un aereo di Stato, solo a titolo di esempio (il lusso a carico dei contribuenti è pratica, per quanto ignobile, molto diffusa ai piani alti). Ma Speciale, in quell’occasione, superò tutti i record di indecenza: un volo è stato addirittura utilizzato per trasportare pesce fresco da Pratica di Mare a Bolzano. D’altronde, gustare del pesce fresco sulle montagne del Trentino non è cosa di tutti i giorni. Un lusso che, a quanto pare, il contribuente deve permettersi per soddisfare questa gente.

Io non mi sto inventando niente: ripeto quanto dice la Corte dei Conti, la quale ha accertato tutte queste cose (maggiori dettagli qui).

Se non che, Speciale è stato candidato alla Camera dei Deputati ed eletto per il PdL in Umbria. Non solo questo signore spreca i soldi dei contribuenti, ma adesso gli pagheremo anche uno stipendio, che magari userà (semmai dovesse venire condannato, cosa alquanto difficile) per pagare il risarcimento per i suoi sprechi. Insomma, siamo noi a pagare noi stessi.

Speciale, inoltre, è in buona compagnia: Totò Cuffaro, ex governatore della Sicilia e recentemente condannato a cinque anni per favoreggiamento alla mafia, condanna che ha festeggiato addirittura offrendo dei cannoli, è stato eletto senatore nelle fila dell’UDC (il partito dei cattolici di nome ma non di fatto come Casini, divorziato e risposato, o Mele, che, pur sposato, allegramente andava a prostitute con annesso coca party). Entrambi (e non solo) potranno utilizzare la sostanziale impunità parlamentare per evitare pericolose condanne, oltre che utilizzare il proprio potere derivante dall’incarico per lo stesso fine (magari cancellando per legge la mafia o dichiarando legale retroattivamente lo spreco di denaro pubblico, chissà…magari stabilendo per legge che ogni parlamentare ha diritto a un aereo privato o comunque al trasporto di pesce e cannoli direttamente dal mare o dalla pasticceria preferita).

E a proposito di aerei, non è mica finita qui: via Faccio Cose Vedo Gente, leggo un articolo molto interessante. Avete presente i trecento milioni che Prodi, per fare un favore alla cordata italiana di Berlusconi, ha prestato ad Alitalia per permetterle di sopravvivere? Bene, quei soldi sono stati presi dai fondi per la ricerca. Mi dispiace, amico mio che hai o che potresti avere qualche malattia di cui si cerca una cura (quindi anche io), il Paese non può fare a meno di una compagnia aerea che doveva fallire anni fa, soprattutto se da quella compagnia possono scaturire profitti per dei privati.

Talvolta io spero che tutte queste persone che hanno certe brillanti idee sull’utilizzo del denaro pubblico, si buschino una simpatica malattia mortale: «caro amico - spero che qualcuno gli risponda - eravamo vicini ad una cura, ma ci hanno tagliato i finanziamenti, i nostri cervelli sono stati costretti ad andarsene altrove, il progetto è stato venduto agli americani e la cura per la tua malattia si è allontanata. Buona morte, dunque». Purtroppo ho imparato che non esiste una giustizia terrena per questi abomini, e che troppo spesso cose del genere capitano solo ai comuni mortali.

Tutto questo è abominevole: l’Italia è uno dei Paesi che spende meno nella ricerca, ma gli italiani, paradossalmente, sono tra i migliori ricercatori del mondo. Sono però costretti ad andarsene all’estero, perché nel proprio Paese i soldi vengono sperperati per trasportare pesce, stipendiare spreconi e favoreggiatori della mafia condannati in primo grado, criminali vari e salvare compagnie aeree ormai fallite da anni per l’interesse di pochi privati e per qualche motivo di orgoglio nazionale. Ma che diamine? Io mi sentirei mille volte più orgoglioso se in Italia si scoprisse una cura per l’AIDS o per i tumori (cura che poi sarebbe commercializzabile con largo profitto economico per il Paese). E poi, questi cervelli vengono coltivati nelle nostre scuole, dunque con le nostre tasse, quindi noi sforniamo cervelli perché Stati esteri li possano sfruttare gratuitamente.

Ma in fondo meglio così, no? Tanto Berlusconi & company se ne vanno in America a farsi curare, magari proprio da un italiano (come nel caso del Silvio nazionale). E l’italiano comune? “Lassa che more”, lascia che muoia, come si dice dalle mie parti.

E a proposito delle mie parti, la Repubblica ha pubblicato un lunghissimo articolo, in cui si ricorda che De Gennaro, il superGianni supercommissario, ha avvisato che da come è messa la Campania, a luglio sarà di nuovo emergenza, con una lievissima differenza: con 30° di temperatura, assolutamente normali in estate, il pericolo di terribili patologie dovute ai cumuli di rifiuti lasciati in strada è dietro l’angolo. I soldi per risolvere l’emergenza ci sono, ma ostacoli in primo luogo politici, sempre secondo quanto dice l’articolo, fanno sì che tali soldi siano sprecati. Come se non bastasse il fatto che paghiamo la Germania perché con i nostri rifiuti vi tragga profitto. Sto seriamente pensando di non tornare in Campania in estate, ci manca solo che contragga il colera. E dire che io sono di quelle parti e lì ci sono parenti e vari amici: figuriamoci come reagiranno i turisti! «Grazie, ma preferiamo andare in Vietnam quest’anno, ci sono meno rischi per la salute»

Ma ditemi voi: sono io che sono diventato pazzo o sono tutte cose dell’altro mondo? E per quale maledettissimo motivo in tv cose del genere non le sento? Sarà mica che l’informazione è controllata per davvero?

28 Aprile 2008 Pubblicato da tooby | Economia, Politica, Sociale | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Nessun Commento

Con la mozzarella non siamo alla frutta

Dopo i blocchi di Corea del Sud, Giappone e Russia, arrivano le prime conferme: nelle mozzarelle c’è una «limitata quantità di diossina».

Primi risultati della sostanziale anarchia che c’è stata in Italia (un po’ grazie alle mafie, un po’ grazie al malgoverno).

Per anni la camorra ha utilizzato (e continua a utilizzare) il territorio campano come discarica.

Per anni la politica campana ha lasciato che le ecomafie gestissero i rifiuti al posto loro.

Queste non sono che le prime avvisaglie. Ben altro ci aspetta, se non prendiamo le dovute contromisure.

La politica si disinteressa costantemente del lungo periodo, per un motivo semplicissimo: «Le generazioni future non votano», eppure prima o poi il lungo periodo diventerà presente.

Tutta una classe dirigente, di destra e di sinistra, a livello regionale e nazionale, non sono stati in grado di gestire la questione dei rifiuti per quasi vent’anni.

Una volta l’immobilismo italiano ha avuto un lato positivo: Bassolino, Prodi e Berlusconi, tutte queste persone hanno preso in mano la questione rifiuti, tutte queste persone non sono riuscite a risolverle e tutte queste persone cominciano a pagare i propri errori, almeno a livello morale.

La mozzarella non è che l’antipasto…

26 Marzo 2008 Pubblicato da tooby | Economia, Politica | , , , , , , , | Nessun Commento

Non nel mio nome: lettera aperta a Napolitano

Al signor Presidente della Repubblica italiana, Onorevole Giorgio Napolitano,

oggi Lei ha ricordato dal Cile che in Parlamento non c’è «una corporazione di avidi fannulloni» e che «Bisogna reagire a questo atteggiamento che una volta si sarebbe definito di qualunquismo».

Signor Presidente, desidero ricordarle che i parlamentari italiani guadagnano, rispettivamente, alla Camera dei Deputati, fino a 10097,09 euro netti in media al mese più rimborsi vari (e senza contare che viaggiano gratis in autostrada, aerei e treni, oltre ad essere rimborsati per il tragitto fino alla stazione/aeroporto), mentre al Senato della Repubblica, fino a 10352,4 euro netti in media al mese più rimborsi vari (e senza contare che viaggiano gratis in autostrada, aerei e treni, oltre ad essere rimborsati per il tragitto fino alla stazione/aeroporto). Sono i più pagati d’Europa, signor Presidente.

Signor Presidente, desidero ricordarle anche che in Italia lo stipendio medio lordo è di circa 2150 euro lordi al mese. Se togliamo un 30% di tasse, rimangono 1505 euro. Ma sono dati aggiornati al 2006, i precari mille euro al mese sono decisamente aumentati. Fra questi ci sono anche operai che sicuramente fanno davvero qualcosa (le auto che guidiamo, gli elettrodomestici che usiamo, etc.), talvolta anche a costo della vita. I parlamentari, negli ultimi anni, sono riusciti (al massimo) a far crescere l’Italia al di sotto della media europea: mentre l’Italia cresce allo 0,6%, in Spagna si chiede a Zapatero di far uscire dalla crisi un Paese che cresce al 2,6%. Mi chiedo perché dobbiamo pagarli tanto se non riescono a fare nulla.

Signor Presidente, la mossa più innovativa che ho sentito durante questa campagna elettorale riguarda l’abolizione dell’ICI sulla prima casa. Signor Presidente, le ricordo che in media nel 2006 si spendevano 142 euro all’anno di ICI (pari al 6 per mille del reddito lordo annuo): una mossa del genere è a tutto vantaggio di chi paga cifre pesanti di ICI, e non parlo certo di persone che hanno una casa da 100 metri quadrati, ma di chi possiede ville e castelli. Signor Presidente, una mossa del genere finisce tutto a carico dei Comuni, che dovranno inventare nuovi modi per far quadrare i conti, magari fermando la raccolta dei rifiuti, o tagliando la carta igienica e i computer nelle scuole.

Signor Presidente, desidero ricordarle che i nostri parlamentari quotidianamente litigano, si insultano a vicenda, permettono che talune persone guadagnino in violazione delle leggi, o che calpestino impunemente il diritto di altri, mentre le multe vengono pagate con le nostre tasse, e che i parlamentari rappresentano tutte le categorie di italiani, compresi mafiosi, corrotti e corruttori e condannati vari.

Signor Presidente, l’Europa ci ha ammonito di non prestare più soldi ad Alitalia: governi passati hanno foraggiato Alitalia per un miliardo di euro (parte dei quali sono finiti negli stipendi principeschi dell’ex CEO Giancarlo Cimoli, che mentre la compagnia affondava, si teneva a galla autoaumentandosi lo stipendio). Signor Presidente, i politici parlano oggi di un prestito ponte ad Alitalia, e Air France la considera condizione per l’acquisizione: lo Stato deve pagare Air France per comprarsi Alitalia. Mi ricorda i rifiuti inviati in Germania, ricchezza che diamo via pagandoli anche. Poi magari l’Unione Europea ci multerà per avere dato aiuti di Stato ad una compagnia privata, e saremo ancora noi a pagare, per la seconda volta.

Signor Presidente, le ricordo che Napoli è inondata dai rifiuti da tre lustri, nel corso del quale si sono alternati nove (dico nove) governi di ogni colore. E nulla è cambiato.

Signor Presidente, in Italia abbiamo un debito pubblico che cresce di anno in anno, ma che i parlamentari non riescono a fermare. Il debito pubblico, come insegnano gli elementari della macroeconomia, soffoca il Paese. In Italia, dice il Ministero del Tesoro, il debito pubblico nel 2006 era pari al 106,8% del PIL, stima in crescita. A titolo di confronto, guardi questa mappa, e conti quanti Paesi sono in condizioni simili alle nostre, e un brivido percorrerà la Sua onorevole schiena.

Signor Presidente, desidero ricordarle che le migliori menti italiane se ne vanno all’estero per non fare la fame. Uno per tutti, Carlo Rubbia, premio Nobel, pronto a fare partire il solare termodinamico (una delle più grandi innovazioni in fatto di energia), ma bloccato dalla politica assente: emigrato in Spagna, in pochi giorni ha ottenuto una legge firmata dal re Juan Carlos (regio decreto del ministero dell’Economia 436/2004), che con grande forza aveva chiesto in Italia senza successo. Si trattava di una legge che aggiungeva il solare termodinamico alla lista di energie rinnovabili che possono godere di agevolazioni fiscali. Signor Presidente, desidero ricordarle che in quella lista c’è anche l’energia dai rifiuti (energia antieconomica, altrimenti). E Rubbia non ha ottenuto questa modifica per una fonte di energia (il sole) che certamente è pulitissima. Lo tenga a mente, signor Presidente: la Spagna sta guadagnando su un’attività di ricerca compiuta in Italia con soldi italiani, con i miei soldi e con i Suoi soldi, signor Presidente. Abbiamo lavorato gratis per la Spagna, signor Presidente.

Signor Presidente, desidero ricordarle che le ultime riforme giudiziarie vissute in questo Paese hanno protetto, nell’ordine, membri del governo Prodi (XIII legislatura), membri del governo Berlusconi (XIV legislatura), malviventi (XV legislatura - indulto) e gli interessi della P2 (XV legislatura - riforma della giustizia che ricorda da vicino quella proposta dalla loggia di Licio Gelli). Intanto l’Italia è più insicura, ci sono miriadi di casi irrisolti (Cogne, Garlasco, Perugia, per dirne alcuni), le persone vengono quotidianamente investite da pirati, complice la Pubblica Amministrazione che non controlla o che omette di mettere a norma, processi che saranno fermati o sono già stati fermati a causa della prescrizione abbreviata, i processi sono sempre più lunghi, gente che dovrebbe essere in carcere è per strada a compiere rapine e a compiere omicidi. Questa non è giustizia, signor Presidente. Signor Presidente, queste storie sono all’ordine del giorno: ogni tanto legga i giornali, guardi i telegiornali e se ci riesce, navighi su internet, e noterà tutti questi abomini. Ah, signor Presidente, cerchi di non dimenticare che sua moglie è stata investita da un’auto mentre era sulle striscie pedonali: se l’è cavata con una frattura, ma molta gente sulla strada ci muore, anche se sono pedoni sulle striscie pedonali, come lo era sua moglie.

Signor Presidente, lei parla di antipolitica e si riferisce, senza fare nomi, a Beppe Grillo, ma allora vuol dire che non ha capito niente: signor Presidente, Beppe Grillo non è per l’antipolitica, altrimenti non avrebbe proposto delle liste civiche, che fanno politica nei comuni. La politica è come un martello: se lo usiamo per appendere quadri facciamo bene, ma se lo usiamo per fracassare la testa del prossimo facciamo male. La politica è uno strumento che può essere usato bene o usato male. Beppe Grillo è contro i politici che usano male la politica, perché incapaci o semplicemente per interesse; questi politici, questi signori che si permettono di fare le cose che le ho appena elencato. E che lei indiscriminatamente difende.

Signor Presidente, potrei continuare con altri mostri (lo scandalo del giornalismo, la disinformazione, le leggi ad personam, le zavorre a internet, la lottizzazione), che questi politici deviati hanno causato a questo Paese che lei rappresenta, vorrei continuare, ma sinceramente sto per vomitare. Il Parlamento non va chiuso, va riformato, ma riformato sul serio (non basta che i parlamentari si autoriducano lo stipendio), per impedire questi abomini, e avere finalmente governi decenti. A me sembra inconcepibile che in Parlamento ci sia ancora gente della Prima Repubblica. A me sembra indecente che al potere ci sia una classe dirigente che non solo è staccata dai cittadini, ma anche dal mondo reale e dal suo progresso tecnologico: che tenta in tutti i modi di azzoppare lo sviluppo di internet con leggi assurde e l’IVA sui siti internet. A me sembra impossibile che alle prossime consultazioni non mi sarà possibile scegliere un rappresentante, ma solo un partito. A me sembra scandaloso che chi arresta i mafiosi sia a sua volta arrestato, mentre ci sono mafiosi in parlamento e altri si preparano a entrarvi, per evitare il carcere grazie all’impunità autoconcessasi dai parlamentari e continuare a festeggiare a cannoli per una condanna in primo grado a cinque anni. Lei dov’è in tutto questo, signor Presidente?

Signor Presidente, lei vuole far cessare gli insulti al Parlamento. Ma se guarda bene, sono i parlamentari che insultano il Parlamento e le istituzioni. E soprattutto, insultano gli italiani, che li pagano senza vedere risultati. Signor Presidente, faccia cessare anche questi insulti.

Se vuole ancora parlare in questi termini assurdi, almeno mi faccia la cortesia di non farlo nel mio nome.

Distinti saluti.

UPDATE: Desidero segnalare questo sito che ha ripreso il mio post. Fra le aggiunte, un’immagine che ben dimostra quanti i parlamentari italiani non siano dei fannulloni.

20 Marzo 2008 Pubblicato da tooby | Politica, Sociale | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Nessun Commento

Ho pagato due volte per smaltire l’immondizia

In Italia lo smaltimento dei rifiuti si paga due volte, e anche se si pagasse una volta sola, sarebbe troppo. Vediamo perché.

Qualche giorno fa ho ricevuto la TIA, la Tariffa di Igiene Ambientale, una tariffa prevista dal Decreto Ronchi del 1997 in sostituzione della TARSU, la TAssa sui Rifiuti Solidi Urbani. Solitamente, a parlare di tassa sui rifiuti, mi vengono in mente ricordi di me bambino, in quel della Campania, che ascoltava le lamentele di mia madre e le bestemmie di mio padre riguardo il fatto che questa tassa fosse altissima e il servizio scadente.

Invece, questa tariffa aveva un importo tanto basso, almeno secondo le mie abitudini, che non me la sono sentita di lamentarmi. Ok, vivo da solo e ovviamente pagherò di meno rispetto a una famiglia di quattro persone. Nella mia busta c’era, però, anche l’indicazione delle tariffe per componenti del nucleo familiare e per metro quadrato. Ho cercato su Google qualche informazione sulla Campania e sono giunto a queste conclusioni.

Per una famiglia di tre componenti in una casa di 100 metri quadrati nel comune dove vivo in provincia di Milano, la TIA è di 147 euro.

Per una famiglia di tre componenti in una casa di 100 metri quadrati in un comune in provincia di Napoli, la TARSU è di 283 euro, a Caserta 393, a Benevento siamo a metà strada.

Perché io pago qui meno che in Campania? Gestione più efficiente? Forse. La chiave è nelle parole che ho evidenziato poco sopra: io pago una tariffa, in Campania si paga una tassa. La differenza è semplice: con la tariffa si paga il costo effettivo del servizio, basato sui costi fissi del servizio (pulizia delle strade e cose così) e sul peso o volume dei rifiuti indifferenziati raccolti. In questo modo il cittadino paga effettivamente per quello che butta. La tassa, invece, proprio in quanto tale, non prevede una esatta controprestazione da parte dell’ente pubblico, che quindi può stabilirla in modo più o meno discrezionale. Tanto che a Palermo c’è stato un aumento del 75% della TARSU, che non è stato motivato dalle autorità. Il risultato è un avanzo di bilancio di 40 milioni di euro (ricavi da TARSU per 106 milioni meno un costo calcolato di 66 milioni di euro): chissà, magari verrà versato alle famiglie mafiose che controllano Palermo, o andranno a coprire altri costi che non devono essere compensati con la TARSU (che deve servire SOLO per i rifiuti).

E in questo modo i rifiuti si pagano una volta, chi più, chi meno, chi per avere un servizio decente, chi per uno scadente.

Ma è notizia di queste ore che per la modica cifra di 80 milioni di euro (o forse 130) la Germania si assumerà la gravosa (per noi) opera dello smaltimento dei rifiuti campani. Come ho già scritto in un altro post, in Germania i rifiuti li usano in svariati modi, ma non li buttano: un po’ diventano compost, un po’ vengono riciclati, un po’ inceneriti per creare energia, un po’ in altri modi. Però non li buttano. Noi (i contribuenti) paghiamo un Paese straniero per prendersi i nostri rifiuti, che loro utilizzeranno per creare ricchezza dal nulla (la Germania fattura 50 miliardi di euro coi rifiuti, e il settore dà lavoro a 250 000 persone). Un po’ come pagare la Germania per prendersi il nostro petrolio, o pagare i tedeschi per rimanersene a casa invece che venire in Italia per le vacanze, oppure ancora pagare parte della bolletta dell’energia dei cittadini tedeschi. Con l’aggravante che i soldi con cui vengono pagati i treni dei rifiuti provengono dal CIP6, la tassa che dovrebbe andare a favore dell’energia rinnovabile e che invece viene ingollata da ENEL e inceneritori (sì, il governo Berlusconi, con il d.lgs. 387/2003 ha stabilito che l’energia dei termovalorizzatori è assimilabile alle fonti rinnovabili, provocando l’ennesima apertura di procedura di infrazione ai danni dell’Italia, come se non bastassero le altre sempre da lui provocate).

In definitiva, paghiamo una volta per una raccolta e smaltimento dei rifiuti che in molte zone d’Italia non avviene o avviene male e una seconda volta per regalare rifiuti (e quindi risors) alla Germania. Senza contare le perdite che derivano dalla gestione dei rifiuti che non li rivalorizza riciclandoli (risorse materiali perdute), e quelle che invece derivano dall’uso improprio dei CIP6 (risorse finanziare che dovrebbero essere destinate allo sviluppo delle energie alternative), oltre che i danni d’immagine al Paese per le strade stracolme di rifiuti.

Tutto questo è angosciante. Grazie alle mafie e ai politici un po’ collusi, un po’ accomodanti, un po’ ignoranti, che hanno gli strumenti per manovrare le decisioni e le mentalità incivili, punendole, ed evitare questo scempio, e che invece non lo fanno. Chi ha il potere e lo usa male è colpevole due volte. Ma prima o poi, la pacchia è destinata a finire: i soldi e le risorse non piovono dal cielo.

24 Febbraio 2008 Pubblicato da tooby | Sociale | , , , , , , | 1 Commento

Il disastro dei piani quinquennali sui rifiuti

L’Unione Europea eroga fondi alle zone meno sviluppate perché riescano, con questi soldi, ad avviare un processo virtuoso di sviluppo economico. In Campania sono arrivati fiumi di denaro (dalla UE al Governo italiano, da decenni) per creare un sistema di smaltimento dei rifiuti efficiente ed ordinato. Questi fondi sono stati perduti. Perché?

Il sistema dei rifiuti campano è formato da una quantità innumerevole di intermediari (i consorzi): i fondi che arrivano vengono scaricati sui consorzi, poi sui sotto consorzi, poi sui sotto sotto consorzi e così via. Sono stati contati anche otto livelli dall’inizio alla fine della catena (le imprese che raccolgono i rifiuti): i fondi che arrivano passano attraverso tutti questi intermediari e, scendendo la catena, arrivano sempre meno soldi. Quindi, partendo dalla cima, dove arriva un fiume di soldi, alla base ne arriva solo una goccia. E con una goccia non si può fare granché.

Paradossalmente, però, il sistema dei rifiuti campano è in mano ad una sola impresa, la Impregilo, contro tutte le regole del mercato. La Impregilo è famosa, tra le altre cose, anche per la costruzione di termovalorizzatori: nel 1998 si fece un bando, che la Impregilo vinse nel 2000, ma solo nel 2002 essa riuscì ad avere un terreno dove costruire. Insomma, si scelse un’impresa che neppure aveva un luogo dove costruire. A partire dal 2002, comunque, la Impregilo aveva un anno per costruire il termovalorizzatore, ma a tutt’oggi (2008 ) non è ancora accaduto nulla.

I danni che la Impregilo infligge alla Campania, però, non finiscono qui: grazie ad un appalto monopolistico, la raccolta dei rifiuti in tutta la Campania deve finire nelle mani dell’Impregilo, e la quantità di rifiuti ha presto saturato il sistema. Altrove, al nord, per esempio, lo smaltimento avviene in modo concorrenziale. Esistono tante imprese che, ad esempio, riciclano questo o quel rifiuto: nel momento in cui un’impresa non riesce a riciclare, ad esempio, tutta la plastica, o si ingrandisce, oppure si fa spazio per un altro imprenditore che la tratterà. In Campania questo non può succedere, perché è tutto nelle mani della Impregilo. Un’impresa campana che lavora plastica da riciclare non può raccogliere tutta la plastica che oggi vediamo nelle strade, ed è costretta, assurdamente, a comprarla da altre regioni, per continuare a lavorare. E questo esempio è tutt’altro che peregrino: su Wikinotizie abbiamo trattato diverso tempo fa il caso di un’impresa campana che è proprio in queste condizioni. Quindi il problema non è meramente teorico, ma pratico.

In tutto questo disastro interviene poi anche la camorra, che, infiltrata com’è all’interno del sistema politico campano, si comporta come un partito di lotta e di governo: da un lato,gestisce discariche abusive che distruggono l’agricoltura campana, dall’altro fomenta la rivolta e impedisce di raggiungere una soluzione, lucrando in tutti e due gli ambiti (ad esempio, trattando i rifiuti bruciati, che valgono il triplo).

Infine, negli ultimi vent’anni, il governo comunale napoletano, quello regionale e quello italiano, di qualunque colore politico,  si è adoperato, stalinianamente, predisponendo dei piani pluriennali che non hanno mai avuto efficacia perché si erano imposti in modo dirigista, con un governo che assegna ad una “impresa di Stato”, la Impregilo, il monopolio della gestione.

Tutto questo è assurdo: non ci vuole una grande intelligenza per porre rimedio a questa situazione. Si deve convocare un tavolo a dodici (premier, governatore della Campania, presidenti di provincia e sindaci di capoluogo); sciogliere i consigli comunali campani per epurarli dalla camorra; sciogliere i consorzi e cacciare a pedate la Impregilo; liberalizzare la raccolta e creare una gestione diretta dei rifiuti. Può farlo anche questo governo. I supercommissari e i loro piani quinquennali non sono serviti a niente in vent’anni di emergenza e di soldi buttati. Ora l’Unione Europea vuole pure multarci, giustamente, perché abbiamo sprecato soldi loro, che avrebbero potuto impiegare per altre zone depresse che li meritavano più della Campania.

La politica staliniana del piano quinquennale ha dissolto l’Unione Sovietica; una politica simile è stata intrapresa dai governi italiani da Prodi a quell’anticomunista falso liberale di Berlusconi. Tutti loro han fatto come l’Unione Sovietica. Aspettiamo di fare la stessa fine, prima di capire che stiamo sbagliando tutto?

21 Febbraio 2008 Pubblicato da tooby | Politica | , , | 1 Commento