Alberi di multe
L’ultima puntata di SuperQuark (ebbene sì, lo vedo, e allora?) ha trattato diversi argomenti interessanti e sempreverdi. Uno di essi riguardava le emissioni di CO2, quanta ne produciamo ogni giorno e quanta potremmo non produrne. La sorpresa era all’inizio del servizio, ma io la terrò per la fine di questo articolo.
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Diamo i numeri
Silvio “il Clown” Berlusconi, di recente ci ha deliziato con una delle sue bugie più grosse: ha affermato che quei cattivoni di Air France volevano tagliare settemila posti di lavoro dopo l’acquisto di Alitalia.
CAZZATE! Quello che taglierà settemila posti è lui, è Silvio Berlusconi, mentre Air France ne voleva tagliare duemila e rotti. Meno della metà.
E non è il solo nel governo a dire e fare cazzate.
Sempre meno un Paese civile
Mi guardo intorno, e vedo un deserto. L’Italia sta piano piano raggiungendo Paesi come la Russia quanto ad inciviltà. Non mi riferisco, certo, all’italiano medio, preso di mira da The Times per la sua maleducazione (purtroppo vero, gli italiani, quando vanno all’estero, somigliano spesso a dei barbari).
Triste, certo, ma fin da piccolo (dalle elezioni come capoclasse in poi) mi dicono che ogni popolo ha il governo che merita. Evidentemente, all’Italia tocca il governo Berlusconi.
Termometro di questa scelta scellerata è forse la crisi di Alitalia: mentre la nostra compagnia di bandiera guarda triste la nascita di colossi dell’aria (giro dal quale, grazie a una politica indegna prolungatasi negli anni, è uscita già un decennio fa), il piano di salvataggio Berlusconi prevede cinquemila esuberi (che salgono a settemila contando quelli di AirOne) e la nascita di una nuova compagnia, che ha una particolarità: questa newco rileverà tutte le attività di Alitalia, mentre le passività rimarranno nella vecchia società, il cui maggiore azionista siamo noi (traduzione: non solo dovremo pagare i 300 milioni di euro che Berlusconi chiese [e ottenne, togliendoli alla ricerca e al nostro futuro] per fare campagna elettorale, ma dovremo anche pagare i debiti di Alitalia con le nostre tasse).
Fa un po’ senso ricordare che il piano di Air France prevedeva duemila esuberi (ovvero meno della metà). Berlusconi aveva bloccato tutto per fare campagna elettorale, aveva usato la tragedia di Alitalia per ritornare al potere. E adesso, sinceramente, non riesco a provare alcuna pietà per coloro i quali, dopo aver votato Berlusconi, finiranno fra i 3000 licenziati in più che Berlusconi non aveva promesso in campagna elettorale. Un vecchio adagio dice che “chi rompe paga, e i cocci sono suoi”. Un altro, invece, ricorda che “hai voluto la bicicletta? E adesso pedala!”. Magari, in futuro, queste persone impareranno a diffidare dal persone come Berlusconi.
Intanto continua la strage del Parlamento: giusto ieri Berlusconi ha litigato con i suoi deputati perché non si sono presentati in Parlamento. Insomma, se Berlusconi li fa sentire sentire inutili (voi votate sì o no come dico io, non potete manco pensare), poi di che si lamenta? Uno va in Parlamento, solitamente, perché vuole fare qualcosa, è frustrante avere le sorti del Paese in mano e sentirsi inutili. Alla fine mi sembra anche fisiologico che un deputato, in queste condizioni, decida di starsene a casa: tanto lo stipendio glielo danno comunque. Aggiungiamoci poi il fatto che il Governo sta svuotando di significato il Parlamento a colpi di fiducia e decreti, ed ecco che l’assenteismo è ampiamente giustificato. Berlusconi dovrebbe smettere di ritenersi il dio di questo pianeta o almeno di questo Paese: il primo assenteista è lui, visto che ha partecipato solo a 71 sedute su 4875 in quindici anni da deputato, dovrebbe avere un maggiore rispetto degli esseri umani. Gli uomini non sono soldati e le donne non sono solo in posizione orizzontale.
La metastasi di questo Paese è lui, ma c’è gente che ancora si ostina a difenderlo. E tanto per cambiare, stamattina mi sveglio e leggo che il Governo porrà un’altra fiducia (ormai ho perso il conto), per evitare che il Parlamento esamini la manovra.
Altrove, intanto, si hanno prove di civiltà: in Thailandia la moglie dell’ex premier è stata condannata a tre anni per evasione fiscale (Berlusconi, invece, ha condonato tutto e tutti), mentre il premier israeliano Olmert si dimette perché accusato di corruzione. In Italia Silvio Berlusconi è ugualmente accusato di corruzione nel processo Mills, con pesanti prove a carico (ultime pagine del documento PDF), ma non pensa neppure di dimettersi. Anzi, si è fatto approvare il lodo Alfano per evitare che si arrivasse a sentenza (e ricordiamo che l’immunità, nei Paesi civili e democratici, non esiste).
E le menzogne? Berlusconi non ha ripulito Napoli dai rifiuti: li ha solo nascosti sotto il tappeto. La pulizia c’è stata nel centro di Napoli, ma non in periferia e nell’hinterland, e le misure prese sono palliativi, non cure definitive.
Come uno schiacciasassi, Berlusconi sta passando sopra i cittadini normali (con manovre approvate con stile mussoliniano e altre leggi e proposte che demoliscono la democrazia e svuotano la Costituzione) e addirittura sopra i suoi stessi deputati, condannati ad essere mani votanti e non pensanti, perché lui sia protetto nella sua immagine semidivina.
L’Italia è la barzelletta dell’Occidente, non si contano le cose che all’estero dicono di noi, cose che da noi sfuggono, perché l’uomo dei mass media, che con la televisione ipnotizza i cittadini, maschera la verità e distorce le poche notizie che riescono a superare questa censura silenziosa.
L’Italia affonda, Berlusconi galleggia.
Quel brutto pasticcio delle intercettazioni – parte II
(La prima parte la trovate qui)
E vogliamo parlare del sequestro di persona? X rapisce Y. La polizia sospetta di X: intercettazioni non possiamo farne, senza prove non possiamo perquisirgli casa e simili. Vuoi che per un caso fortuito si riesca ad arrestarlo ma che X non parli perché sa che non ci sono prove del suo coinvolgimento, come va a finire? Che Y muore di fame legato come un capretto in qualche nuraghe sperduto fra i pascoli.
Non parliamo poi dei reati finanziari: in finanza le informazioni sono tutto e se non si possono intercettare le informazioni, come fare a smascherare sta gente? Ricordate le presone rovinate dal crac Parmalat? Bene, il governo sta dicendo loro e a tutti quelli come loro di mettersi l’anima in pace: la bancarotta fraudolenta è infatti uno dei reati “salvati” dal ddl. (Oddio, non vorrei ricordare male, ma l’Unione Europea dovrebbe riuscire a salvarci, visto che le direttive europee prevedono più di dieci anni di reclusione per questi reati…sempre che la Lega non decida di farci buttare fuori insieme all’Irlanda).
Ma ci sono anche altre magagne: se due persone intercettate faranno il nome di un terzo quale autore del reato, quel terzo non potrà essere a sua volta intercettato. Per intercettarlo bisognerà trovare prima altre prove in altri modi (simpatico no? Giusto per allungare i tempi, magari arrivare alla prescrizione del reato).
Il fatto poi che sia un collegio di tre giudici è in linea di principio una buona mossa. Ma a pensarci bene, sono casi amari: ci sono tribunali di piccole e medie dimensioni che sono già sotto organico, che succede se i tre giudici non si trovano? T’attacchi al tram, caro inquirente: un’altra volta ti fai trasferire al tribunale di Milano, così potrai intercettare chi vorrai (forse). E non dimentichiamo che, in caso di incompatibilità, mentre oggi il giudice che ha autorizzato l’intercettazione verrebbe sollevato, domani ne verranno fatti fuori tre in un colpo solo. La macchina giudiziaria, che già funziona male, finirebbe addirittura per non funzionare più per mancanza di giudici.
E infine, non dimentichiamo i giornalisti: il fatto che loro siano imbavagliati danneggia più noi cittadini onesti che loro (che tanto lo stipendio lo prenderanno comunque, basterà lavorare come quelli di Studio Aperto, fare servizi inutili sulle segreterie telefoniche in dialetto, perdere un quarto d’ora a parlare del matrimonio di Briatore, parlare della scuola calcio di Paullo, mostrare dei nomadi (bosniaci) che vedevano Italia-Romania -che cacchio c’entrano i bosniaci, poi?-, o a parlare del ritorno al lavoro di Federica Fontana, oppure ancora andare a colazione da La Russa come Safiria Lecchese -e questi sono solo alcuni dei megagalattici servizi di Studio Aperto).
Ma torniamo in topic. Riassumo cosa prevede il ddl per i giornalisti: i giornalisti non potranno pubblicare né le intercettazioni, né un loro riassunto, né rivelare il contenuto delle stesse. Tutti zitti, qualunque sia il reato, anche se di mafia o sui rifiuti, fino al rinvio al giudizio, ovvero dal delitto in poi. E dire che tutte quelle cose sono pubbliche, puoi andarle a prendere anche tu, che sei un nulla assoluto (ovvero non politico, non giornalista, non giudice). Vi farò alcuni esempi sull’atrocità di questo fatto: sul caso Bancopoli, noi cittadini avremmo cominciato a sapere qualcosa solo oggi dopo tre anni. Avremmo comprato azioni della BNL, dell’Antonveneta, della BPI, dell’Unipol senza sapere che cosa stava succedendo, finché un giorno, tre anni dopo, una volta tolto il bavaglio alla stampa, tutto sarebbe uscito finalmente allo scoperto. Le azioni comprate tre anni fa? Crollano di colpo a scoppio ritardato, fregando coloro che vi hanno investito per tre anni (perché chi sapeva dell’indagine – che è di per sé pubblica – non poteva parlare, né essere intercettato perché ha approfittato di informazioni privilegiate per speculare sul ribasso). I correntisti cui Fiorani avrebbe rubato i soldi? Fregati. Qualcuno di noi sarebbe andato a farsi un conto corrente alla BPI, senza sapere delle pratiche malandrine che si facevano in quelle banche, patiche che, senza il bavaglio ai giornalisti sarebbero state pubbliche, e col cavolo che mi sarei fatto un conto corrente alla BPI. Per non parlare di Calciopoli: probabilmente non ne avremmo saputo niente. Non solo: non si sarebbero potute fare le intercettazioni. E lo scandalo pedofilia di Rignano Flaminio? La debolezza del quadro accusatorio non sarebbe stato smascherato senza l’intervento dei giornalisti.
E un esempio più recente: i rifiuti in Campania. Ci sono state intercettazioni che hanno rivelato che i responsabili dello smaltimento buttavano in discarica tutto l’impossibile. Noi oggi non potremmo saperlo. E vivremmo tranquillamente vicino a delle discariche che inquinano falde acquifere e che magari contengono iodio radioattivo. Ogni tanto qualche parente, amico, vicino di casa scoprirà di avere un tumore inspiegabile (che so, un non fumatore di trent’anni con un cancro ai polmoni); oppure sentiremo sempre più spesso che dei bambini hanno la leucemia. Nei casi migliori, a morire saremmo noi. Tranquilli e beati. Ma morti di tumore.
Piccola nota: ieri sera, dopo la scrittura dell’articolo (entrambe le parti), ho letto il resoconto del “Passaparola” di Travaglio sul blog di Grillo. Ho scritto le stesse cose senza saperlo, quindi suppongo di avere scritto cose giuste. Mi sono dimenticato di inserire altri due esempi, che ho inserito dopo la lettura del resoconto, ovvero Calciopoli e Rignano Flaminio. Da Travaglio vengo poi a sapere che il ddl prevede anche una norma salva-preti, ovvero che in caso di indagini su un sacerdote vada informato il suo vescovo, mentre se l’indagato è il vescovo, deve essere informato un ministero degli esteri di un altro Stato, ovvero il Vaticano. Una norma senza senso, che mi pare contribuire a demolire non solo lo stato democratico, ma anche lo stato laico. Tutto ciò mi ricorda la Turchia, dove al potere c’è un partito islamico.
Detto questo, non riesco a non avere timore che in Italia stia per essere instaurata una nuova forma di fascismo, strisciante, nascosto, senza una vera e propria dittatura, ma pur sempre fascismo, dove il dissenso viene ammutolito, i poteri dello Stato democratico addomesticati. E tutto questo senza avere ancora toccato la Costituzione: voglio sperare che non sia questa la legislatura costituente che dovrebbe riformare l’Italia. E tutto per salvare le capre e i cavoli di uno solo: Silvio Berlusconi e i cavoli dei suoi processi.
Ancora cose dell’altro mondo
Più leggo, più sono schifato: stamattina mi sono svegliato pensando al generale Roberto Speciale. Cercavo di ricordarmi che fine avesse fatto.
Speciale era il generale della Guardia di Finanza che usava i voli dell’arma per scopi non solo personali, ma anche assurdi: la Repubblica, nel maggio 2007, scoprì un video in cui si vedeva Speciale andare allegramente per le nevi di Bolzano con un aereo dello Stato. Fin qui, nulla di strano, è in buona compagnia, se pensiamo a Mastella, che andò al GP di Monza del 2007 con un aereo di Stato, solo a titolo di esempio (il lusso a carico dei contribuenti è pratica, per quanto ignobile, molto diffusa ai piani alti). Ma Speciale, in quell’occasione, superò tutti i record di indecenza: un volo è stato addirittura utilizzato per trasportare pesce fresco da Pratica di Mare a Bolzano. D’altronde, gustare del pesce fresco sulle montagne del Trentino non è cosa di tutti i giorni. Un lusso che, a quanto pare, il contribuente deve permettersi per soddisfare questa gente.
Io non mi sto inventando niente: ripeto quanto dice la Corte dei Conti, la quale ha accertato tutte queste cose (maggiori dettagli qui).
Se non che, Speciale è stato candidato alla Camera dei Deputati ed eletto per il PdL in Umbria. Non solo questo signore spreca i soldi dei contribuenti, ma adesso gli pagheremo anche uno stipendio, che magari userà (semmai dovesse venire condannato, cosa alquanto difficile) per pagare il risarcimento per i suoi sprechi. Insomma, siamo noi a pagare noi stessi.
Speciale, inoltre, è in buona compagnia: Totò Cuffaro, ex governatore della Sicilia e recentemente condannato a cinque anni per favoreggiamento alla mafia, condanna che ha festeggiato addirittura offrendo dei cannoli, è stato eletto senatore nelle fila dell’UDC (il partito dei cattolici di nome ma non di fatto come Casini, divorziato e risposato, o Mele, che, pur sposato, allegramente andava a prostitute con annesso coca party). Entrambi (e non solo) potranno utilizzare la sostanziale impunità parlamentare per evitare pericolose condanne, oltre che utilizzare il proprio potere derivante dall’incarico per lo stesso fine (magari cancellando per legge la mafia o dichiarando legale retroattivamente lo spreco di denaro pubblico, chissà…magari stabilendo per legge che ogni parlamentare ha diritto a un aereo privato o comunque al trasporto di pesce e cannoli direttamente dal mare o dalla pasticceria preferita).
E a proposito di aerei, non è mica finita qui: via Faccio Cose Vedo Gente, leggo un articolo molto interessante. Avete presente i trecento milioni che Prodi, per fare un favore alla cordata italiana di Berlusconi, ha prestato ad Alitalia per permetterle di sopravvivere? Bene, quei soldi sono stati presi dai fondi per la ricerca. Mi dispiace, amico mio che hai o che potresti avere qualche malattia di cui si cerca una cura (quindi anche io), il Paese non può fare a meno di una compagnia aerea che doveva fallire anni fa, soprattutto se da quella compagnia possono scaturire profitti per dei privati.
Talvolta io spero che tutte queste persone che hanno certe brillanti idee sull’utilizzo del denaro pubblico, si buschino una simpatica malattia mortale: «caro amico – spero che qualcuno gli risponda – eravamo vicini ad una cura, ma ci hanno tagliato i finanziamenti, i nostri cervelli sono stati costretti ad andarsene altrove, il progetto è stato venduto agli americani e la cura per la tua malattia si è allontanata. Buona morte, dunque». Purtroppo ho imparato che non esiste una giustizia terrena per questi abomini, e che troppo spesso cose del genere capitano solo ai comuni mortali.
Tutto questo è abominevole: l’Italia è uno dei Paesi che spende meno nella ricerca, ma gli italiani, paradossalmente, sono tra i migliori ricercatori del mondo. Sono però costretti ad andarsene all’estero, perché nel proprio Paese i soldi vengono sperperati per trasportare pesce, stipendiare spreconi e favoreggiatori della mafia condannati in primo grado, criminali vari e salvare compagnie aeree ormai fallite da anni per l’interesse di pochi privati e per qualche motivo di orgoglio nazionale. Ma che diamine? Io mi sentirei mille volte più orgoglioso se in Italia si scoprisse una cura per l’AIDS o per i tumori (cura che poi sarebbe commercializzabile con largo profitto economico per il Paese). E poi, questi cervelli vengono coltivati nelle nostre scuole, dunque con le nostre tasse, quindi noi sforniamo cervelli perché Stati esteri li possano sfruttare gratuitamente.
Ma in fondo meglio così, no? Tanto Berlusconi & company se ne vanno in America a farsi curare, magari proprio da un italiano (come nel caso del Silvio nazionale). E l’italiano comune? “Lassa che more”, lascia che muoia, come si dice dalle mie parti.
E a proposito delle mie parti, la Repubblica ha pubblicato un lunghissimo articolo, in cui si ricorda che De Gennaro, il superGianni supercommissario, ha avvisato che da come è messa la Campania, a luglio sarà di nuovo emergenza, con una lievissima differenza: con 30° di temperatura, assolutamente normali in estate, il pericolo di terribili patologie dovute ai cumuli di rifiuti lasciati in strada è dietro l’angolo. I soldi per risolvere l’emergenza ci sono, ma ostacoli in primo luogo politici, sempre secondo quanto dice l’articolo, fanno sì che tali soldi siano sprecati. Come se non bastasse il fatto che paghiamo la Germania perché con i nostri rifiuti vi tragga profitto. Sto seriamente pensando di non tornare in Campania in estate, ci manca solo che contragga il colera. E dire che io sono di quelle parti e lì ci sono parenti e vari amici: figuriamoci come reagiranno i turisti! «Grazie, ma preferiamo andare in Vietnam quest’anno, ci sono meno rischi per la salute»
Ma ditemi voi: sono io che sono diventato pazzo o sono tutte cose dell’altro mondo? E per quale maledettissimo motivo in tv cose del genere non le sento? Sarà mica che l’informazione è controllata per davvero?
