L’Olandese volante

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Diamo i numeri

Silvio “il Clown” Berlusconi, di recente ci ha deliziato con una delle sue bugie più grosse: ha affermato che quei cattivoni di Air France volevano tagliare settemila posti di lavoro dopo l’acquisto di Alitalia.

CAZZATE! Quello che taglierà settemila posti è lui, è Silvio Berlusconi, mentre Air France ne voleva tagliare duemila e rotti. Meno della metà.

E non è il solo nel governo a dire e fare cazzate.

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11 Agosto 2008 Pubblicato da tooby | Economia, Politica, Sociale | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Nessun Commento

Sporchi extracomunitari italiani

Questo articolo è stato aggiornato dopo la prima pubblicazione.

Oggi, a leggere il giornale, ho spaccato il muro a testate. In qualche modo dovevo essere sicuro di essere sveglio. Tre questioni fanno veramente accapponare la pelle: tutte dovute ad un delirio di onnipotenza dovute al presidente del Consiglio Berlusconi e al suo governo maledetto. Vediamo gli scandali.

Qualche giorno fa toccava alla norma antiprecari. La norma proposta, in parole povere, afferma che il datore di lavoro che ha assunto contratti di lavoro a tempo determinato abusivi dovrà semplicemente pagare qualche mensilità (se consideriamo che c’è gente che prende qualche centinaio di euro al mese, una piccola spesa) invece di assumere il lavoratore a tempo indeterminato. La ratio, la ragione di quest’obbligo di assunzione è chiara: tu non puoi assumere a tempo determinato una persona per tenerla con te a tempo indeterminato…risparmiando sui contributi e il resto. Una delle poche norme che favorisce in qualche modo il lavoratore.

La norma era stata inventata per le Poste Italiane, le quali, siccome si credevano delle divinità, essendo pubbliche, assumevano abusivamente. Come risultato, sono state intentate cause contro le Poste, che grazie alla norma proposta, vedrebbe i contenziosi azzerarsi. Chi ha proposto l’emendamento non ha pensato che in questo modo si mandassero letteralmente a puttane moltissime altre cause di lavoro fuori dalle Poste. Insomma, con questa norma antiprecari, la Legge stabilisce che i lavoratori non possono avere giustizia.

Fin qui, nulla di nuovo.

Oggi però veniamo a sapere che la Lega (che già sapevamo xenofoba) ha voluto ridurre i sussidi agli extracomunitari. Dovendo fare le cose di fretta, però, questa norma si è mescolata con un’altra: come risultato i sussidi vengono ridotti a tutti, extracomunitari e italiani, che non hanno lavorato almeno dieci anni. Se pensate che per qualcuno quegli assegni sono l’unica entrata, potete rendervi conto di cosa significhi un pasticcio simile.

E veniamo finalmente alla radice del problema: il Consiglio dei Ministri ha approvato la manovra in otto minuti, e ha detto: «deve essere approvata prima dell’estate». Così la manovra è stata blindata, votata a colpi di fiducia, emendata a notte fonda con riunioni a tappe forzate (la norma sui sussidi è stata introdotta alle cinque di mattina). Così si decide la sorte di sessanta milioni di persone: a casaccio. E anche a costo di svuotare la Costituzione e la democrazia.

E il bello è che nessuno se ne assume la responsabilità: il Governo dice “queste norme sono una merda, ma non le abbiamo volute noi”, il Parlamento (o meglio la maggioranza) dice “queste norme sono una merda, ma se abbiamo dovuto fare in fretta non è colpa nostra, ma del Governo”. Ma ’sta gente si è fatta eleggere per giocare a ping pong o per lavorare nell’interesse di tutti? Mi pare pazzesco che l’unico coerente sia Italo Bocchino, un nome un perché: «queste norme sono una merda, ma è comunque una merda d’artista, quindi ce le teniamo perché sono scritte bene. La colpa è della sinistra, si è alleata con i giustizialisti, Veltroni mangiava i bambini, non è colpa mia, sono innocente, è un complotto» (vi giuro che ogni volta che Bocchino parla, il succo del discorso è questo).

Fatto sta che adesso si chiede di modificarla: il Parlamento ha riconosciuto l’errore, le norme non piacciono nemmeno al Governo, non sarà difficile modificare tutto. Invece no.

Dovete sapere che alla manovra sono collegati dei (molti) decreti legge, che devono essere approvati tassativamente entro sessanta giorni, altrimenti decadono. E siccome sono molti, vanno esaminati in tutta fretta. E si sa che la fretta porta a commettere errori. Ma non c’è alternativa: nessuna modifica, altrimenti perdiamo il tram.

Come ha scritto .mau., che ha pubblicato mentre scrivevo: un approccio del genere può essere usato in un’azienda, perché anche se si lavora in fretta, alla fine l’amministratore delegato può correggere tutti gli errori o anche mandare tutto all’aria. Ma in politica non funziona così, una volta approvata una legge, se la si vuole correggere bisognerà rifare tutto l’iter da capo. Berlusconi si ostina a voler gestire lo Stato come gestiva (gestisce?) le sue aziende.

E questo schifo è il risultato. Speriamo che qualcuno ritrovi il senno perduto e capisca che queste norme vanno modificate subito.

Vogliamo ricorrere a una metafora? Un giardiniere chiede al suo assistente: «qual è il modo più veloce per abbattere quest’albero?». E l’assistente risponde: «Usare una bomba termonucleare». «Bene, facciamolo!»

AGGIORNAMENTO (13:45, 29 luglio 2008): Il ministro Vito annuncia che il Governo ha intenzione di modificare la norma. Meno male. Intanto Beppe Grillo fa un po’ il punto, come ho fatto io ieri, sulle magagne di questo Governo: tralasciando il solito linguaggio provocatorio e colorito (fatti, non parole), ma comunque pieno di fonti, Beppe Grillo ci ricorda che da gennaio 2009, se la norma non venisse modificata, 760mila persone (di solito anziani) verranno ridotte a rovistare nei cassonetti (di quelle 760mila solo 20mila sono immigrati) e ci ricorda che una manovra simile fu presa in Argentina poco prima del collasso economico (ricorderete, spesso ho richiamato il fatto che rischiamo di fare la fine dell’Argentina…un altro indizio); sempre da gennaio 2009 l’Italia dovrà pagare una multa da 300 milioni di euro perché Rete 4 è abusiva; ogni anno l’Italia butta un miliardo di euro per sostenere i giornali (soldi spesso buttati senza motivo per sostenere giornali addirittura quotati in borsa: Tremonti bello, invece di tagliare il pane agli italiani, perché non tagli i finanziamenti abusivi ai giornali?); che l’Italia ha dato 300 milioni di euro ad Alitalia, togliendoli alla ricerca, per fare un piacere a Berlusconi. E infine ricorda che, da tutto questo, a guadagnarci è solo lui: Silvio Berlusconi.

AGGIORNAMENTO (14:05, 29 luglio 2008): Fini ci conferma che il Parlamento (che lui presiede) non conta un cavolo marcio. «[Dall'inizio della legislatura] 11 leggi approvate definitivamente, di cui 10 di conversione di decreti legge». Ovvero: dieci leggi sono diventate tali con un decreto straordinario del Governo e l’approvazione del Parlamento in fretta e furia (coi risultati visti sopra). Inoltre, non vorrei sbagliare, ma l’undicesima legge è il lodo Alfano (una legge che serve solo a Silvio).

29 Luglio 2008 Pubblicato da tooby | Politica | , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Nessun Commento

Il bello deve ancora arrivare…e da noi si pensa a Silvio…

Si direbbe che le cose siano destinate ad andare peggio in futuro. La crisi dei mutui subprime sembra non avere ancora esaurito la sua ondata distruttiva, anzi sembra che il vero tsunami debba ancora venire.

Notizie di oggi sono il fallimento della banca statunitense IndyMac e soprattutto il dissesto delle due maggiori banche dei mutui Fannie Mae e Freddie Mac. Soprattutto queste due banca possiedono la metà del mercato dei mutui americano, ovvero la metà di 12 mila miliardi di dollari.

Inoltre è probabile che entro il 2009 le maggiori economie del mondo, Stati Uniti e Giappone entreranno in recessione, se non addirittura nella trappola stagflazione (l’Europa dovrebbe salvarsi di poco, almeno da quest’ultima, grazie alla stretta monetaria della BCE).

Il prezzo del petrolio continua a salire, e con esso il prezzo della benzina, che giusto oggi ha raggiunto un nuovo record.

Insomma, il futuro sembra essere tutt’altro che roseo. Ma da noi cosa succede?

Da noi si pensa a salvare Berlusconi. Ma andiamo nel dettaglio.

Il Governo di Silvio Berlusconi, intanto, ha disatteso gran parte delle sue promesse: delle sette promesse fatte in campagna elettorale, solo due sono pervenute, ovvero l’abolizione dell’ICI (che tuttavia già il governo Prodi aveva abbattuto al 40%) e la detassazione degli straordinari (approvata, tuttavia, in sola via sperimentale). Un’altra mossa, la Robin Tax, che non mi sembra essere stata annunciata in campagna elettorale, è stata approvata (ma io ho già detto che servirà solo a farci pagare più tasse).

Le altre cinque promesse disattese sono: taglio delle tasse, crisi Alitalia, bonus bebè e abolizione del bollo auto. Delle ultime due non si è vista neppure l’ombra. La crisi Alitalia non solo non è stata risolata, ma si è pure aggravata: la compagnia di bandiera continua a perdere tre milioni al giorno (a carico nostro), Air France è scappata e il piano di salvataggio previsto da Berlusconi e compagni prevede tagli al personale di almeno il doppio rispetto a quanto preventivato dai francesi.

E infine, il taglio delle tasse: in tutto il quinquennio, ci dice il DPEF, stilato da Tremonti, la pressione fiscale dovrebbe rimanere ai livelli del Governo Prodi.

Tralasciamo poi la mia profezia di qualche tempo fa: avevo detto che il centrodestra non avrebbe dato una presidenza di Camera all’opposizione perché i presidenti delle Camere hanno potere di nomina delle autorità indipendenti. E oggi si scopre che il Governo azzererà i vertici di un’autorità chiave, di questi tempi, ovvero quella dell’Energia, per poterne nominare di nuovi. Peccato non avere simili capacità profetiche per vincere al SuperEnalotto.

Diciamolo subito: anche Veltroni, se avesse vinto, probabilmente si troverebbe nella medesima situazione di disattendere le promesse fatte in campagna elettorale. Ma di una cosa possiamo essere sicuri: Veltroni o qualunque altro al Governo, sia Fini o Casini o Bertinotti o Di Pietro, non avrebbero messo come priorità il Lodo Alfano, che dovrebbe essere approvato in tempi record a dispetto di altre priorità, al fine di salvare il premier dalla sentenza per il processo Mills.

Se non ci fosse Silvio Berlusconi, il Governo italiano e il Parlamento non sarebbero ricattati e costretti ad approvare norme per salvare il premier dalla galera e passerebbero maggiore tempo a pensare a quello che serve al Paese. Intanto la Gasparri non ancora viene toccata e noi, da gennaio, rischiamo di dover pagare una multa record all’Unione Europea per potere salvare Rete 4 abusiva.

Il conflitto di interessi in capo a Berlusconi, ancora una volta, saremo noi a pagarlo. Lui, tranquillo e beato, vedrà i suoi conti in banca ingrassare a nostre spese. In fondo, chi se ne frega delle famiglie che non hanno che dare da mangiare ai propri figli? Lui no di certo: lui pensa al Lodo Alfano.

12 Luglio 2008 Pubblicato da tooby | Economia, Politica | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Nessun Commento

Il merito del 3% e gli scandali della demagogia

Oggi l’Ecofin ha ufficialmente fermato la procedura di infrazione contro l’Italia per avere superato il tetto del 3% nel rapporto deficit/PIL.

Già prima delle elezioni, avevo parlato dell’azione dell’ultimo governo Prodi per quanto riguarda la politica economica, e avevo già detto che ciò che era stato fatto andava nella direzione giusta. Oggi l’Ecofin ce lo ha confermato. Alcuni estratti dall’articolo sullinkato, però, vanno evidenziati.

L’Ecofin prende atto di come il rapporto tra deficit e Pil in Italia “è aumentato al 4,2% nel 2005, prima di scendere al 3,4% nel 2006 e all’1,9% nel 2007, con un aggiustamento del bilancio del 3% del Pil nel periodo 2006-2007, ben al di là degli sforzi raccomandati dal Consiglio”.

Come avevo scritto in precedenza, il passato governo Berlusconi aveva avuto il demerito di far schizzare il debito pubblico ben oltre il tetto nel 2005. Nel 2006 e nel 2007, invece, il rapporto è felicemente crollato, ed è avvenuto durante il governo Prodi (il piccolo calo del 2006, tuttavia, andrebbe attribuito a entrambi i governi Berlusconi e Prodi, ovviamente in proporzione - il governo Prodi si è insediato a maggio 2006).

“Per quel che riguarda il debito dell’Italia - si legge nella decisione del’Ecofin - dopo essere sceso per un decennio appena sotto il 104%, nel 2004 è rimasto ben al di sopra del tetto Ue del 60%. E’ poi aumentato del 2% nel 2005 e di un ulteriore 0,6% nel 2006, prima di calare di nuovo al 104% nel 2007.

Il rapport debito/PIL, come avevo già scritto, è aumentato durante il governo Berlusconi, per scendere decisamente sotto Prodi. Insomma, come sopra: delle prove difficilmente confutabili del fatto che la politica di Padoa-Schioppa è stata intelligente e orientata al lungo periodo. Un’opera interrotta bruscamente, in favore di un ritorno al passato, soprattutto grazie ad un’infame opera dei mass media che hanno convinto gli italiani di pagare più tasse.

All’uopo, giusto per fare un esempio, Studio aperto, presunto telegiornale di Italia 1, Mediaset, prima delle elezioni del 2006, paventava lo spettro del ritorno di Visco al ministero dell’Economia, dipingendolo esplicitamente come un vampiro (satira? può darsi…ma un telegiornale che fa satira non è un telegiornale, è un varietà). A governo Prodi insediato, poi, aveva detto che gli italiani pagavano più tasse, parlando solo di pressione fiscale ma non facendo esemplificazioni corrette sul risparmio che invece gli italiani hanno avuto (come ho già scritto, sotto Prodi hanno pagato più tasse solo i ricchi e gli evasori). Sotto Berlusconi, invece, il medesimo telegiornale decantava meravigliato il clamoroso risparmio che gli italiani avrebbero avuto dal taglio dell’ICI e altre cose, prendendo giustamente i risparmi massimi, ma non quelli medi.

Stranamente, però, non ha ricordato che questi tagli (soprattutto l’ICI, la tassa più federalista d’Italia, che la Lega avrebbe dovuto difendere con i denti, se avesse avuto un po’ di coerenza) se da un lato ci fanno risparmiare (forse), dall’altro ha conseguenze nefaste: come scrive questo articolo, a seguito del taglio dell’ICI, sono stati tagliati i fondi per i trasporti, per l’ambiente, per la ricerca e il fondo contro la violenza sulle donne (istituito nel 2007 dal governo Prodi). Insomma, risparmiamo qualche centinaio di euro, ma avremo tram, bus, metro sporchi, in ritardo (a meno che non alzino i prezzi dei biglietti, come temo faranno, e il risparmio andrà a quel paese), avremo più inquinamento, la rete idrica, che già fa schifo, continuerà a peggiorare, si darà un altro simpatico colpo di grazia alla ricerca. Alle donne vittime di abusi in casa, alle ragazze-madri senza un tetto e ai loro figli, il governo Berlusconi risponde con un civile “Cazzi vostri”. La Carfagna, che avrebbe dovuto difendere queste donne, si preoccupa di insultare gli omosessuali.

Mi chiedo dove andremo di questo passo: ricordiamo che Berlusconi ha promesso di abolire anche il bollo auto e che a gennaio dovremo pagare qualche miliardo di euro grazie al conflitto di interessi in capo a Berlusconi, che sta cercando di difendere con le unghie e con i denti la sua rete abusiva, Rete 4. Questi miliardi da dove arriveranno? Da una nuova tassa Berlusconi o da altri tagli, non ci sono molte alternative . E vogliamo ricordare il famigerato federalismo fiscale che rischia di dare il colpo di grazia al Sud?

E infine, non dimentichiamo che la situazione economica del nostro Paese è ancora terribile.

Il debito pubblico dell’Italia però, nonostante una lieve flessione nel 2007, “resta il più elevato tra gli Stati membri dell’Ue”

Ho già detto che il malgiorno si vede dal mattino. Ancora una volta, incrociamo le dita e speriamo non vada troppo male…

UPDATE ore 20:05: il Sole 24 Ore ci informa che la mancata assegnazione delle frequenze a Europa 7 (e di conseguenza, il conflitto di interessi in capo a Berlusconi) ci costerà «2,169 miliardi in caso di attribuzione delle frequenze, 3,5 miliardi in caso contrario». Mentre Berlusconi guadagna grazie a Rete 4, gli italiani dovranno pagare ALMENO 2 miliardi di euro. E se Berlusconi non si toglierà una rete, il risarcimento salirà ancora. E non dimentichiamo che dal gennaio 2009 pagheremo 3-400 mila euro al giorno di multa a partire dal 2006 (per un totale di almeno 300 milioni di euro), sempre per permettere a Rete 4 di rimanere abusivamente in onda. Tutto questo è favoloso!

3 Giugno 2008 Pubblicato da tooby | Economia | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Nessun Commento

L’illegalità continua

Oggi il Consiglio di Stato ha respinto un ricorso di Mediaset, ribadendo che il Ministero delle Comunicazioni ha l’obbligo di procedere alla riassegnazione delle frequenze televisive. Dal 1999, infatti, nessun ministero di nessun colore politico ha provveduto all’assegnazione di tali frequenze, in ottemperanza alla gara che si tenne in quell’anno.

Durante tale gara, Mediaset aveva perso il diritto di trasmettere per quanto riguardava il canale Rete 4. Il governo di Massimo D’Alema, il più berlusconiano del centro[sinistra], non provvide, così come non fece il governo successivo, quello di Giuliano Amato. Nel 2001 Silvio Berlusconi, proprietario di Mediaset, ritornò a Palazzo Chigi come Presidente del Consiglio, e ovviamente non provvide ad togliere la frequenza alla propria rete. Anzi, con un decreto e poi con la legge Gasparri, il governo Berlusconi salva Rete 4, rete, ricordiamolo, di Berlusconi stesso. Il governo Prodi che successe a Berlusconi, pur sollecitato,non ottemperò al suo obbligo.

La rete che aveva vinto la frequenza, ovvero Europa 7, ha presentato una marea di ricorsi in Italia e presso l’Unione Europea. Tutte hanno stabilito la stessa cosa: Europa 7 ha il diritto di trasmettere e il governo italiano DEVE riassegnare le frequenze e finalmente ristabilire lo stato di diritto in Italia.

Oggi il Consiglio di Stato ha nuovamente dato ragione a Europa 7. Oggi il Consiglio di Stato ha ribadito che il governo italiano DEVE assegnare le frequenze in base alla gara del 1999.

Purtroppo il governo italiano non sembra avere l’intenzione di farlo: pochi giorni fa, con un colpo di mano, il governo di Silvio Berlusconi, dimostrando di volere mantenere la situazione di conflitto d’interessi, la vergogna italiana per eccellenza, aveva tentato di dribblare tutte le sentenze inserendo una norma nascosta in un decreto milleproroghe (fortunatamente, le opposizioni se ne sono accorte e hanno miracolosamente fatto opposizione).

Grazie a questa meravigliosa opera pubblica e privata di Berlusconi l’Italia deve già pagare 3-400 mila euro al giorno come multa comminata dall’Unione Europea, che il primo gennaio 2009 (quando diventerà definitiva) ammonterà ad una cifra compresa fra 328,5 e 438 milioni di Euro, cifra che in quella data sarà definitiva e perduta per sempre. Ma oggi si aggiunge una nuova notizia: entro dicembre il Consiglio di Stato provvederà a decidere a quanto dovrà ammontare il risarcimento che lo Stato dovrà pagare ad Europa 7 per avere favorito Berlusconi. Europa 7 ha chiesto tre miliardi di euro di danni per i nove anni in cui lo Stato di diritto, in Italia, ha vissuto nell’ombra. Queste due multe le pagheremo noi, con le nostre tasse, con i nostri soldi. Il governo Berlusconi, che dice di voler abbassare le tasse, sarà costretto a chiedere agli italiani di pagare una tassa Berlusconi per pagare tutte le multe che Berlusconi stesso ci ha fatto guadagnare. si parla di miliardi di euro, che potrebbero essere usati per le scuole, la ricerca, le infrastrutture, i rifiuti. E invece dovremo pagarli perché Berlusconi possa guadagnare sulla nostra pelle.

La soluzione? Rete 4 deve smettere di trasmettere illegalmente. Berlusconi sta mettendo le mani nelle nostre tasche in modo molto più subdolo di quanto il PdL dice abbia fatto il precedente governo Prodi. Fin quando quest’essere potrà rimanere in politica, l’Italia non potrà progredire, perché sarà sempre azzoppata dal cancro che Berlusconi rappresenta.

Questa sera monitorerò i telegiornali per vedere quali daranno almeno un minimo risalto alla notizia, aggiornando mano a mano questo articolo.

(UPDATE 18:45) Studio Aperto (Mediaset), edizione delle 18:25: incredibilmente, per Studio Aperto ha ragione Rete 4. Ricordiamo: la sentenza odierna del Consiglio di Stato obbliga il governo a procedere all’assegnazione delle frequenze secondo la gara del 1999, in base alla sentenza della Corte di Giustizia Europea, e in base a tale gara Rete 4 NON ha diritto di trasmettere. Ricordiamo un’altra cosa: il consiglio di Stato ha RESPINTO un ricorso presentato da Mediaset, com’è possibile che Mediaset canti vittoria? (Mi viene in mente che «Chi controlla il presente, controlla il passato, chi controlla il passato, controlla il futuro»). Pazzesco.

(UPDATE 19:10) TG3 (RAI), edizione delle 19:00: il TG3 dà correttamente la notizia. Il ricorso respinto è stato presentato da Mediaset, e ricorda che il governo deve rispettare quanto ha detto l’Europa a riguardo (e per la quale siamo stati multati). Il Consiglio di Stato ha semplicemente respinto un ricorso di Europa 7 che chiedeva di assegnare le frequenze togliendole a Rete 4, ma lo stesso consiglio di Stato, in sintesi, ha detto che non può farlo, e che invece deve farlo proprio il Governo. Insomma, Studio Aperto (e Mediaset) hanno amorevolmente distorto la notizia a proprio favore.

(UPDATE 20:25) TG1 (RAI), edizione delle 20:00: anche il TG1 dà correttamente la notizia: il Consiglio di Stato afferma che Rete 4 può continuare a trasmettere fino a quando il Governo non riassegnerà le frequenze come stabilito dalla CGCE, ovvero come da gara del 1999, ovvero assegnando una frequenza a Europa 7.

(UPDATE 21:45) TG2 (RAI), edizione delle 20:30: Come il TG1 e il TG3. Peccato per i commenti dei politici, che ovviamente hanno spostato il baricentro della notizia a favore di Mediaset (ribadisco: il Consiglio di Stato ha respinto un ricorso di Mediaset e uno di Europa 7: con il primo si obbliga il governo a dare seguito alla gara del 1999 riassegnando correttamente le frequenze, in primo luogo assegnandone una a Europa 7 secondo varie sentenze italiane e europee, con il secondo si permette a Rete 4 di continuare a trasmettere fino alla riassegnazione delle frequenze - e non dopo, visto che Rete 4 quella frequenza l’ha persa).

(UPDATE 22:45) TG.com (Mediaset), edizione delle 22:30 (Italia 1): molta enfasi riguardo il ricorso respinto di Europa 7, solo una frase riguardo quello di Mediaset. Anche nel servizio del TG.com Rete 4 appare legalmente abilitata alla trasmissione, ma il servizio dimentica che il Consiglio di Stato ha espressamente fatto riferimento alla sentenza della CGCE che dà ragione a Europa 7.

(UPDATE 12:40 - 1 giugno) Rassegna stampa TG5 (Mediaset), edizione della notte: La decina di giornali presi in esame (Messaggero, Giornale, Secolo XIX, Unità, Manifesto, Mattino e altri) in gran parte non riportavano la notizia. Quelli che la riportavano, però, sono stati decisamente ignorati dal lettore del TG5, anche quando erano in una buona posizione (taglio medio con un titolo bello grosso). Mia teoria: visto che tutti riportavano la notizia correttamente (ovvero che Mediaset usciva sconfitta), il CdR del TG5 ha preferito glissare del tutto.

UPDATE 20:05 - 3 giugno): il Sole 24 Ore ci informa che la mancata assegnazione delle frequenze a Europa 7 (e di conseguenza, il conflitto di interessi in capo a Berlusconi) ci costerà «2,169 miliardi in caso di attribuzione delle frequenze, 3,5 miliardi in caso contrario». Mentre Berlusconi guadagna grazie a Rete 4, gli italiani dovranno pagare ALMENO 2 miliardi di euro. E se Berlusconi non si toglierà una rete, il risarcimento salirà ancora. E non dimentichiamo che dal gennaio 2009 pagheremo 3-400 mila euro al giorno di multa a partire dal 2006 (per un totale di almeno 300 milioni di euro), sempre per permettere a Rete 4 di rimanere abusivamente in onda. Tutto questo è favoloso!

31 Maggio 2008 Pubblicato da tooby | Politica | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Nessun Commento