Le elezioni di ieri hanno fornito alcune indicazioni chiare su com’è l’Italia oggi. La prima è che l’Italia ha scelto, ovviamente, il governo che merita: meritava Prodi, ora merita Berlusconi. In entrambi i casi, devo rendermi conto che Giolitti aveva ragione: «Governare gli italiani non è impossibile, è inutile», secondo una frase a lui attribuita (alcuni la attribuiscono a Mussolini, ma è indifferente).
La seconda è che gli italiani hanno preferito chi ha parlato chiaro di cose terra terra (a me ricorda Commodo che rovinava l’impero romano ma rendeva felice il popolo con le “feste, farina e forca”, per dirla borbonicamente, e il popolo, come un allocco, non capiva un bel nulla della rovina incombente).
La terza è che il sistema politico, dopo essersi ribellato al maggioritario voluto dal popolo, ha fatto in modo da diventare maggioritario con una legge elettorale incostituzionale. Ma non è avvenuto come nelle altre democrazie, come Regno Unito, Francia e Spagna, dove gli estremi si sono fusi con gli schieramenti, mitigando le proprie posizioni riscaldando quelle cui si univano, bensì è stata usata una legge elettorale per buttare fuori le minoranze, senza risolvere il problema: la Destra fa ancora la fascista, Casini fa ancora il finto cattolico, la sinistra ha la possibilità di capire che deve cambiare.
La quarta è che gli exit poll sono uno spreco di soldi, fatti soltanto per riempire il buco di un paio d’ore fra l’inizio dello spoglio e le prime proiezioni.
Ma andiamo nel dettaglio, partito per partito:
- Popolo della Libertà: dati alla mano, il PdL non è cresciuto; la somma dei voti di Forza Italia, AN e i partititini sotto l’1% ivi confluiti del 2006 coincide con i voti del PdL. Ma non credo che i votanti siano gli stessi: il PdL ha tolto voti all’UDC, ma altri sono travasati a La Destra (quelli alla destra el PdL, delusi da AN per la scelta di accentrarsi). Insomma, entrano da sinistra per uscire a destra. Si può dire, quindi, che Berlusconi non ha vinto per i suoi proclami e le sue sparate, che sono servite solo a serrare i ranghi dei fedeli al centrodestra;
- Lega Nord: è la vera sorpresa, avendo quasi raddoppiato i propri consensi rispetto al 2006. Vivendo al Nord, ho potuto notare che la Lega ha preferito fare una campagna davvero vicino ai bisogni della gente: ha raccolto il malessere dovuto ai clandestini, il problema sicurezza e anche il problema del fondo perequativo, che pure contiene soldi presi dal nord e travasati al sud, dove vengono rubati da piramidi infinite di intermediari e dalle varie mafie; tuttavia, il voto alla Lega Nord indica che il Paese sta vivendo una situazione di malessere profondo, come quello vissuto prima dell’avvento del fascismo, anche se la situazione è molto diversa oggi. Purtroppo la Lega è lontana dal mondo globalizzato, e questo può avere conseguenze nefaste per il Paese, come pure un federalismo fiscale che si limiti a penalizzare il Sud, com’è lecito immaginare (ho ancora un volantino della Lega che parla di Sud ladro dei soldi del Nord, per dirvene una);
- UDC: il partito ha tenuto, ma ha decisamente perso consensi a favore di diversi altri partiti: il valore dei proclami cattolici e della famiglia fatti da un uomo che è comunque un divorziato risposato, non hanno agganciato gli elettori;
- La Destra: niente da dire, il richiamo al fascismo è ancora di moda; unito al problema sicurezza, ha raccolto i voti delle destre di AN e Lega Nord. Un risultato significativo, ma comunque al di sotto delle aspettative. C’è da dire che la Santanché ha appeal…anche troppo;
- Partito Democratico: la sinistra del partito, che si era separata dai DS, non ha portato con se elettori, o meglio, non molti; quelli che mancano, sono stati ripresi dall’UDC. Il PD ha tuttavia pagato lo scotto di un programma troppo simile al PdL, oltre che a candidature ipocrite e senza senso. Mi auguro che Veltroni se ne vada, che si facciano primarie serie, prive della vecchia nomenclatura: il centrosinistra non può vincere soltanto quando l’Italia si accorge che Berlusconi fa schifo (è quello che è successo negli ultimi quindici anni, dopotutto). Ops, scusate, ho detto centrosinistra, ma il PD, al massimo, è centros e basta;
- Italia dei Valori: altra grande rivelazione di queste politiche, a mio avviso ha raccolto consensi grazie al fatto di essere l’unico partito pulito: tutti i candidati avevano una fedina penale immacolata; a mio avviso, parte di quei voti sono venuti dai delusi (non fascisti) di AN, uno dei partiti che appoggiò Tangentopoli e quindi Di Pietro;
- Sinistra Arcobaleno: non si sono accorti che i precari non sono tutti comunisti; e ancora prima non si sono accorti che il comunismo è finito. Dovevano entrare nel PD, ma Veltroni ha preferito gli industriali a loro, con ovvie conseguenze. Devo comunque dire che anche loro, a voler essere “Comunisti per sempre” se la sono cercata. Quello che la Sinistra voleva fare è fuori dal mondo, Veltroni non ha giocato sporco con loro, ma sono stati loro a voler essere indietro con i tempi: Bertinotti doveva dimettersi prima delle elezioni, non dopo;
- Partito Socialista: Boselli ha fatto il socialista all’italiana, senza un programma decente, la ciliegina sulla torta sono state le idiozie della candidatura di Mastella (fallita) e della pornostar Milly D’Abbraccio; mi consola che i socialisti dovranno pagare da sé la campagna elettorale, visto che non hanno raggiunto l’1% necessario per i rimborsi (sì, abbiamo lo sbarramento al 4%, ma rimborsiamo rigorosamente con le nostre tasse tutti quelli sopra l’1% - legge 26 luglio 2002, n.156, guarda caso, il governo Berlusconi).
Dunque la sconfitta dell’ex-centrosinistra è dovuta a idiozie strategiche: il PD si è spostato troppo al centro, la Sinistra Arcobaleno è rimasta anacronisticamente troppo a sinistra. La vittoria del PdL, invece, è tutta della Lega Nord. Il nuovo parlamento, per la prima volta dal 1946, non vedrà comunisti: un po’ è una liberazione, forse finalmente capiranno che dovrebbero riformarsi come hanno fatto i comunisti (e i socialisti) nel resto d’Europa. D’altro canto, alla guida del Paese c’è un Parlamento e quindi un Governo di industriali e liberali di nome ma non di fatto.
Ad ogni buon conto, io custodirò gelosamente uno specchietto sul programma della PdL, oltre, com’è ovvio, a ricordare tutti gli articoli che ho letto riguardo le dichiarazioni di Berlusconi. Vedremo se le rispetterà, ma nel frattempo già parla di abolizione dell’ICI e di bonus bebé al primo consiglio dei ministri (che dovrà tenersi a Napoli), mentre io mi chiedo dove troverà i soldi. Ai posteri (cioè a noi giovani) l’ardua sentenza. Senza dimenticare l’affaire Alitalia e l’abolizione del bollo auto, ovviamente…
Dreaming Argentina…
15 Aprile 2008
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tooby |
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Non proprio adesso, ma fra qualche minuto, inizierà lo spoglio delle schede. Ricordo che esso avverrà prima per il Senato e poi per la Camera.
Detto questo, raccolgo alcune indicazioni, per seguire con la giusta dose di informazioni questa delicata fase:
- .mau., sul suo blog, informa che i primi exit-poll proverranno da regioni rosse, e quindi non faranno testo per i dati a livello nazionale (potrebbero anche essere corretti a favore del centrodestra): tuttavia .mau. non fornisce la {{necessaria citazione}} :-P;
- le operazioni di spoglio saranno più lente che nel passato: il ministero dell’Interno ha infatti rinforzato le procedure, al fine di garantire, almeno in linea teorica, la regolarità (in linea teorica, perché in certe regioni d’Italia questo non è garantito comunque: a Palermo sono scomparse cento schede, mentre a Genova si sono miracolosamente accorti che le matite possono essere cancellate - ma voi lettori ed io lo sapevamo già)
- alle 15 verranno resi noti gli exit poll, che sono sondaggi effettuati fuori dai seggi (per esempio, agli elettori usciti dal seggio viene chiesto di entrare in una cabina, qualora volessero, e ripetere il proprio voto su una scheda facsimile, quindi riconsegnarle in un’urna apposita); appare ovvio che il valore degli exit poll è tendente allo zero, in quanto l’elettore potrebbe segnare una preferenza diversa da quella espressa al voto, oppure potrebbe partecipare una qualità diversa di elettori (per esempio, in maggioranza quelli di centrosinistra o quelli di centrodestra, più giovani che anziani e viceversa, più uomini che donne e viceversa, eccetera);
- alle 16 (ma probabilmente più tardi) cominceranno a essere rese note le proiezioni, che altro non sono che le percentuali di voti scrutinati proiettati sul totale dei voti espressi le proiezioni offrono significati piiù precisi, ma vanno presi con le pinze: sarà interessante incrociare questi dati con gli exit poll;
- alle 18 (ma probabilmente più tardi) dovrebbero essere resi noti i risultati per il primo 50% dei voti del Senato: a partire da questo momento sarà possibile dire che i dati sono abbastanza attendibili, e se confermano gli exit poll, potrebbero dare già qualche risultato;
- lo spoglio delle schede per il Senato dovrebbe concludersi prima di mezzanotte, quello per la Camera continuerà ancora per qualche ora, anche se in serata dovremmo avere le prime proiezioni;
- il mio consiglio è di seguire quanto dicono più organi di stampa: oltre al sito del ministero dell’interno, conviene incrociare i dati di RAI, Mediaset LA7 e SKYTG24, che offriranno servizi di parti diverse; interessante è il servizio di liveblogging di RAI e Sole 24 Ore, che terrà d’occhio la blogosfera e gli aggregatori di blog.
Dal canto mio, seguirò la diretta dello spoglio commentando su Twitter e di tanto in tanto, inserendo un nuovo post su questo blog (anche se nel frattempo avrò il mio da fare per studiare). Manca ormai poco, vi auguro buona diretta.
14 Aprile 2008
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tooby |
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Mi sono recato al seggio per votare: avevo diritto a tre schede, ma non dirò quante ne ho prese. E quindi, neppure per chi ho votato, se ho votato.
Di sicuro ho votato per le comunali, ma per chi mi conosce è cosa ovvia.
Chi mi ha letto, può comunque stare certo che, se ho votato, non ho votato PdL: lo ribadisco, provo disgusto per le persone che hanno il potere economico (Berlusconi, ma anche il sindaco della mia città), perché con il potere politico possono praticamente fare quel che vogliono, a scapito dei governati (e l’hanno fatto, l’Italia è una pattumiera, la mia città è un buco, mentre Berlusconi si arricchisce mentre noi gli paghiamo le multe, come il sindaco della mia città, che ha acquistato tutto il centro storico e che vuole usare i fondi della UE per costruire una scala mobile per raggiungerlo, mentre le strade sono ritornate a essere delle vie piene di ciottoli come negli anni Trenta).
Mi ha fatto piacere che il mio post sui consigli di voto abbia fatto proseliti (qualcuno l’ha infilato in qualche email e l’ha inoltrata come catena). Dal canto mio, ho la prova che il voto, in questo modo, è davvero indelebile (e le mie dita lo sanno, visto che non riesco a lavare via il tratto della matita copiativa). E come me, anche altre persone (che pure si chiedono, perché non usiamo le biro?).
Eviterò di commentare oltre, e soprattutto il voto, per rispetto a chi deve ancora votare. Appuntamento a domani, dopo le 15, per seguire lo spoglio in diretta su Wikinotizie e su Twitter.
13 Aprile 2008
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tooby |
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Vi siete mai chiesti come mai si usa la matita per scrivere sulle schede elettorali, invece che la penna?
Semplice, perché a quei tempi le penne non esistevano, o non erano ancora diffuse: l’uso della matita, quindi, era l’ideale.
Una matita qualsiasi? No. Una matita copiativa, la quale ha nella mina un particolare pigmento che rende il tratto indelebile.
Se provate però a scrivere con una matita copiativa e poi prendete una normale gomma per cancellare, noterete che il tratto è tutt’altro che indelebile.
Il Consiglio di Stato ha stabilito che il voto è valido solo se la matita copiativa è stata umettata (Sez. V, n. 660, del 26 ottobre 1987), ovvero bagnata con la saliva o con la spugna per francobolli. Solo in quel caso, il tratto a matita è indelebile, e il voto è quindi valido e soprattutto infalsificabile.
Visto che in molti non lo sanno e neppure proveranno a far avvicinare la propria lingua alla matita, consiglio di portare voi una spugnetta inumidita per bagnarla. Poiché dobbiamo votare per forza con quella matita, è il caso di farlo bene.
Un altro consiglio: chi volesse astenersi votando scheda bianca, dovrebbe preferibilmente chiedere al presidente di seggio di non vedersi consegnata la scheda e di verbalizzare di non averla voluta ricevere. Votare scheda bianca significa, infatti, inserire una scheda valida nell’urna che chiunque, complice una “disattenzione”, potrebbe marcare per un partito o per un altro. (Si veda il D.P.R. 361 del 30 marzo 1957).
Spero di avere fatto cosa gradita informandovi di queste cosette. 
12 Aprile 2008
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Ricordiamo che il ritorno al potere per Berlusconi sarebbe una mano santa per i suoi interessi: il suo lavoro non è finito, visto che ha ancora processi sul groppone, e che, pur essendo entrato in Mediobanca, il salotto buono della finanza italiana continua ad ignorarlo, mentre RAI e Mediaset si avvicinano sempre più a formare un monopolio, non solo dopo l’acquisto di Endemol, che fornisce anche la RAI, da parte di Mediaset, ma anche per le recenti trattative per la televisione digitale che leggevo ieri su Il Sole 24 Ore.
Insomma, Berlusconi, al governo, avrebbe sempre nuovi motivi per fare i suoi propri interessi.
Ricordiamo che il governo Berlusconi ha approvato le seguenti leggi vergogna:
- la depenalizzazione del falso in bilancio per favorire se stesso e i suoi amici, oggi assolti perché il fatto non costituisce più reato (mentre all’estero, e soprattutto negli Stati Uniti, a causa degli scandali finanziari - come quelli della Parmalat - il falso in bilancio è punito anche con dieci anni di carcere)
- legge sulle rogatorie, che sostanzialmente erigono un muro giudiziario fra l’Italia e il resto del mondo, rendendo praticamente impossibile ricevere prove dall’estero;
- blocco del mandato di cattura europeo, perché il governo Berlusconi non accettava che si punissero liberamente a livello europeo la truffa, la corruzione, il furto, il riciclaggio di denaro (e ricordiamo che il giudice spagnolo Garzon attende da anni di poterlo processare per vari reati in Spagna);
- legge Cirami sul “legittimo sospetto“, con il quale si tentò di fermare dei processi (e infatti la difesa di Berlusconi ne fece ricorso, pur vedendoselo respinto): va detto che il legittimo sospetto avrebbe fermato il decorso delle prescrizione fino al nuovo processo, ma che comunque sarebbe dovuto ricominciare da capo;
- il lodo Maccanico-Schifani, che prevedeva la sostanziale immunità per le cinque più alte cariche dello Stato (di cui una sola aveva processi in corso, il premier Silvio Berlusconi), poi dichiarata incostituzionale;
- legge Pecorella: inappellabilità della sentenza di proscioglimento (insomma, per esempio, se uno compra i giudici, e questi lo assolvono, il pm non può andare in appello, ma dovrà prima indagare sul giudice, aprire un nuovo processo, mentre l’altro reato è prescritto), anch’essa dichiarata incostituzionale, con grande ira di Berlusconi;
- emendamento Bobbio: legge che ha impedito a Gian Carlo Caselli, famoso per vari processi di mafia, anche contro Andreotti e altri politici e finanzieri della prima Repubblica, di diventare capo della procura antimafia, anch’esso dichiarato incostituzionale;
- riforma dell’ordinamento giudiziario, che ricorda il Piano di rinascita democratica della P2, cui Berlusconi era iscritto;
- condoni e scudo fiscale;
- decreto salva-calcio, che salva molte squadre italiane dal fallimento (ricordiamo che Berlusconi è proprietario del Milan), poi bocciato dalla UE;
- la legge barzelletta sul conflitto d’interessi a uso e consumo di Berlusconi;
- legge Gasparri sul riassetto radiotelevisvo, che aumenta all’infinito la possibilità di raccolta pubblicità per Mediaset e che salva praticamente salva Rete 4, legge bocciata dalla UE, ma mai abrogata, in costante violazione del diritto;
- decreto legge salva Rete 4 del 24 dicembre 2003, approvato in fretta e furia visto che al termine dell’anno Rete 4 sarebbe stata oscurata, e che dà il tempo per riapprovare la Gasparri (che Ciampi aveva rimandato alle Camere in quanto incostituzionale;
- aiuti di stato per l’acquisto dei decoder digitali, aiuti bocciati dalla UE;
- abolizione del divieto di sepoltura fuori dai cimiteri (legge napoleonica a fini sanitari), per permettere la costruzione della faraonica tomba di Berlusconi;
- esenzione ICI per gli immobili della Chiesa adibiti a uso commerciale.
Queste e nuove altre leggi saranno all’ordine del giorno di un nuovo eventuale governo Berlusconi a uso e consumo di Berlusconi. Leggi che sono a suo favore, ma che demoliscono i diritti e svuotano le tasche di tutti gli altri cittadini italiani. Anche le tue.
12 Aprile 2008
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tooby |
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Arcore, berlusconi, calcio, Chiesa, conflitto d'interessi, diritti, elezioni, falso in bilancio, Gasparri, giustizia, ICI, immunità, impunità, legge, legittimo sospetto, mandato di cattura europeo, mausoleo, Mediaset, Milan, P2, Politica, politiche italiane 2008, processi, RAI, Rete4, rogatorie, Telecinco |
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