L’Olandese volante

More than a watcher…

Immuni un corno

Noto con dispiacere che la campagna disinformativa e menzognera perpetrata dal centrodestra e dalle televisioni controllate dal capo della coalizione stia dando i suoi frutti. Il messaggio è semplice e sintetico: all’estero sono tutti immuni, perché in Italia no? Sto parlando, ovviamente, dell’immunità delle alte cariche dello Stato.

Diciamolo subito: l’immunità all’estero, se esiste, è limitata. Negli Stati Uniti i membri del Congresso non possono essere perseguiti, tranne che nei casi di alto tradimento, reato grave (fra i quali rientra, guarda caso, la corruzione) e violazione dell’ordine pubblico. Ma cosa ancora più bella è che il Presidente, i membri del Governo e i Governatori federali non hanno neppure questa immunità. Essi godono di una immunità informale, che va vista da due punti di vista differenti. In primo luogo, i tre poteri dello Stato sono tutti elettivi: Presidente, membro del Congresso, governatore, presidente di tribunale, sceriffo, tutto scelto dal popolo. In secondo luogo, il popolo è informato: quindi se viene eletto un criminale, il popolo lo sa o lo saprà presto, costringendolo alle dimissioni (in Italia gli unici ad essere eletti sono i parlamentari, e neppure direttamente).

Una cosa simile avviene nel Regno Unito: i parlamentari non possono essere processati, tranne per certi reati gravi (fra i quali rientra, guarda ancora il caso, la corruzione), mentre il premier è sempre processabile. The King can do no wrong: il re non può sbagliare, il re è immune, ma è anche vero che Elisabetta non ha alcun potere, e comunque, in ogni caso, è responsabile il Governo (anche solo se la carrozza reale tampona un’auto). Stessa cosa in Spagna: immunità ai parlamentari fino a un certo punto, ma alla fine del mandato devono farsi processare. Il premier, essendo membro delle Cortes, ha la stessa immunità, ma alla fine del mandato deve farsi processare.

In Germania i parlamentari hanno la solita immunità, il capo dello Stato può essere chiamato dalla magistratura in qualunque momento, addirittura il Cancelliere e i membri del Governo vengono messi sullo stesso piano degli altri funzionari pubblici, e come tali processabili per qualunque cosa.

Perfino nella famigerata Francia, sono immuni solo il presidente e i parlamentari, ma non il capo del Governo, per gli stessi motivi citati negli Stati Uniti (ma non mi risulta che la magistratura sia elettiva).

Ricordo, frattanto, che in Italia esiste una certa immunità per i parlamentari, come già accade all’estero. La differenza è che in Italia essa è un po’ più debole, dato il fatto che i parlamentari sono sempre stati poco “virtuosi” rispetto ai colleghi oltre le Alpi (per esempio Tangentopoli, ma non dimentichiamo che il Parlamento è pieno di persone condannate in primo, secondo o addirittura terzo grado). Inoltre, il capo del Governo, a differenza degli altri Paesi, non possiede la metà delle televisioni italiane, né grossa parte del mercato editoriale: non controlla l’informazione. All’estero, Silvio Berlusconi, anche se presidente degli Stati Uniti, sarebbe stato costretto alle dimissioni nel momento in cui è uscita fuori la notizia della “lettera” che prova la corruzione di Mills, e costretto dall’opinione pubblica a farsi processare come cittadino comune, anche se non formalmente obbligato alle dimissioni. In Italia, invece, i media non solo nascondono il processo Mills (prima o poi ne parlerò), ma dicono anche il contrario di ciò che è vero.

E per questo, puntualizzo: l’immunità non esiste o esiste debolmente in Paesi come Stati Uniti, Regno Unito, Spagna, Germania e Francia, e probabilmente in nessun altro Stato democratico. L’immunità (anche se informale) assoluta e incondizionata esiste, certo, ma in Paesi come Iran, Cina, Cuba, Corea del Nord e compagnia bella. Tutti Paesi, stranamente, governati da variegate forme di dittatura e comunque poco democratiche. Questi Paesi cominciano sempre più a ricordarmi l’Italia…

Giusto per mostrare che non dico stronzate, inserisco questa fonte, questa e pure quest’altra.

29 Giugno 2008 Pubblicato da tooby | Politica, Sociale | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Nessun Commento

L’illegalità continua

Oggi il Consiglio di Stato ha respinto un ricorso di Mediaset, ribadendo che il Ministero delle Comunicazioni ha l’obbligo di procedere alla riassegnazione delle frequenze televisive. Dal 1999, infatti, nessun ministero di nessun colore politico ha provveduto all’assegnazione di tali frequenze, in ottemperanza alla gara che si tenne in quell’anno.

Durante tale gara, Mediaset aveva perso il diritto di trasmettere per quanto riguardava il canale Rete 4. Il governo di Massimo D’Alema, il più berlusconiano del centro[sinistra], non provvide, così come non fece il governo successivo, quello di Giuliano Amato. Nel 2001 Silvio Berlusconi, proprietario di Mediaset, ritornò a Palazzo Chigi come Presidente del Consiglio, e ovviamente non provvide ad togliere la frequenza alla propria rete. Anzi, con un decreto e poi con la legge Gasparri, il governo Berlusconi salva Rete 4, rete, ricordiamolo, di Berlusconi stesso. Il governo Prodi che successe a Berlusconi, pur sollecitato,non ottemperò al suo obbligo.

La rete che aveva vinto la frequenza, ovvero Europa 7, ha presentato una marea di ricorsi in Italia e presso l’Unione Europea. Tutte hanno stabilito la stessa cosa: Europa 7 ha il diritto di trasmettere e il governo italiano DEVE riassegnare le frequenze e finalmente ristabilire lo stato di diritto in Italia.

Oggi il Consiglio di Stato ha nuovamente dato ragione a Europa 7. Oggi il Consiglio di Stato ha ribadito che il governo italiano DEVE assegnare le frequenze in base alla gara del 1999.

Purtroppo il governo italiano non sembra avere l’intenzione di farlo: pochi giorni fa, con un colpo di mano, il governo di Silvio Berlusconi, dimostrando di volere mantenere la situazione di conflitto d’interessi, la vergogna italiana per eccellenza, aveva tentato di dribblare tutte le sentenze inserendo una norma nascosta in un decreto milleproroghe (fortunatamente, le opposizioni se ne sono accorte e hanno miracolosamente fatto opposizione).

Grazie a questa meravigliosa opera pubblica e privata di Berlusconi l’Italia deve già pagare 3-400 mila euro al giorno come multa comminata dall’Unione Europea, che il primo gennaio 2009 (quando diventerà definitiva) ammonterà ad una cifra compresa fra 328,5 e 438 milioni di Euro, cifra che in quella data sarà definitiva e perduta per sempre. Ma oggi si aggiunge una nuova notizia: entro dicembre il Consiglio di Stato provvederà a decidere a quanto dovrà ammontare il risarcimento che lo Stato dovrà pagare ad Europa 7 per avere favorito Berlusconi. Europa 7 ha chiesto tre miliardi di euro di danni per i nove anni in cui lo Stato di diritto, in Italia, ha vissuto nell’ombra. Queste due multe le pagheremo noi, con le nostre tasse, con i nostri soldi. Il governo Berlusconi, che dice di voler abbassare le tasse, sarà costretto a chiedere agli italiani di pagare una tassa Berlusconi per pagare tutte le multe che Berlusconi stesso ci ha fatto guadagnare. si parla di miliardi di euro, che potrebbero essere usati per le scuole, la ricerca, le infrastrutture, i rifiuti. E invece dovremo pagarli perché Berlusconi possa guadagnare sulla nostra pelle.

La soluzione? Rete 4 deve smettere di trasmettere illegalmente. Berlusconi sta mettendo le mani nelle nostre tasche in modo molto più subdolo di quanto il PdL dice abbia fatto il precedente governo Prodi. Fin quando quest’essere potrà rimanere in politica, l’Italia non potrà progredire, perché sarà sempre azzoppata dal cancro che Berlusconi rappresenta.

Questa sera monitorerò i telegiornali per vedere quali daranno almeno un minimo risalto alla notizia, aggiornando mano a mano questo articolo.

(UPDATE 18:45) Studio Aperto (Mediaset), edizione delle 18:25: incredibilmente, per Studio Aperto ha ragione Rete 4. Ricordiamo: la sentenza odierna del Consiglio di Stato obbliga il governo a procedere all’assegnazione delle frequenze secondo la gara del 1999, in base alla sentenza della Corte di Giustizia Europea, e in base a tale gara Rete 4 NON ha diritto di trasmettere. Ricordiamo un’altra cosa: il consiglio di Stato ha RESPINTO un ricorso presentato da Mediaset, com’è possibile che Mediaset canti vittoria? (Mi viene in mente che «Chi controlla il presente, controlla il passato, chi controlla il passato, controlla il futuro»). Pazzesco.

(UPDATE 19:10) TG3 (RAI), edizione delle 19:00: il TG3 dà correttamente la notizia. Il ricorso respinto è stato presentato da Mediaset, e ricorda che il governo deve rispettare quanto ha detto l’Europa a riguardo (e per la quale siamo stati multati). Il Consiglio di Stato ha semplicemente respinto un ricorso di Europa 7 che chiedeva di assegnare le frequenze togliendole a Rete 4, ma lo stesso consiglio di Stato, in sintesi, ha detto che non può farlo, e che invece deve farlo proprio il Governo. Insomma, Studio Aperto (e Mediaset) hanno amorevolmente distorto la notizia a proprio favore.

(UPDATE 20:25) TG1 (RAI), edizione delle 20:00: anche il TG1 dà correttamente la notizia: il Consiglio di Stato afferma che Rete 4 può continuare a trasmettere fino a quando il Governo non riassegnerà le frequenze come stabilito dalla CGCE, ovvero come da gara del 1999, ovvero assegnando una frequenza a Europa 7.

(UPDATE 21:45) TG2 (RAI), edizione delle 20:30: Come il TG1 e il TG3. Peccato per i commenti dei politici, che ovviamente hanno spostato il baricentro della notizia a favore di Mediaset (ribadisco: il Consiglio di Stato ha respinto un ricorso di Mediaset e uno di Europa 7: con il primo si obbliga il governo a dare seguito alla gara del 1999 riassegnando correttamente le frequenze, in primo luogo assegnandone una a Europa 7 secondo varie sentenze italiane e europee, con il secondo si permette a Rete 4 di continuare a trasmettere fino alla riassegnazione delle frequenze - e non dopo, visto che Rete 4 quella frequenza l’ha persa).

(UPDATE 22:45) TG.com (Mediaset), edizione delle 22:30 (Italia 1): molta enfasi riguardo il ricorso respinto di Europa 7, solo una frase riguardo quello di Mediaset. Anche nel servizio del TG.com Rete 4 appare legalmente abilitata alla trasmissione, ma il servizio dimentica che il Consiglio di Stato ha espressamente fatto riferimento alla sentenza della CGCE che dà ragione a Europa 7.

(UPDATE 12:40 - 1 giugno) Rassegna stampa TG5 (Mediaset), edizione della notte: La decina di giornali presi in esame (Messaggero, Giornale, Secolo XIX, Unità, Manifesto, Mattino e altri) in gran parte non riportavano la notizia. Quelli che la riportavano, però, sono stati decisamente ignorati dal lettore del TG5, anche quando erano in una buona posizione (taglio medio con un titolo bello grosso). Mia teoria: visto che tutti riportavano la notizia correttamente (ovvero che Mediaset usciva sconfitta), il CdR del TG5 ha preferito glissare del tutto.

UPDATE 20:05 - 3 giugno): il Sole 24 Ore ci informa che la mancata assegnazione delle frequenze a Europa 7 (e di conseguenza, il conflitto di interessi in capo a Berlusconi) ci costerà «2,169 miliardi in caso di attribuzione delle frequenze, 3,5 miliardi in caso contrario». Mentre Berlusconi guadagna grazie a Rete 4, gli italiani dovranno pagare ALMENO 2 miliardi di euro. E se Berlusconi non si toglierà una rete, il risarcimento salirà ancora. E non dimentichiamo che dal gennaio 2009 pagheremo 3-400 mila euro al giorno di multa a partire dal 2006 (per un totale di almeno 300 milioni di euro), sempre per permettere a Rete 4 di rimanere abusivamente in onda. Tutto questo è favoloso!

31 Maggio 2008 Pubblicato da tooby | Politica | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 2 Commenti

Terrore politico

Indro Montanelli ha detto:
«No. Travaglio non uccide nessuno. Col coltello. Usa un’arma molto più raffinata e non perseguibile penalmente: l’archivio»

Sabato sera, Marco Travaglio era a Che tempo che fa di Fabio Fazio. L’avrete sentito. E avrete sentito soprattutto le indignazioni di cui ci hanno bombardato i giornali e i telegiornali. In modo approssimativo, come al solito, e addomesticato. I «Povero Schifani, lo prendono tutti in giro» si sono sprecati in un muro bipartisan di difesa del presidente del Senato.

Chi ha seguito Travaglio sabato sera (e io ero fra questi) sa bene cosa ha detto Travaglio. Chi non l’ha seguito, può vedere questo video.

Andiamo con ordine, e vediamo cosa ha detto Travaglio di Renato Schifani.

Innanzitutto, si è chiesto che cavolo c’entri Schifani con i suoi predecessori. Wikipedia ci presenta un bell’elenco di nomi, e sono tutte persone con curriculum rispettabili, a cominciare da Bonomi per arrivare a Marini, anche se negli ultimi quindici anni i presidenti mi sono sempre apparsi fuori luogo. Travaglio, non a caso, ha parlato di parabola discendente. Di Schifani avevo già parlato qualche giorno fa, e avevo detto, in due parole, che non c’azzeccava un cavolo con il ruolo di seconda carica dello Stato. E ho dato una spiegazione razionale. Guarda caso, non ho parlato di mafia (non perché non lo sapessi, ma perché ho voluto parlare solo della sua attività “istituzionale”). Qualcuno si è scandalizzato per la battuta sulla muffa e il lombrico: ma andiamo, assistiamo a cose ben peggiori a cominciare da politici che si sputano in faccia e mangiano mortadella (probabilmente andata a male, visto che è rimasta fuori dal frigo per molte ore) e stappano champagne. Qua si sta cercando solo un modo per sotterrare Travaglio dietro un falso scandalo.

Poi parla di informazione addomesticata, perché giornali e telegiornali (e televisione) vanno sullo stesso piano, mostrano le stesse informazioni e le stesse notizie. Mancano le notizie? La risposta è no. Io seguo la BBC e scrivo su varie Wikinews: le notizie ci sono eccome, spesso ci sono notizie che riguardano l’Italia, quindi che CI riguardano, ma scompaiono nel nulla nel momento in cui si tratta di accendere la TV o di aprire un giornale. Il caso italiano, infatti, è un’anomalia colossale, cui però ci siamo abituati: su nove televisioni nazionali, spesso se ne prendono solo sei. Tre di queste sono le televisioni Mediaset, di proprietà di Berlusconi, un politico. Le altre tre sono quelle della RAI, che sono governate da un Consiglio di Vigilanza composto da politici, da un Consiglio di amministrazione nominato da politici e da un authority per le telecomunicazioni, i cui vertici sono nominati di comune accordo dai presidenti delle Camere, ovvero altri politici (fra i quali c’è anche Schifani). Dunque sei televisioni, la maggiori a livello nazionale, sono governate da politici. Pensate il contrario? Pensate che siano indipendenti? Non resistereste un minuto all’estero, dove le televisioni sono libere per davvero. Sareste indignati perché, udite udite, c’è troppa libertà. Il lavaggio del vostro cervello è compiuto. E neppure ve ne siete accorti.

Prendiamo alle aggressioni di Roma. Prima del ballottaggio sembrava ci fosse un’aggressione al giorno, per due settimane siamo stati bombardati da notizie del genere, associate alle esternazioni dei politici che parlavano di problema sicurezza. Negli ultimi quindici giorni, neanche più un’aggressione. Non avvengono più? No, semplicemente non servono più, non fanno più notizia. Strano? Sì. Ma non in Italia. Poi rompono le scatole per settimane, a volte per anni, indagando ogni singolo capello dei delitti di Cogne, di Garlasco, di Erba, speciali, controspeciali, indagini, controlli incrociati, roba che Gil Grissom impallidirebbe. Ma quando si tratta di processi e indagini a carico di politici tutto cambia: si dà la notizia, seguono le esternazioni di politici a riguardo. Il giorno dopo è già finita. Se i giornali facessero sempre come coi delitti privati, oggi avremmo un Parlamento pulito e un’Italia decente.

Poi travaglio riflette sul ruolo del giornalista. E torna in campo Schifani: Schifani ha avuto documentate amicizie con persone condannate definitivamente per mafia. Ma nessun giornalista l’ha detto. Magari hanno raccontato vita, morte e miracoli di Schifani, ma hanno taciuto di quei trascorsi. Forse non lo sapevano? Impossibile: dopo neanche mezz’ora la notizia è apparsa su Wikipedia. E c’è rimasta, essendo documentata da fonti.

Poi si è parlato di necessità di contraddittorio. Una stronzata del genere non merita nemmeno di essere commentata: posso solo dire che il contraddittorio deve esserci fra politici chiamati a scegliere fra bianco, nero e grigio, non coi giornalisti, che devono solo dire la verità. Può esserci mai contraddittorio fra verità e falsità?

Ma il vero spettacolo è cominciato il giorno dopo. Tutti, da destra a sinistra, hanno attaccato Travaglio e Fazio. Nessuno invece si è posto un minimo dubbio sulla veridicità del fatto. Lo stesso Schifani ha dribblato la questione, dicendo: «Si tratta di fatti inconsistenti o manipolati che non hanno nemmeno la dignità per generare sospetto». Che cavolo vuol dire ’sta frase? Il sospetto lo generano eccome. Perché non dire «Non ho mai avuto rapporti con quelle persone»? Perché non cercare, almeno, di minacciare una querela per diffamazione? In un mondo civile si fa così se uno dice cose tanto gravi e non sono vere. Il mio sospetto è che in un’eventuale processo, Schifani perderebbe, e allora sarebbe noto a tutti che Schifani ha avuto amicizie con persone condannate per mafia. Magari dovrebbe dimettersi (ma dubito). Troppo pericoloso. Meglio lasciare perdere e frignare come dei mocciosi.

Ok, il PdL si è schierato compatto con Schifani, ed è ovvio. Ma perché anche il PD? Ovvio. Anche il PD non è lindo e profumato, e qualcosa da nascondere ce l’ha. Mio padre, da sempre a sinistra, mi ha detto due cose molto significative negli ultimi mesi. La prima è: «Sono trent’anni che sappiamo di questi scandali, di quanto guadagnano i politici e di quanti processi hanno subito. Ma dopo un po’ si ci fa l’abitudine». La seconda era una risposta alla mia domanda su «Perché il PD non caccia quelle persone che sono state condannate per corruzione, tangenti e compagnia bella?». La sua risposta fu spiazzante: «Perché sono quelli che fanno vincere le elezioni». A questo punto, mi pare ovvio che il PD difenda subito Schifani: qualcuno potrebbe aprire gli armadi del PD e trovare tanti scheletri. Travaglio potrebbe tornare in tv e dire cose vere, ma che sarebbe meglio non far sapere, su un D’Alema, un Fassino e compagnia cantante. Una mano lava l’altra, e il PD e il PdL lavano la faccia. Lo stesso Travaglio, d’altro canto, sempre a Che tempo che fa, aveva esplicitamente detto che per fare carriera in politica devi essere ricattabile, devi avere degli scheletri nell’armadio. E gli scheletri ci sono, molti sono documentati, ma in tv non ci passano.

Travaglio si documenta, cerca delle fonti, indaga, come dovrebbe fare un giornalista vero: è per questo che fa terrore ai politici: è il terrore per la verità.

12 Maggio 2008 Pubblicato da tooby | Politica, Sociale | , , , , , , , , , , , , , , | 2 Commenti

Lista nuova, vita vecchia

Come molti sapranno, Silvio Berlusconi è diventato il nuovo presidente del Consiglio italiano. Ieri aveva presentato una lista di ministri che a me è parsa abbastanza particolare. Vediamo alcuni esempi (tratti dalle relative voci su Wikipedia):

  • Roberto Maroni è il nuovo Ministro dell’Interno. Maroni, politicamente, è della Lega Nord, partito che da sempre chiede la secessione: questo mi rende perplesso riguardo il problema “Qual è l’Interno per un secessionista?”. La risposta più ovvia mi sembra la Padania. Maroni è stato inoltre condannato definitivamente per resistenza a pubblico ufficiale: mi pare quindi abbastanza coerente porlo al vertice di una struttura cui fa capo la Polizia di Stato;
  • Franco Frattini è il nuovo ministro degli Esteri. Talmente europeista da essere stato censurato dal Parlamento europeo per avere attaccato la libertà di circolazione all’interno della UE;
  • Giulio Tremonti è il nuovo Ministro dell’Economia. Un ministro sentimentale, oserei dire, visto che ieri sera ha affermato davanti a Gianni Minoli che «l’economia non è così importante». Spicca per il fatto che chiede nazionalizzazioni in un momento in cui l’Europa ci chiede più liberalizzazioni. Sono d’accordo con lui quando parla di intervento pubblico nell’economia in generale, ma questo vale per altri Paesi, non per l’Italia, dove c’è il problema opposto. Ma ha una certa tendenza a sentirsi onnipotente, e dubito capirà. In due parole: idee buone, intenzioni sbagliate;
  • Ignazio La Russa è il nuovo ministro della Difesa. Se non guardo a motivazioni riguardanti la spartizione delle poltrone, non riesco a capire perché debba farlo lui;
  • Angelino Alfano è il nuovo ministro della Giustizia. Siciliano laureato in giurisprudenza, ha all’attivo un bacio ad un boss della mafia. Milita in Forza Italia. Non c’è bisogno di commenti;
  • Mariastella Gelmini è il nuovo ministro dell’Istruzione. Ennesimo avvocato ministro. Una delle preferite di Berlusconi. Non capisco perché abbia avuto questo incarico (sempre tecnicamente parlando);
  • Maurizio Sacconi è il nuovo ministro del Welfare e della Salute. Sacconi ha ricevuto una lettera da Marco Biagi, il quale lamentava la mancanza di una scorta, poco prima che questi venisse ucciso. Che fine abbia fatto quella lettera non si sa: mi pare comunque simpatico che Sacconi occupi il posto già occupato in precedenza da Maroni, il quale scrisse una legge intitolata, ingiustamente, Legge Biagi (poi Legge Maroni, visto che Biagi non c’entrava un ca***);
  • Stefania Prestigiacomo è il nuovo ministro dell’Ambiente. La donna giusta al posto giusto: è figlia di imprenditori che operano nel polo petrolchimico più grande d’Europa, un simpatico esempio di disastro ambientale;
  • Sandro Bondi è il nuovo ministro per i Beni Culturali: Tremonti non farà fatica quando dichiarerà di voler vendere il Colosseo (ma di Bondi abbiamo già parlato, anche se non è finito all’Istruzione, è rimasto fra i ministri);
  • Umberto Bossi è il nuovo ministro delle Riforme. Ha l’idea fissa del federalismo fiscale, non dubito che proseguirà su questa strada anche in questa legislatura (l’ha già affermato), nonostante la proposta sia stata bocciata nel 2006 dal popolo italiano (e bollata sostanzialmente come estremismo dal mio manuale di Amministrazioni Pubbliche - ma questa è un’altra storia). Ah, ovviamente non dimentichiamo che Bossi è stato condannato in via definitiva a otto mesi per avere ricevuto una tangente (la celeberrima maxitangente Enimont), condannato in via definitiva a un anno e quattro mesi di reclusione per vilipendio alla bandiera (aveva affermato che il tricolore lo usava per pulirsi il cu*o), nuovamente condannato in via definitiva per vilipendio alla bandiera (stavolta aveva chiesto a una signora di usare la bandiera per pulire il ces*o), salvato dal carcere prima dall’insindacabilità parlamentare (annullata dalla Consulta), quindi da una legge ad personam che ha derubricato il reato, condannato quindi al pagamento di una multa, che neppure voleva pagare (ma la Cassazione ha detto che deve farlo). Con questo curriculum di tutto rispetto, Bossi ha giurato oggi sulla Costituzione italiana (potete provare la stessa sensazione che ha provato Bossi in quel momento, giurando solennemente su un rotolo di carta igienica);
  • Roberto Calderoli è il nuovo ministro della Semplificazione Legislativa (mi chiedo se sia in grado di pronunciare la propria carica). Di Calderoli ho già detto (basti aggiungere che è indagato per la scalata Antonveneta del 2005 - solo indagato);
  • Raffaele Fitto è il nuovo ministro per gli Affari Regionali. Esponente di Forza Italia, è indagato per corruzione, falso e illecito finanziamento ai partiti. Anche lui salvato dall’im[p|m]unità parlamentare?
  • Mara Carfagna è il nuovo ministro delle Pari Opportunità. Altra preferita di Berlusconi, quanto a pari opportunità, non la batte nessuno: anche lei ha rinfocolato il mito della donna oggetto (di cui la televisione commerciale - Mediaset in primis - si è fatta promotrice), facendo la modella (anche senza veli) e la valletta. Ma dico io, una donna soldato, una top manager, anche una donna che è in politica da anni, non si poteva avere su questa poltrona? Volere pari opportunità, evidentemente, significa volere essere più gnocca. Almeno per Silvio;

Qualche statistica:

  • Dodici ministri su ventuno provengono da Forza Italia: una simile maggioranza fa sì che Berlusconi possa dirigere il Consiglio dei Ministri anche contro la volontà degli alleati (e questo mi fa un po’ rabbrividire);
  • Quattro ministri su ventuno sono donne: il governo Prodi ne aveva sei su venticinque. In percentuale, per Prodi il 24% dei ministri erano donne, per Berlusconi si scende al 19%;
  • Tre donne-ministro su quattro sono di Forza Italia;
  • L’età media per le donne ministro è di 35 anni e tre mesi; l’età media per gli uomini ministro è di 54 anni e due mesi (non ho contato Letta e Bonaiuti, che non sono ministri, ma che avrebbero alzato ancora di più la media-, inoltre eliminando il più vecchio, Silvio Berlusconi, si scende a 53 anni e due mesi, mentre per le donne, eliminando la più vecchia, l’età media scende a 33 anni);

Non so a voi, ma a me questo fatto delle donne ministro preoccupa: niente contro le donne ministro in sé, ma il fatto che in questo governo vi siano vent’anni di differenza fra uomini e donne mi sembra patologico. Si pensi ad esempio che il più giovane degli uomini ministro (Raffaele Fitto, 38 anni) ha appena quattro anni in meno di Stefania Prestigiacomo, la più anziana fra le donne. Mi sembra perlomeno curioso che il detto “Largo ai giovani” valga solo per le donne: gli under 40, fra gli uomini, sono due (su diciassette), mentre le donne under 40 sono tre (su quattro).

A me il sospetto che le donne siano state chiamate a diventare ministro più per ragioni estetiche e per ragioni di attitudine all’essere “richiamate all’ordine” che per competenze. E il sospetto di rafforza se si pensa che tre donne su quattro siano di Forza Italia, e che siano alcune delle (ormai innumerevoli) preferite del Cavaliere (che si diceva amare le donne in posizione orizzontale).

Considerando tutto questo, curriculum e statistiche, il Governo Berlusconi IV non può fare altro che preoccuparmi: se da una parte spero che cada (perché se il buongiorno si vede dal mattino, rischiamo di fare la fine della Birmania), dall’altra mi auguro che duri a lungo e faccia bene, perché il Paese ne ha veramente bisogno.

A dir la verità, ci sono altre alternative; che faccia bene e cada presto e che duri a lungo e faccia male. L’ultima opzione, purtroppo, mi sembra la più probabile.

Speriamo non finisca troppo male…

8 Maggio 2008 Pubblicato da tooby | Politica | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 2 Commenti

Inizia lo scempio

Oggi le Camere hanno nuovi Presidenti d’Aula. Si tratta di Gianfranco Fini (Camera) e Renato Schifani (Senato), entrambi del PdL (AN il primo, FI il secondo).

Sorvoliamo su Fini, che rimane un politico sopra la media (la media è di infimo livello, ma Fini riesce a distinguersi per essere meno peggio di molti altri colleghi). Passiamo invece a Schifani.

Renato Schifani è un nome, un perché. Una delle dimostrazioni della verità che in Italia i ruffiani fanno sempre carriera. Questo signore è una delle persone che quotidianamente attacca gli avversari politici, solitamente mentendo in modo spudorato (pardon, volevo dire “presentando la realtà in modo diverso”) e che provvede a correggere il tiro delle sparate che Berlusconi a intervalli regolari provvede ad emettere, affermando che il suo datore di lavoro (pardon, il leader del suo partito) è stato frainteso e correggendo le parole di Berlusconi, dicendo quello che Silvio voleva dire (solitamente, dicendo cose ben diverse dall’interpretazione che un essere umano normale darebbe alle parole emesse dalla bocca del Cavaliere).

Schifani, se da un lato è stato fautore della stabilizzazione del 41-bis (che comunque, per inciso, mi pare pure troppo morbido), dall’altro è stato uno degli autori dell’ignobile legge che rendeva sostanzialmente immuni le cinque più alte cariche dello Stato da qualunque pendenza con la giustizia (all’epoca, tuttavia, l’unica carica dello Stato ad avere pendenze era, guarda caso, il suo datore di lavoro, pardon, volevo dire Berlusconi).

Come mai, dunque, Schifani, con un curriculum simile, pur essendo uno dei più feroci avversari dell’opposizione, è stato eletto ad un incarico delicato e istituzionalmente imparziale, quale la presidenza del Senato (che, per inciso, è il vice del Presidente della Repubblica)? Perché ha preso più voti, d’accordo, ma perché proprio lui?

Noi comuni mortali non possiamo saperlo: possiamo solo ricordare che i presidenti delle Camere hanno una grande autorità sia nei lavori d’aula, sia, soprattutto, nella nomina dei vertici delle Autorità indipendenti (Concorrenza, Comunicazioni, eccetera). Questo rende Schifani l’uomo giusto al posto giusto. Non per gli italiani, certo, ma per Mediaset e le altre lobby è un toccasana. Questo secondo la mia modesta opinione.

Accanto a Schifani (che è un ex DC), altri uomini in carriera sono Fabrizio Cicchitto (ex PSI) e Sandro Bondi (ex PCI), oggi tutti e tre in Forza Italia-PdL. Anch’essi, come Schifani, attaccano ferocemente l’opposizione e correggono il tiro delle sparate di Berlusconi.

Cicchitto, dovendo coordinare Forza Italia, riceverà un incarico da Capogruppo alla Camera, quindi lasciamolo stare. Ma quello che mi preoccupa è Sandro Bondi: Bondi è l’autore di “Una storia italiana”, l’opuscolo che nel 2001 Berlusconi inviò a tutti gli italiani per raccontare in forma epica la sua ascesa. Un immane spreco di carta. Bondi, inoltre, è di casa a Villa San Martino, dove Berlusconi, solitamente, vive (ma non risiede: la sua residenza è infatti a Milano, suppongo presso la casa della sua defunta madre, visto che ha votato in via Scrosati, a due passi da Viale San Gimignano). Bene: si vocifera che Sandro Bondi diventerà ministro della Pubblica Istruzione. Sì, avete capito bene. Tuttavia, anche in questo caso, non riesco a capire per quale motivo questo signore sia fra i papabili. Laureato in filosofia a Pisa, Bondi ha sempre fatto il politico. Che c’azzecca lui con l’Istruzione? Vediamo i suoi predecessori: Fioroni è stato docente universitario, la Moratti è stata assistente universitario, De Mauro è un monumento vivente alla didattica, Berlinguer è ancora un docente. Bisogna tornare ai tempi del Governo Dini (1995-96) per trovare qualcuno in quella posizione e che non c’azzecca nulla (Lombardi, imprenditore). Quindi Bondi che c’entra?

Mi preme, all’uopo, osservare che il collegio “Consiglio dei Ministri” ha rilevanti poteri esecutivi e di indirizzo politico, oltre che di controllo sull’attività dei singoli minsitri. Ogni ministro ha diritto al voto. Fra i ministri, molti saranno della Lega, la quale è comunque un elemento destabilizzante della coalizione. Mettere un contrappeso di voti a comando, quale quello di Bondi, per esempio, può risultare vincente affinché il CdM riesca ad imprimere la giusta spinta all’indirizzo politico, il cui garante e coordinatore è il Presidente del Consiglio (probabilmente Berlusconi). Questa mi sembra, dunque, l’unica spiegazione coerente per capire per quale motivo Bondi potrebbe occupare tale carica.

Termino la mia disamina con Giulio Tremonti, probabile prossimo ministro dell’Economia. Io sono solo uno studente della materia, ma mi sembra che anche lui quel posto non dovrebbe occuparlo, in particolare per i danni che ha combinato nel precedente mandato. La nazionalizzazione di Alitalia paventata da Berlusconi (sarà questa la cordata italiana, nel senso che sarano gli italiani a pagare tutto questo scempio? E poi, dovrebbe comprarla le Ferrovie dello Stato, altra azienda statale pesantemente indebitata?) è al 99% una proposta di Tremonti, che di recente aveva difeso le nazionalizzazioni (prima che lo chiediate, sì, i partner europei cercheranno di buttarci fuori dalla UE, così affonderemo definitivamente).

La mia impressione, quindi, in questi primissimi giorni di legislatura, è che si stia creando già un sistema orientato al volere del padrone (ovvero Berlusconi). Uomini sbagliati nei posti sbagliati, almeno per la maggioranza degli italiani (siano essi sostenitori della destra o della sinistra-quasi-al-centro).

Ad onor del vero, una spiegazione alternativa c’è: che il centrodestra non abbia uomini come Fini, ovvero politici con un certo grado di decenza e competenza. Ma sinceramente non so quale delle due scelte sia più confortante.

30 Aprile 2008 Pubblicato da tooby | Politica | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Nessun Commento