L’Olandese volante

More than a watcher…

Quanto costerà il primo CdM di Berlusconi?

Questa mattina, al Giornale Radio Uno (quindi non Radio Mosca) si facevano i conti in tasca delle prime dichiarazioni di Berlusconi sul suo primo Consiglio dei Ministri: Silvio Berlusconi ha proposto l’abolizione dell’ICI sulla prima casa. L’ICI è un’imposta comunale, quindi i suoi soldi finiscono nelle tasse dei comuni italiani: ogni anno entrano nelle casse municipali circa dieci miliardi di euro, ovvero il 30% circa del loro intero bilancio. Imponendo l’abolizione dell’imposta sulla prima casa, ci sarà un taglio delle entrate di circa tre miliardi l’anno. Un’abolizione, come ho già fatto notare, che sarà comunque inutile per le famiglie italiane, visto che spendono in media poche centinaia di euro l’anno per questa imposta, a differenza dei ricchi proprietari di megaville.

Per legge, il bilancio deve quadrare, quindi i comuni avranno due strade: o aumentano le entrate (aumentando altre tasse o concedendo nuove licenze edilizie, completando la cementificazione dell’Italia) o tagliare i servizi. In alternativa, può essere lo Stato centrale a erogare nuovi finanziamenti, ma il problema sarebbe lo stesso: o alza le tasse o taglia le spese. Non oso neppure ricordare l’opzione tre: l’emissione di nuovo debito pubblico sarebbe il colpo di grazia per un Paese il cui intero PIL già non basta a coprire i suoi debiti, e che in questo senso è il peggior Paese del mondo, come ho già fatto notare.

L’altro provvedimento annunciato da Berlusconi è il bonus bebé: considerando che i bebé nati ogni anno in Italia sono circa 200mila, allo Stato toccherà sborsare almeno altri 200 milioni di euro (non so come la prenderà la Lega, visto che questi soldi finiranno anche nelle tasche di extracomunitari e romeni).

Non dimentichiamo poi la bomba sganciata da Berlusconi nell’ultimo giorno di campagna elettorale: l’abolizione del bollo auto. Per mettere in atto questa mossa, occorrono altri quattro miliardi di euro l’anno, portando a poco più di sette miliardi di euro il denaro che Berlusconi dovrà trovare per queste manovre.

Già oggi Berlusconi ha ammesso che si dovranno adottare decisioni impopolari: il pesce comincia a puzzare, e sono passati solo due giorni. Non solo: è addirittura preoccupato che i conti pubblici lasciati in eredità dal centrosinistra non siano buoni, e incaricherà una due diligence di soggetti indipendenti, al fine di verificare la situazione. Mi pare metta già le mani avanti: «Non possiamo mantenere le promesse a causa del buco della sinistra», quindi non sarà certo colpa del fatto che l’ha sparata troppo grossa, salvo accorgersi di non potercela fare. Staremo a vedere: nel caso accada, comunque, so già come rispondere.

Dopo questa mera considerazione matematica, faccio qualche considerazione personale: l’arrivo di Berlusconi rischia di produrre una compressione delle entrate dello Stato. Nelle sue parole, Berlusconi ha spesso affermato che gli italiani sono incoraggiati ad evadere a causa delle tasse troppo alte, ma abbiamo già visto che negli ultimi due anni, con Prodi, chi ha pagato più tasse sono stati i più ricchi (e a maggior ragione Berlusconi, che era il più ricco d’Italia): ma le parole di Berlusconi, affermando ciò, possono (e probabilmente lo faranno) innescare un processo di giustificazione dell’evasione, rafforzata dal fatto che il precedente governo Berlusconi ha abusato dello strumento del condono. Risultato: compressione delle entrate dello Stato, e ancora meno soldi per attuare il faraonico programma del PdL. Qualcuno penserà che sto esagerando, ma è stato già dimostrato che questo effetto, con Berlusconi, si è sempre avuto, e i proclami fatti sinora hanno effettivamente tale conseguenza.

Magari troverà qualche espediente per far quadrare i conti: possiamo solo sperare che essi non siano troppo dannosi.

Dreaming Argentina…

16 Aprile 2008 Pubblicato da tooby | Economia, Politica | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Nessun Commento

Politiche italiane 2008: analisi del voto

Le elezioni di ieri hanno fornito alcune indicazioni chiare su com’è l’Italia oggi. La prima è che l’Italia ha scelto, ovviamente, il governo che merita: meritava Prodi, ora merita Berlusconi. In entrambi i casi, devo rendermi conto che Giolitti aveva ragione: «Governare gli italiani non è impossibile, è inutile», secondo una frase a lui attribuita (alcuni la attribuiscono a Mussolini, ma è indifferente).

La seconda è che gli italiani hanno preferito chi ha parlato chiaro di cose terra terra (a me ricorda Commodo che rovinava l’impero romano ma rendeva felice il popolo con le “feste, farina e forca”, per dirla borbonicamente, e il popolo, come un allocco, non capiva un bel nulla della rovina incombente).

La terza è che il sistema politico, dopo essersi ribellato al maggioritario voluto dal popolo, ha fatto in modo da diventare maggioritario con una legge elettorale incostituzionale. Ma non è avvenuto come nelle altre democrazie, come Regno Unito, Francia e Spagna, dove gli estremi si sono fusi con gli schieramenti, mitigando le proprie posizioni riscaldando quelle cui si univano, bensì è stata usata una legge elettorale per buttare fuori le minoranze, senza risolvere il problema: la Destra fa ancora la fascista, Casini fa ancora il finto cattolico, la sinistra ha la possibilità di capire che deve cambiare.

La quarta è che gli exit poll sono uno spreco di soldi, fatti soltanto per riempire il buco di un paio d’ore fra l’inizio dello spoglio e le prime proiezioni.

Ma andiamo nel dettaglio, partito per partito:

  • Popolo della Libertà: dati alla mano, il PdL non è cresciuto; la somma dei voti di Forza Italia, AN e i partititini sotto l’1% ivi confluiti del 2006 coincide con i voti del PdL. Ma non credo che i votanti siano gli stessi: il PdL ha tolto voti all’UDC, ma altri sono travasati a La Destra (quelli alla destra el PdL, delusi da AN per la scelta di accentrarsi). Insomma, entrano da sinistra per uscire a destra. Si può dire, quindi, che Berlusconi non ha vinto per i suoi proclami e le sue sparate, che sono servite solo a serrare i ranghi dei fedeli al centrodestra;
  • Lega Nord: è la vera sorpresa, avendo quasi raddoppiato i propri consensi rispetto al 2006. Vivendo al Nord, ho potuto notare che la Lega ha preferito fare una campagna davvero vicino ai bisogni della gente: ha raccolto il malessere dovuto ai clandestini, il problema sicurezza e anche il problema del fondo perequativo, che pure contiene soldi presi dal nord e travasati al sud, dove vengono rubati da piramidi infinite di intermediari e dalle varie mafie; tuttavia, il voto alla Lega Nord indica che il Paese sta vivendo una situazione di malessere profondo, come quello vissuto prima dell’avvento del fascismo, anche se la situazione è molto diversa oggi. Purtroppo la Lega è lontana dal mondo globalizzato, e questo può avere conseguenze nefaste per il Paese, come pure un federalismo fiscale che si limiti a penalizzare il Sud, com’è lecito immaginare (ho ancora un volantino della Lega che parla di Sud ladro dei soldi del Nord, per dirvene una);
  • UDC: il partito ha tenuto, ma ha decisamente perso consensi a favore di diversi altri partiti: il valore dei proclami cattolici e della famiglia fatti da un uomo che è comunque un divorziato risposato, non hanno agganciato gli elettori;
  • La Destra: niente da dire, il richiamo al fascismo è ancora di moda; unito al problema sicurezza, ha raccolto i voti delle destre di AN e Lega Nord. Un risultato significativo, ma comunque al di sotto delle aspettative. C’è da dire che la Santanché ha appeal…anche troppo;
  • Partito Democratico: la sinistra del partito, che si era separata dai DS, non ha portato con se elettori, o meglio, non molti; quelli che mancano, sono stati ripresi dall’UDC. Il PD ha tuttavia pagato lo scotto di un programma troppo simile al PdL, oltre che a candidature ipocrite e senza senso. Mi auguro che Veltroni se ne vada, che si facciano primarie serie, prive della vecchia nomenclatura: il centrosinistra non può vincere soltanto quando l’Italia si accorge che Berlusconi fa schifo (è quello che è successo negli ultimi quindici anni, dopotutto). Ops, scusate, ho detto centrosinistra, ma il PD, al massimo, è centros e basta;
  • Italia dei Valori: altra grande rivelazione di queste politiche, a mio avviso ha raccolto consensi grazie al fatto di essere l’unico partito pulito: tutti i candidati avevano una fedina penale immacolata; a mio avviso, parte di quei voti sono venuti dai delusi (non fascisti) di AN, uno dei partiti che appoggiò Tangentopoli e quindi Di Pietro;
  • Sinistra Arcobaleno: non si sono accorti che i precari non sono tutti comunisti; e ancora prima non si sono accorti che il comunismo è finito. Dovevano entrare nel PD, ma Veltroni ha preferito gli industriali a loro, con ovvie conseguenze. Devo comunque dire che anche loro, a voler essere “Comunisti per sempre” se la sono cercata. Quello che la Sinistra voleva fare è fuori dal mondo, Veltroni non ha giocato sporco con loro, ma sono stati loro a voler essere indietro con i tempi: Bertinotti doveva dimettersi prima delle elezioni, non dopo;
  • Partito Socialista: Boselli ha fatto il socialista all’italiana, senza un programma decente, la ciliegina sulla torta sono state le idiozie della candidatura di Mastella (fallita) e della pornostar Milly D’Abbraccio; mi consola che i socialisti dovranno pagare da sé la campagna elettorale, visto che non hanno raggiunto l’1% necessario per i rimborsi (sì, abbiamo lo sbarramento al 4%, ma rimborsiamo rigorosamente con le nostre tasse tutti quelli sopra l’1% - legge 26 luglio 2002, n.156, guarda caso, il governo Berlusconi).

Dunque la sconfitta dell’ex-centrosinistra è dovuta a idiozie strategiche: il PD si è spostato troppo al centro, la Sinistra Arcobaleno è rimasta anacronisticamente troppo a sinistra. La vittoria del PdL, invece, è tutta della Lega Nord. Il nuovo parlamento, per la prima volta dal 1946, non vedrà comunisti: un po’ è una liberazione, forse finalmente capiranno che dovrebbero riformarsi come hanno fatto i comunisti (e i socialisti) nel resto d’Europa. D’altro canto, alla guida del Paese c’è un Parlamento e quindi un Governo di industriali e liberali di nome ma non di fatto.

Ad ogni buon conto, io custodirò gelosamente uno specchietto sul programma della PdL, oltre, com’è ovvio, a ricordare tutti gli articoli che ho letto riguardo le dichiarazioni di Berlusconi. Vedremo se le rispetterà, ma nel frattempo già parla di abolizione dell’ICI e di bonus bebé al primo consiglio dei ministri (che dovrà tenersi a Napoli), mentre io mi chiedo dove troverà i soldi. Ai posteri (cioè a noi giovani) l’ardua sentenza. Senza dimenticare l’affaire Alitalia e l’abolizione del bollo auto, ovviamente…

Dreaming Argentina…

15 Aprile 2008 Pubblicato da tooby | Politica | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 4 Commenti

Mai più leggi vergogna

Ricordiamo che il ritorno al potere per Berlusconi sarebbe una mano santa per i suoi interessi: il suo lavoro non è finito, visto che ha ancora processi sul groppone, e che, pur essendo entrato in Mediobanca, il salotto buono della finanza italiana continua ad ignorarlo, mentre RAI e Mediaset si avvicinano sempre più a formare un monopolio, non solo dopo l’acquisto di Endemol, che fornisce anche la RAI, da parte di Mediaset, ma anche per le recenti trattative per la televisione digitale che leggevo ieri su Il Sole 24 Ore.

Insomma, Berlusconi, al governo, avrebbe sempre nuovi motivi per fare i suoi propri interessi.

Ricordiamo che il governo Berlusconi ha approvato le seguenti leggi vergogna:

  • la depenalizzazione del falso in bilancio per favorire se stesso e i suoi amici, oggi assolti perché il fatto non costituisce più reato (mentre all’estero, e soprattutto negli Stati Uniti, a causa degli scandali finanziari - come quelli della Parmalat - il falso in bilancio è punito anche con dieci anni di carcere)
  • legge sulle rogatorie, che sostanzialmente erigono un muro giudiziario fra l’Italia e il resto del mondo, rendendo praticamente impossibile ricevere prove dall’estero;
  • blocco del mandato di cattura europeo, perché il governo Berlusconi non accettava che si punissero liberamente a livello europeo la truffa, la corruzione, il furto, il riciclaggio di denaro (e ricordiamo che il giudice spagnolo Garzon attende da anni di poterlo processare per vari reati in Spagna);
  • legge Cirami sul “legittimo sospetto“, con il quale si tentò di fermare dei processi (e infatti la difesa di Berlusconi ne fece ricorso, pur vedendoselo respinto): va detto che il legittimo sospetto avrebbe fermato il decorso delle prescrizione fino al nuovo processo, ma che comunque sarebbe dovuto ricominciare da capo;
  • il lodo Maccanico-Schifani, che prevedeva la sostanziale immunità per le cinque più alte cariche dello Stato (di cui una sola aveva processi in corso, il premier Silvio Berlusconi), poi dichiarata incostituzionale;
  • legge Pecorella: inappellabilità della sentenza di proscioglimento (insomma, per esempio, se uno compra i giudici, e questi lo assolvono, il pm non può andare in appello, ma dovrà prima indagare sul giudice, aprire un nuovo processo, mentre l’altro reato è prescritto), anch’essa dichiarata incostituzionale, con grande ira di Berlusconi;
  • emendamento Bobbio: legge che ha impedito a Gian Carlo Caselli, famoso per vari processi di mafia, anche contro Andreotti e altri politici e finanzieri della prima Repubblica, di diventare capo della procura antimafia, anch’esso dichiarato incostituzionale;
  • riforma dell’ordinamento giudiziario, che ricorda il Piano di rinascita democratica della P2, cui Berlusconi era iscritto;
  • condoni e scudo fiscale;
  • decreto salva-calcio, che salva molte squadre italiane dal fallimento (ricordiamo che Berlusconi è proprietario del Milan), poi bocciato dalla UE;
  • la legge barzelletta sul conflitto d’interessi a uso e consumo di Berlusconi;
  • legge Gasparri sul riassetto radiotelevisvo, che aumenta all’infinito la possibilità di raccolta pubblicità per Mediaset e che salva praticamente salva Rete 4, legge bocciata dalla UE, ma mai abrogata, in costante violazione del diritto;
  • decreto legge salva Rete 4 del 24 dicembre 2003, approvato in fretta e furia visto che al termine dell’anno Rete 4 sarebbe stata oscurata, e che dà il tempo per riapprovare la Gasparri (che Ciampi aveva rimandato alle Camere in quanto incostituzionale;
  • aiuti di stato per l’acquisto dei decoder digitali, aiuti bocciati dalla UE;
  • abolizione del divieto di sepoltura fuori dai cimiteri (legge napoleonica a fini sanitari), per permettere la costruzione della faraonica tomba di Berlusconi;
  • esenzione ICI per gli immobili della Chiesa adibiti a uso commerciale.

Queste e nuove altre leggi saranno all’ordine del giorno di un nuovo eventuale governo Berlusconi a uso e consumo di Berlusconi. Leggi che sono a suo favore, ma che demoliscono i diritti e svuotano le tasche di tutti gli altri cittadini italiani. Anche le tue.

12 Aprile 2008 Pubblicato da tooby | Sociale | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Nessun Commento

Se lo dice la BBC…

Grazie a valepert, ho scoperto questo articolo della BBC riguardo Alitalia. Lo sintetizzo in poche frasi:

  • Manager talmente intelligenti da creare regole assurde invece di occuparsi di strategia per mantenere Alitalia a galla (sono manager di nomina pubblica, al 90% idioti per definizione);
  • Non c’è un colpevole della crisi Alitalia: negli ultimi dieci anni, nessun politico o dirigente ha fatto nulla;
  • La politica ha deciso di non decidere (ma la politica non serviva a questo?);
  • La finestra per privatizzare proficuamente Alitalia è stata superata ormai da tempo, e quello che si doveva fare anni fa non è stato fatto.

L’articolo poi prende beatamente in giro l’Italia.

Tutte cose che già sapevamo: ne avevo già scritto giorni fa.

Solo che oggi qualcuno (sempre lui, che volete farci) ha affermato che la sinistra non ha fatto nulla per risolvere questa crisi. Questo qualcuno continua a dimenticare che la finestra favorevole l’ha avuta lui, i suoi consulenti americani l’avevano subito ammonito di vendere Alitalia quando era premier. Ha avuto cinque anni, mentre il governo Prodi del 1996 aveva avviato una seppur timida privatizzazione. Ora Alitalia è carta straccia.

Non dimentichiamo poi che Berlusconi qualche settimana fa ci ha deliziato con la notizia della cordata italiana per salvare Alitalia, notizia che ha praticamente fatto saltare il titolo in Borsa (da notare che i francesi di AirFrance, oggi, si sono premurati di non diffondere il risultato del CdA su Alitalia per non turbare il titolo in Borsa). Cordata che ora sembra essere scomparsa.

Infatti Berlusconi preferisce paragonarsi un po’ al Papa e un po’ a Gesù Cristo (si veda la fonte in fondo al post). Torna ad affermare che il Partito Democratico è formato da comunisti (mentre l’evidenza dimostra che non è più neppure un partito di sinistra); afferma che non esiste il conflitto di interessi (noi gli crediamo, nevvero?); dice che le donne di destra sono più belle (oltre a ribadire di essere sessista e che Berlusconi le donne le vede solo in posizione orizzontale, la frase dimostra quanto quest’uomo cerca di somigliare a un pagliaccio); spara che vuole licenziare Soru (il governatore della Sardegna che voleva appioppare una tassa alla sua megavilla in Sardegna…siamo passati alle vendette personali, come se non bastasse l’uso che già ha fatto della politica…).

Ok, abbiamo assodato che, in generale, dice cazzate. Il programma è forse più serio?

Negli ultimi minuti ha affermato che ha in mente l’abolizione dell’Ici, la detassazione degli straordinari, il bonus bebè a 1500 euro, un nuovo piano per l’edilizia popolare. Belle proposte, ma, oltre al fatto che favorirà più chi ha grandi case (come Berlusconi, ad esempio) l’abolizione dell’ICI non comporterà granché per cittadini, anzi forse peggiorerebbe le loro condizioni di vita. Infatti i soldi che non entrerebbero più nelle casse dei Comuni dovranno essere presi altrove. Magari con nuove concessioni edilizie, per trasformare le città in giungle di cemento. Oppure con nuove tasse, oppure con la compressione della spesa (meno soldi alle scuole, ai servizi pubblici in generale); e quanto al bonus bebè, come si concilia con l’affermazione del pomeriggio di Berlusconi, che riteneva che la vittoria di Veltroni avrebbe aumentato la spesa pubblica? Il bonus bebé a 1500 euro non l’aumenterebbe? Ok, si è contraddetto o è stato frainteso, come al solito, aspettiamo le dichiarazioni di Sandro Bondi che correggeranno il tiro: arriveranno domani, visto che oggi Bondi era impegnato a dire che le schede elettorali, stampate come la legge voluta da Berlusconi prescrive, non sono buone. Un altro che si interessa dei problemi del Paese.

Vorrei un futuro in cui i giornali inglesi non ci prendono per il culo. Se continuiamo ad avere pagliacci sulla scena politica, anche una repubblica delle banane avrà più dignità di noi. L’Italia deve ripartire, e per farlo deve togliersi il macigno che da quindici anni ne frena lo sviluppo.

(fonte)

7 Aprile 2008 Pubblicato da tooby | Economia | , , , , , , , , | Nessun Commento

Italia, debiti e tasse: una spiegazione coerente

Girando in rete ho trovato questa presentazione (messa anche in video con commento audio), da parte di un gruppo denominatosi quattrogattiLSE. Tratta di cose come debito pubblico e pressione fiscale, temi che sono all’ordine del giorno, ma che vengono usati in modo demagogico (e a  volte dimenticati).

Ho trovato questo studio molto semplice da comprendere, e molto ben fornito di fonti (quindi non dice cazzate). In ogni caso, cercherò di rendere la spiegazione ancora più semplice con alcune spiegazioni.

Per prima cosa il debito pubblico: pensiamo all’Italia come una famiglia. Attualmente questa famiglia guadagna ogni anno 100 euro e ha debiti per 106. I suoi debiti sono maggiori di quanto guadagnato. Questo vuol dire che se la famiglia usasse tutto lo stipendio annuale per pagare il debito (non comprando cibo, vestiti, non usando acqua potabile, elettricità, telefono, etc.), non riuscirebbe comunque a liberarsi dai debiti. E quei debiti non pagati producono nuovi interessi, e quindi nuovi e maggiori debiti. Questa è la situazione dell’Italia oggi.

Questo debito è nato negli anni ‘70 e ‘80, quando i vari governi hanno preferito indebitarsi, scaricando, di fatto, il debito su di noi e sulle generazioni future. Non c’è nulla di male a indebitarsi, ma il problema è che i governi degli anni ‘70 e ‘80 non hanno usato i soldi per comprare, poniamo, libri per i propri figli (le generazioni successive), perché si istruissero, ma hanno preferito usare ([gran] parte di) quei soldi per comprare dei cibi più costosi per se stessi. In altre parole, i governi passati sono andati in un ristorante a dodici stelle, mangiato manicaretti costosissimi, e hanno detto al cameriere che avrebbero pagato i figli (le generazioni successive). Ma i figli, non avendo studiato, sono dei disoccupati oppure hanno un lavoro che non permette loro di pagare i debiti dei genitori, quindi devono scaricare il debito (maggiorato) sui propri figli. E così via. Attualmente paghiamo circa 70 miliardi di euro di interessi ogni anno (sono 135mila miliardi di lire che ogni anno buttiamo a mare).

Se poi i figli hanno un’emergenza e devono indebitarsi (per esempio, perché uno di loro ha un tumore - ovvero lo Stato ha bisogno di denaro per rifare le strade), non possono farlo perché hanno già molti debiti. Il tumore non viene curato e il figlio muore (senza strade, senza infrastrutture lo Stato muore → si impoverisce, passa dal primo al secondo o terzo mondo).

I dati fanno notare che con il risanamento del centrosinistra e l’arrivo dell’euro hanno dimezzato il costo del debito pubblico. Quindi chi dà all’euro la colpa della nostra “povertà” è un povero coglione. L’euro ci ha salvato da un destino ancora più nero di oggi.

Come diminuisce il debito? La presentazione inserisce la definizione di avanzo primario: per spiegarlo in modo semplice, ritorniamo all’esempio precedente. La nostra famiglia che guadagna 100 euro l’anno, alla fine dell’anno ha speso 99 euro (per il cibo, i vestiti, la benzina, il telefono, etc più gli interessi sul debito). Quell’euro (l’avanzo primario) va a pagare il debito che quindi da 106 euro passa a 105.

Per quanto riguarda l’avanzo primario, la presentazione fa notare (dati alla mano) che l’avanzo primario con il centrosinistra è stato nettamente maggiore di quello del centrodestra: il centrosinistra ha risparmiato di più. In altre parole, il centrosinistra ha fatto qualche sacrificio perché i figli (le generazioni future) dovessero pagare meno debiti. Il centrodestra ha fatto meno.

Si passa poi alla pressione fiscale. La pressione fiscale è il rapporto fra le entrate dello Stato e il PIL. Prima puntualizzazione: le entrate dello Stato non sono solo le tasse. Ci sono molte altre entrate.

La presentazione pone questa domanda: la pressione fiscale è aumentata con l’ultimo governo Prodi? La risposta è sì. Infatti si fa anche notare che le entrate dello Stato sono aumentate. Ma non solo: con il governo Prodi c’è stata una lotta all’evasione fiscale, che ha contribuito a tale aumento.

Infatti, se il PIL è di 100, e le entrate fiscali sono 40, la pressione fiscale è al 40%. Se gli evasori vengono costretti a pagare le tasse (diciamo per 10), la pressione sale al 50%. Ma abbiamo pagato più tasse? La risposta è no: semplicemente adesso pagano le tasse anche coloro che prima non le pagavano.

Quindi, quando Berlusconi fa il demagogo populista, e dice che il centrosinistra ha messo le mani nelle tasche degli italiani, mente. O per propaganda o per ignoranza. Ma mente.

Come fa vedere la presentazione, il centrosinistra ha aumentato sì la pressione fiscale, ma in gran parte (almeno la metà) l’aumento non è dovuto alle tasse.

Quindi la presentazione passa ad esaminare le riforme fiscali degli ultimi due governi.

Primo punto: l’evidenza dimostra che il centrodestra ha effettuato una politica fiscale che ha aumentato il debito pubblico. Il governo di centrodestra ha abbassato le tasse, ma in modo insostenibile. Nel lungo periodo ci ha reso più poveri. Ma non solo.

Nel secondo punto, si fa notare che entrambi i governi (di centrodestra e di centrosinistra) hanno effettuato tagli alle tasse. Ma con delle grosse differenze.

Con il centrodestra, i più poveri non hanno risparmiato quasi nulla di tasse, mentre i più ricchi hanno risparmiato (in percentuale) quasi quanto quelli meno ricchi. In termini assoluti, comunque, il più ricco ha risparmiato più del meno ricco (come dimostra la presentazione).

Con il centrosinistra, i più poveri hanno risparmiato poco meno dei meno ricchi, ma il dato più significativo è il fatto che i più ricchi (quelli che guadagnano 90mila euro o più l’anno) hanno pagato più tasse (e forse per questo Berlusconi, che era il più ricco d’Italia, si è incazzato: perché il governo Prodi ha messo le mani nelle sue tasse). Infatti per loro il risparmio è negativo.

Il fatto che il più ricco debba pagare più tasse non è semplicemente una cattiveria: è un dettato costituzionale (art. 53).

In ogni caso, fa notare la presentazione, entrambe le riforme non hanno favorito le fasce più povere.

Adesso faccio qualche considerazione: innanzitutto, non credo che il centrodestra sia formato da cretini. Non ritengo gli elettori di centrodestra degli imbecilli. Voglio solo ribadire quanto le pagine di questo blog dicono da giorni: il problema dell’Italia è Berlusconi. Io sono certo che altri politici, senza Berlusconi (e penso a Fini o Casini, per esempio), avrebbero preso altre strade, e staremmo meglio.

Invece a capo del centrodestra c’è una persona che (come dimostra la presentazione, con dati OCSE, Istat, Eurostat - che non sono istituzioni comuniste) ha sfasciato i conti dello Stato che il centrosinistra aveva cominciato a risanare (e i dati continuano a confermarlo). Lo ha fatto con provvedimenti inefficaci se non dannosi (come i condoni e le leggi ad personam).Non solo.

Berlusconi ha anche usato lo Stato per il proprio interesse, e questo è provato da due fatti: in primo luogo con provvedimenti ancora dannosi per il Paese, ma stavolta efficaci…per lui, la mafia e i criminali comuni. Ma soprattutto per il problema tasse. Berlusconi afferma che il centrosinistra ha messo le mani nelle tasche degli italiani: ma questo non è vero. Il centrosinistra ha messo le mani nelle tasche dei più ricchi, e lui, essendo il più ricco d’Italia, ne ha risentito più degli altri. E per questo è incazzato. E adesso cavalca l’onda della recessione e dell’inflazione per far credere a chi è più povero di lui che il centrosinistra lo ha impoverito: fa incazzare anche chi non ha pagato più tasse, ma addirittura di meno. Ma la recessione non è semplicemente colpa del centrosinistra, ma di un’intera congiuntura economica mondiale. E soprattutto gran parte dell’inflazione è colpa del governo Berlusconi: quanti di voi ricordano che l’euro è arrivato nelle nostra tasche durante il governo Berlusconi, nel 2002? E quanti di voi ricordano che il governo Berlusconi ha dimenticato di vigilare sugli aumenti durante il cambio? Ma lui era troppo impegnato a salvare la propria pelle, oltre a farla al Paese intero.

Berlusconi, l’uomo pagliaccio ormai in definitivo declino politico, prende in giro l’Italia facendo spettacolari giochi d’acrobata, tenendo i suoi spettatori con il naso all’insù, mentre qualcuno svuota loro le tasche. Costui dice ai cittadini le cose che i cittadini vogliono sentirsi dire, ma queste cose sono false, e fanno male alla politica italiana, perché sono menzogne totali raccontate per accalappiare elettori, spostando l’attenzione sui problemi reali del Paese. E i colpi di scena che quest’uomo mette in gioco? Il taglio dell’ICI? Ma andiamo, l’italiano medio spende poche centinaia di euro di ICI, a differenza di Berlusconi, che pagherà chissà quanto per la sua villa ad Arcore, senza dimenticare la villa in Sardegna e tutte le altre case. E la cordata Alitalia? L’abbiamo detto ieri, solo un altro metodo di fare campagna elettorale sulla pelle dei ventimila dipendenti di Alitalia e dei molti altri dell’indotto, mentre qualcuno speculava sui rialzi e i ribassi causati dagli annunci contraddittori e supersmentiti di Berlusconi.

Quest’uomo fa il proprio interesse sulla nostra pelle, si arricchisce a nostre spese. Dovremmo finalmente aprire gli occhi e renderci conto che solo quando lui se ne andrà, l’Italia potrà ripartire. Fino ad allora, il Paese andrà a fondo perché lui lo userà per galleggiare: rialzati, Italia, così lui potrà galleggiare meglio.

29 Marzo 2008 Pubblicato da tooby | Economia, Politica, Sociale | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 1 Commento