L’Olandese volante

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Il merito del 3% e gli scandali della demagogia

Oggi l’Ecofin ha ufficialmente fermato la procedura di infrazione contro l’Italia per avere superato il tetto del 3% nel rapporto deficit/PIL.

Già prima delle elezioni, avevo parlato dell’azione dell’ultimo governo Prodi per quanto riguarda la politica economica, e avevo già detto che ciò che era stato fatto andava nella direzione giusta. Oggi l’Ecofin ce lo ha confermato. Alcuni estratti dall’articolo sullinkato, però, vanno evidenziati.

L’Ecofin prende atto di come il rapporto tra deficit e Pil in Italia “è aumentato al 4,2% nel 2005, prima di scendere al 3,4% nel 2006 e all’1,9% nel 2007, con un aggiustamento del bilancio del 3% del Pil nel periodo 2006-2007, ben al di là degli sforzi raccomandati dal Consiglio”.

Come avevo scritto in precedenza, il passato governo Berlusconi aveva avuto il demerito di far schizzare il debito pubblico ben oltre il tetto nel 2005. Nel 2006 e nel 2007, invece, il rapporto è felicemente crollato, ed è avvenuto durante il governo Prodi (il piccolo calo del 2006, tuttavia, andrebbe attribuito a entrambi i governi Berlusconi e Prodi, ovviamente in proporzione - il governo Prodi si è insediato a maggio 2006).

“Per quel che riguarda il debito dell’Italia - si legge nella decisione del’Ecofin - dopo essere sceso per un decennio appena sotto il 104%, nel 2004 è rimasto ben al di sopra del tetto Ue del 60%. E’ poi aumentato del 2% nel 2005 e di un ulteriore 0,6% nel 2006, prima di calare di nuovo al 104% nel 2007.

Il rapport debito/PIL, come avevo già scritto, è aumentato durante il governo Berlusconi, per scendere decisamente sotto Prodi. Insomma, come sopra: delle prove difficilmente confutabili del fatto che la politica di Padoa-Schioppa è stata intelligente e orientata al lungo periodo. Un’opera interrotta bruscamente, in favore di un ritorno al passato, soprattutto grazie ad un’infame opera dei mass media che hanno convinto gli italiani di pagare più tasse.

All’uopo, giusto per fare un esempio, Studio aperto, presunto telegiornale di Italia 1, Mediaset, prima delle elezioni del 2006, paventava lo spettro del ritorno di Visco al ministero dell’Economia, dipingendolo esplicitamente come un vampiro (satira? può darsi…ma un telegiornale che fa satira non è un telegiornale, è un varietà). A governo Prodi insediato, poi, aveva detto che gli italiani pagavano più tasse, parlando solo di pressione fiscale ma non facendo esemplificazioni corrette sul risparmio che invece gli italiani hanno avuto (come ho già scritto, sotto Prodi hanno pagato più tasse solo i ricchi e gli evasori). Sotto Berlusconi, invece, il medesimo telegiornale decantava meravigliato il clamoroso risparmio che gli italiani avrebbero avuto dal taglio dell’ICI e altre cose, prendendo giustamente i risparmi massimi, ma non quelli medi.

Stranamente, però, non ha ricordato che questi tagli (soprattutto l’ICI, la tassa più federalista d’Italia, che la Lega avrebbe dovuto difendere con i denti, se avesse avuto un po’ di coerenza) se da un lato ci fanno risparmiare (forse), dall’altro ha conseguenze nefaste: come scrive questo articolo, a seguito del taglio dell’ICI, sono stati tagliati i fondi per i trasporti, per l’ambiente, per la ricerca e il fondo contro la violenza sulle donne (istituito nel 2007 dal governo Prodi). Insomma, risparmiamo qualche centinaio di euro, ma avremo tram, bus, metro sporchi, in ritardo (a meno che non alzino i prezzi dei biglietti, come temo faranno, e il risparmio andrà a quel paese), avremo più inquinamento, la rete idrica, che già fa schifo, continuerà a peggiorare, si darà un altro simpatico colpo di grazia alla ricerca. Alle donne vittime di abusi in casa, alle ragazze-madri senza un tetto e ai loro figli, il governo Berlusconi risponde con un civile “Cazzi vostri”. La Carfagna, che avrebbe dovuto difendere queste donne, si preoccupa di insultare gli omosessuali.

Mi chiedo dove andremo di questo passo: ricordiamo che Berlusconi ha promesso di abolire anche il bollo auto e che a gennaio dovremo pagare qualche miliardo di euro grazie al conflitto di interessi in capo a Berlusconi, che sta cercando di difendere con le unghie e con i denti la sua rete abusiva, Rete 4. Questi miliardi da dove arriveranno? Da una nuova tassa Berlusconi o da altri tagli, non ci sono molte alternative . E vogliamo ricordare il famigerato federalismo fiscale che rischia di dare il colpo di grazia al Sud?

E infine, non dimentichiamo che la situazione economica del nostro Paese è ancora terribile.

Il debito pubblico dell’Italia però, nonostante una lieve flessione nel 2007, “resta il più elevato tra gli Stati membri dell’Ue”

Ho già detto che il malgiorno si vede dal mattino. Ancora una volta, incrociamo le dita e speriamo non vada troppo male…

UPDATE ore 20:05: il Sole 24 Ore ci informa che la mancata assegnazione delle frequenze a Europa 7 (e di conseguenza, il conflitto di interessi in capo a Berlusconi) ci costerà «2,169 miliardi in caso di attribuzione delle frequenze, 3,5 miliardi in caso contrario». Mentre Berlusconi guadagna grazie a Rete 4, gli italiani dovranno pagare ALMENO 2 miliardi di euro. E se Berlusconi non si toglierà una rete, il risarcimento salirà ancora. E non dimentichiamo che dal gennaio 2009 pagheremo 3-400 mila euro al giorno di multa a partire dal 2006 (per un totale di almeno 300 milioni di euro), sempre per permettere a Rete 4 di rimanere abusivamente in onda. Tutto questo è favoloso!

3 Giugno 2008 Pubblicato da tooby | Economia | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Nessun Commento

Il Sud? Una palla al piede

Come ben saprete, il governo Berlusconi prevede, già da giugno, di abolire l’ICI sulla prima casa. Di ICI abbiamo già parlato, e abbiamo concluso che crea più problemi di quanti ne vorrebbe risolvere, perché il risparmio per i cittadini è irrisorio, visto che si parla di 100 euro in media. Ma le differenze sono notevoli. Non mi dilungherò sul fatto che Tremonti ha già detto una scemenza: se il tesoretto non c’è, i soldi per sostituire l’ICI dove li prende? Oddio, una via c’è: tagliare da qualche altra parte. Che so, i servizi pubblici, i trasporti, la sanità. Con la lotta allo spreco, già avviata dal governo precedente, si può racimolare qualche altra cosa, ma cavolo, non un paio di miliardi. Quindi il tesoretto c’è, ma non vogliono farlo vedere per non dare soddisfazione all’ex coalizione di governo.

Ma c’è un’altra cosa che mi ha decisamente fatto scattare il campanello d’allarme: questo articolo. Secondo l’ANSA, Roma perderà entrate per 352 milioni di euro, Milano 155,4, Torino 94 mln. In termini percentuali, non c’è grande differenza. Il problema nasce quando si legge questo articolo, che riporta alla mente il problema del federalismo fiscale.

Un passo indietro: oggi parte delle tasse raccolte nelle regioni rimane nelle regioni (per esempio, l’ICI). Un’altra parte viene versata allo Stato, al fine di creare un fondo perequativo, in modo da spostare ricchezza dalle regioni più ricche verso quelle più povere: in pratica, le regioni che raccolgono di più doneranno parte della propria ricchezza ad altre regioni, in modo da aiutarsi a vicenda. La Costituzione, d’altra parte, prevede che il fondo perequativo deve servire solo per assicurare un livello di decente efficienza. Anche se c’è ancora poca chiarezza su come debba funzionare.

Con il federalismo fiscale, uno dei cavalli di battaglia della Lega Nord (ho qui ancora un volantino che mostra i numeri di “quanto ci costa la Campania e la Calabria a noi Lombardi”), gran parte delle tasse raccolte rimarranno nella Regione dove è avvenuta la raccolta. Se consideriamo che in Lombardia viene raccolto un terzo delle tasse, possiamo ben comprendere che il federalismo fiscale significherebbe aumentare il divario Nord-Sud. Questo non significa solo la fine del Sud, che dovrebbe tagliare molti servizi, ma anche che vi saranno sempre più persone che dovranno emigrare da Sud a Nord per sopravvivere, molto più di quanto avvenga adesso. E questo non farà bene neppure alle regioni del Nord. Senza contare che una tale pressione porterebbe ad un aumento della criminalità, e senza dimenticare, quindi, che anche gli immigrati d’oltralpe, i famigerati rumeni ed extracomunitari in generale, di cui la Lega parla spesso, finirebbero per trasferirsi dove c’è ricchezza. Per lavorare onestamente o per mettersi a rubare, ma questo è indifferente.

Per la Lega (e quindi per l’intera coalizione di Berlusconi, che dalla Lega fortemente dipende) il Sud è una palla al piede. Tuttavia non si rende conto che può staccare la palla, ma non la catena, il cui peso non è indifferente. Alla fine, tentare una manovra tanto scellerata avrebbe l’effetto opposto di quello auspicato: più ricchezza, più immigrati, più pressione sociale, più criminalità. E non dico scemenze.

E questo lo dice la Lega stessa, che con le sue manovre populiste non riesce a guardare nel lungo periodo.

Io invece al lungo periodo preferisco non guardare più, o finirò per rinchiudermi nello sgabuzzino.

15 Maggio 2008 Pubblicato da tooby | Economia, Politica, Sociale | , , , , , , , , , , , , , | 3 Commenti

Quanto costerà il primo CdM di Berlusconi?

Questa mattina, al Giornale Radio Uno (quindi non Radio Mosca) si facevano i conti in tasca delle prime dichiarazioni di Berlusconi sul suo primo Consiglio dei Ministri: Silvio Berlusconi ha proposto l’abolizione dell’ICI sulla prima casa. L’ICI è un’imposta comunale, quindi i suoi soldi finiscono nelle tasse dei comuni italiani: ogni anno entrano nelle casse municipali circa dieci miliardi di euro, ovvero il 30% circa del loro intero bilancio. Imponendo l’abolizione dell’imposta sulla prima casa, ci sarà un taglio delle entrate di circa tre miliardi l’anno. Un’abolizione, come ho già fatto notare, che sarà comunque inutile per le famiglie italiane, visto che spendono in media poche centinaia di euro l’anno per questa imposta, a differenza dei ricchi proprietari di megaville.

Per legge, il bilancio deve quadrare, quindi i comuni avranno due strade: o aumentano le entrate (aumentando altre tasse o concedendo nuove licenze edilizie, completando la cementificazione dell’Italia) o tagliare i servizi. In alternativa, può essere lo Stato centrale a erogare nuovi finanziamenti, ma il problema sarebbe lo stesso: o alza le tasse o taglia le spese. Non oso neppure ricordare l’opzione tre: l’emissione di nuovo debito pubblico sarebbe il colpo di grazia per un Paese il cui intero PIL già non basta a coprire i suoi debiti, e che in questo senso è il peggior Paese del mondo, come ho già fatto notare.

L’altro provvedimento annunciato da Berlusconi è il bonus bebé: considerando che i bebé nati ogni anno in Italia sono circa 200mila, allo Stato toccherà sborsare almeno altri 200 milioni di euro (non so come la prenderà la Lega, visto che questi soldi finiranno anche nelle tasche di extracomunitari e romeni).

Non dimentichiamo poi la bomba sganciata da Berlusconi nell’ultimo giorno di campagna elettorale: l’abolizione del bollo auto. Per mettere in atto questa mossa, occorrono altri quattro miliardi di euro l’anno, portando a poco più di sette miliardi di euro il denaro che Berlusconi dovrà trovare per queste manovre.

Già oggi Berlusconi ha ammesso che si dovranno adottare decisioni impopolari: il pesce comincia a puzzare, e sono passati solo due giorni. Non solo: è addirittura preoccupato che i conti pubblici lasciati in eredità dal centrosinistra non siano buoni, e incaricherà una due diligence di soggetti indipendenti, al fine di verificare la situazione. Mi pare metta già le mani avanti: «Non possiamo mantenere le promesse a causa del buco della sinistra», quindi non sarà certo colpa del fatto che l’ha sparata troppo grossa, salvo accorgersi di non potercela fare. Staremo a vedere: nel caso accada, comunque, so già come rispondere.

Dopo questa mera considerazione matematica, faccio qualche considerazione personale: l’arrivo di Berlusconi rischia di produrre una compressione delle entrate dello Stato. Nelle sue parole, Berlusconi ha spesso affermato che gli italiani sono incoraggiati ad evadere a causa delle tasse troppo alte, ma abbiamo già visto che negli ultimi due anni, con Prodi, chi ha pagato più tasse sono stati i più ricchi (e a maggior ragione Berlusconi, che era il più ricco d’Italia): ma le parole di Berlusconi, affermando ciò, possono (e probabilmente lo faranno) innescare un processo di giustificazione dell’evasione, rafforzata dal fatto che il precedente governo Berlusconi ha abusato dello strumento del condono. Risultato: compressione delle entrate dello Stato, e ancora meno soldi per attuare il faraonico programma del PdL. Qualcuno penserà che sto esagerando, ma è stato già dimostrato che questo effetto, con Berlusconi, si è sempre avuto, e i proclami fatti sinora hanno effettivamente tale conseguenza.

Magari troverà qualche espediente per far quadrare i conti: possiamo solo sperare che essi non siano troppo dannosi.

Dreaming Argentina…

16 Aprile 2008 Pubblicato da tooby | Economia, Politica | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Nessun Commento

Politiche italiane 2008: analisi del voto

Le elezioni di ieri hanno fornito alcune indicazioni chiare su com’è l’Italia oggi. La prima è che l’Italia ha scelto, ovviamente, il governo che merita: meritava Prodi, ora merita Berlusconi. In entrambi i casi, devo rendermi conto che Giolitti aveva ragione: «Governare gli italiani non è impossibile, è inutile», secondo una frase a lui attribuita (alcuni la attribuiscono a Mussolini, ma è indifferente).

La seconda è che gli italiani hanno preferito chi ha parlato chiaro di cose terra terra (a me ricorda Commodo che rovinava l’impero romano ma rendeva felice il popolo con le “feste, farina e forca”, per dirla borbonicamente, e il popolo, come un allocco, non capiva un bel nulla della rovina incombente).

La terza è che il sistema politico, dopo essersi ribellato al maggioritario voluto dal popolo, ha fatto in modo da diventare maggioritario con una legge elettorale incostituzionale. Ma non è avvenuto come nelle altre democrazie, come Regno Unito, Francia e Spagna, dove gli estremi si sono fusi con gli schieramenti, mitigando le proprie posizioni riscaldando quelle cui si univano, bensì è stata usata una legge elettorale per buttare fuori le minoranze, senza risolvere il problema: la Destra fa ancora la fascista, Casini fa ancora il finto cattolico, la sinistra ha la possibilità di capire che deve cambiare.

La quarta è che gli exit poll sono uno spreco di soldi, fatti soltanto per riempire il buco di un paio d’ore fra l’inizio dello spoglio e le prime proiezioni.

Ma andiamo nel dettaglio, partito per partito:

  • Popolo della Libertà: dati alla mano, il PdL non è cresciuto; la somma dei voti di Forza Italia, AN e i partititini sotto l’1% ivi confluiti del 2006 coincide con i voti del PdL. Ma non credo che i votanti siano gli stessi: il PdL ha tolto voti all’UDC, ma altri sono travasati a La Destra (quelli alla destra el PdL, delusi da AN per la scelta di accentrarsi). Insomma, entrano da sinistra per uscire a destra. Si può dire, quindi, che Berlusconi non ha vinto per i suoi proclami e le sue sparate, che sono servite solo a serrare i ranghi dei fedeli al centrodestra;
  • Lega Nord: è la vera sorpresa, avendo quasi raddoppiato i propri consensi rispetto al 2006. Vivendo al Nord, ho potuto notare che la Lega ha preferito fare una campagna davvero vicino ai bisogni della gente: ha raccolto il malessere dovuto ai clandestini, il problema sicurezza e anche il problema del fondo perequativo, che pure contiene soldi presi dal nord e travasati al sud, dove vengono rubati da piramidi infinite di intermediari e dalle varie mafie; tuttavia, il voto alla Lega Nord indica che il Paese sta vivendo una situazione di malessere profondo, come quello vissuto prima dell’avvento del fascismo, anche se la situazione è molto diversa oggi. Purtroppo la Lega è lontana dal mondo globalizzato, e questo può avere conseguenze nefaste per il Paese, come pure un federalismo fiscale che si limiti a penalizzare il Sud, com’è lecito immaginare (ho ancora un volantino della Lega che parla di Sud ladro dei soldi del Nord, per dirvene una);
  • UDC: il partito ha tenuto, ma ha decisamente perso consensi a favore di diversi altri partiti: il valore dei proclami cattolici e della famiglia fatti da un uomo che è comunque un divorziato risposato, non hanno agganciato gli elettori;
  • La Destra: niente da dire, il richiamo al fascismo è ancora di moda; unito al problema sicurezza, ha raccolto i voti delle destre di AN e Lega Nord. Un risultato significativo, ma comunque al di sotto delle aspettative. C’è da dire che la Santanché ha appeal…anche troppo;
  • Partito Democratico: la sinistra del partito, che si era separata dai DS, non ha portato con se elettori, o meglio, non molti; quelli che mancano, sono stati ripresi dall’UDC. Il PD ha tuttavia pagato lo scotto di un programma troppo simile al PdL, oltre che a candidature ipocrite e senza senso. Mi auguro che Veltroni se ne vada, che si facciano primarie serie, prive della vecchia nomenclatura: il centrosinistra non può vincere soltanto quando l’Italia si accorge che Berlusconi fa schifo (è quello che è successo negli ultimi quindici anni, dopotutto). Ops, scusate, ho detto centrosinistra, ma il PD, al massimo, è centros e basta;
  • Italia dei Valori: altra grande rivelazione di queste politiche, a mio avviso ha raccolto consensi grazie al fatto di essere l’unico partito pulito: tutti i candidati avevano una fedina penale immacolata; a mio avviso, parte di quei voti sono venuti dai delusi (non fascisti) di AN, uno dei partiti che appoggiò Tangentopoli e quindi Di Pietro;
  • Sinistra Arcobaleno: non si sono accorti che i precari non sono tutti comunisti; e ancora prima non si sono accorti che il comunismo è finito. Dovevano entrare nel PD, ma Veltroni ha preferito gli industriali a loro, con ovvie conseguenze. Devo comunque dire che anche loro, a voler essere “Comunisti per sempre” se la sono cercata. Quello che la Sinistra voleva fare è fuori dal mondo, Veltroni non ha giocato sporco con loro, ma sono stati loro a voler essere indietro con i tempi: Bertinotti doveva dimettersi prima delle elezioni, non dopo;
  • Partito Socialista: Boselli ha fatto il socialista all’italiana, senza un programma decente, la ciliegina sulla torta sono state le idiozie della candidatura di Mastella (fallita) e della pornostar Milly D’Abbraccio; mi consola che i socialisti dovranno pagare da sé la campagna elettorale, visto che non hanno raggiunto l’1% necessario per i rimborsi (sì, abbiamo lo sbarramento al 4%, ma rimborsiamo rigorosamente con le nostre tasse tutti quelli sopra l’1% - legge 26 luglio 2002, n.156, guarda caso, il governo Berlusconi).

Dunque la sconfitta dell’ex-centrosinistra è dovuta a idiozie strategiche: il PD si è spostato troppo al centro, la Sinistra Arcobaleno è rimasta anacronisticamente troppo a sinistra. La vittoria del PdL, invece, è tutta della Lega Nord. Il nuovo parlamento, per la prima volta dal 1946, non vedrà comunisti: un po’ è una liberazione, forse finalmente capiranno che dovrebbero riformarsi come hanno fatto i comunisti (e i socialisti) nel resto d’Europa. D’altro canto, alla guida del Paese c’è un Parlamento e quindi un Governo di industriali e liberali di nome ma non di fatto.

Ad ogni buon conto, io custodirò gelosamente uno specchietto sul programma della PdL, oltre, com’è ovvio, a ricordare tutti gli articoli che ho letto riguardo le dichiarazioni di Berlusconi. Vedremo se le rispetterà, ma nel frattempo già parla di abolizione dell’ICI e di bonus bebé al primo consiglio dei ministri (che dovrà tenersi a Napoli), mentre io mi chiedo dove troverà i soldi. Ai posteri (cioè a noi giovani) l’ardua sentenza. Senza dimenticare l’affaire Alitalia e l’abolizione del bollo auto, ovviamente…

Dreaming Argentina…

15 Aprile 2008 Pubblicato da tooby | Politica | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 4 Commenti

Mai più leggi vergogna

Ricordiamo che il ritorno al potere per Berlusconi sarebbe una mano santa per i suoi interessi: il suo lavoro non è finito, visto che ha ancora processi sul groppone, e che, pur essendo entrato in Mediobanca, il salotto buono della finanza italiana continua ad ignorarlo, mentre RAI e Mediaset si avvicinano sempre più a formare un monopolio, non solo dopo l’acquisto di Endemol, che fornisce anche la RAI, da parte di Mediaset, ma anche per le recenti trattative per la televisione digitale che leggevo ieri su Il Sole 24 Ore.

Insomma, Berlusconi, al governo, avrebbe sempre nuovi motivi per fare i suoi propri interessi.

Ricordiamo che il governo Berlusconi ha approvato le seguenti leggi vergogna:

  • la depenalizzazione del falso in bilancio per favorire se stesso e i suoi amici, oggi assolti perché il fatto non costituisce più reato (mentre all’estero, e soprattutto negli Stati Uniti, a causa degli scandali finanziari - come quelli della Parmalat - il falso in bilancio è punito anche con dieci anni di carcere)
  • legge sulle rogatorie, che sostanzialmente erigono un muro giudiziario fra l’Italia e il resto del mondo, rendendo praticamente impossibile ricevere prove dall’estero;
  • blocco del mandato di cattura europeo, perché il governo Berlusconi non accettava che si punissero liberamente a livello europeo la truffa, la corruzione, il furto, il riciclaggio di denaro (e ricordiamo che il giudice spagnolo Garzon attende da anni di poterlo processare per vari reati in Spagna);
  • legge Cirami sul “legittimo sospetto“, con il quale si tentò di fermare dei processi (e infatti la difesa di Berlusconi ne fece ricorso, pur vedendoselo respinto): va detto che il legittimo sospetto avrebbe fermato il decorso delle prescrizione fino al nuovo processo, ma che comunque sarebbe dovuto ricominciare da capo;
  • il lodo Maccanico-Schifani, che prevedeva la sostanziale immunità per le cinque più alte cariche dello Stato (di cui una sola aveva processi in corso, il premier Silvio Berlusconi), poi dichiarata incostituzionale;
  • legge Pecorella: inappellabilità della sentenza di proscioglimento (insomma, per esempio, se uno compra i giudici, e questi lo assolvono, il pm non può andare in appello, ma dovrà prima indagare sul giudice, aprire un nuovo processo, mentre l’altro reato è prescritto), anch’essa dichiarata incostituzionale, con grande ira di Berlusconi;
  • emendamento Bobbio: legge che ha impedito a Gian Carlo Caselli, famoso per vari processi di mafia, anche contro Andreotti e altri politici e finanzieri della prima Repubblica, di diventare capo della procura antimafia, anch’esso dichiarato incostituzionale;
  • riforma dell’ordinamento giudiziario, che ricorda il Piano di rinascita democratica della P2, cui Berlusconi era iscritto;
  • condoni e scudo fiscale;
  • decreto salva-calcio, che salva molte squadre italiane dal fallimento (ricordiamo che Berlusconi è proprietario del Milan), poi bocciato dalla UE;
  • la legge barzelletta sul conflitto d’interessi a uso e consumo di Berlusconi;
  • legge Gasparri sul riassetto radiotelevisvo, che aumenta all’infinito la possibilità di raccolta pubblicità per Mediaset e che salva praticamente salva Rete 4, legge bocciata dalla UE, ma mai abrogata, in costante violazione del diritto;
  • decreto legge salva Rete 4 del 24 dicembre 2003, approvato in fretta e furia visto che al termine dell’anno Rete 4 sarebbe stata oscurata, e che dà il tempo per riapprovare la Gasparri (che Ciampi aveva rimandato alle Camere in quanto incostituzionale;
  • aiuti di stato per l’acquisto dei decoder digitali, aiuti bocciati dalla UE;
  • abolizione del divieto di sepoltura fuori dai cimiteri (legge napoleonica a fini sanitari), per permettere la costruzione della faraonica tomba di Berlusconi;
  • esenzione ICI per gli immobili della Chiesa adibiti a uso commerciale.

Queste e nuove altre leggi saranno all’ordine del giorno di un nuovo eventuale governo Berlusconi a uso e consumo di Berlusconi. Leggi che sono a suo favore, ma che demoliscono i diritti e svuotano le tasche di tutti gli altri cittadini italiani. Anche le tue.

12 Aprile 2008 Pubblicato da tooby | Sociale | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 1 Commento