L’Olandese volante

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Diamo i numeri

Silvio “il Clown” Berlusconi, di recente ci ha deliziato con una delle sue bugie più grosse: ha affermato che quei cattivoni di Air France volevano tagliare settemila posti di lavoro dopo l’acquisto di Alitalia.

CAZZATE! Quello che taglierà settemila posti è lui, è Silvio Berlusconi, mentre Air France ne voleva tagliare duemila e rotti. Meno della metà.

E non è il solo nel governo a dire e fare cazzate.

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11 Agosto 2008 Pubblicato da tooby | Economia, Politica, Sociale | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Nessun Commento

Straccia la Costituzione

Titolo provocatorio? Neanche tanto. Sta per cominciare la pausa estiva, e mi va di fare un po’ il punto d.

In tre mesi il governo Berlusconi ha messo in atto provvedimenti che mirano a distruggere il senso delle nostre istituzioni democratiche.

Ha introdotto il lodo Alfano, che rende quattro persone impunibili per qualsiasi reato nonostante l’articolo 3 della Costituzione ricordi che i cittadini sono uguali di fronte alla legge e che per rendere i parlamentari immuni dalla magistratura occorreva, fino al 1993, una legge costituzionale. La cosa è pericolosa: questi quattro potrebbero svegliarsi una mattina, fare una strage, stuprare, rubare, corrompere, poi prendere l’aereo e andarsene ai Caraibi, impunito per sempre). Badiamo bene: l’unico inquisito è solo lui, solo Silvio, è l’unico ad essere stato accusato di una miriade di reati, processato decine di volte e spesso (troppo spesso) assolto perché SIlvio ha fatto una legge per sé stesso. Gli altri tre sono più o meno immacolati (e Fini, come avevo già detto, si dimostra superiore al suo capo, affermando di non voler ricorrere al lodo).

Non si contano i provvedimenti contro i rom, alla faccia del divieto di distinguo presente nella Costituzione.

Si imbavaglia la stampa: i cittadini non potranno sapere se qualcuno (politico o Wanna Marchi o Moggi) li sta truffando, perché la cronaca giudiziaria sparirà. Non si potranno pubblicare neppure cose pubbliche.

Poiché c’è un 5% di italiani intercettati (al 90% criminali, e alcuni politici poco trasparenti, anche se indirettamente), si fa credere all’altro 95% che siamo tutti spiati (cosa NON vera: fanno il paragone con gli Stati Uniti, ma non sanno che lì non intercetta solo la magistratura, ma anche CIA, FBI e polizie locali, senza dimenticare Echelon). In questo modo, una legge che rende impossibili e spesso inutili le intercettazioni favorisce il 5% di criminali. Alleluja!

La presidenza della Commissione di vigilanza RAI è ancora vacante: per consuetudine e garanzia, le presidenze vanno all’opposizione. La maggioranza (che fa capo a Berlusconi, proprietario di Mediaset, rivale della RAI) afferma che «va benissimo qualunque parlamentare dell’opposizione, basta che piaccia a noi». La maggioranza rifiuta Leoluca Orlando come presidente, per evitare di dover legittimare l’Italia dei Valori. Chissenefrega se l’IdV ha deputati e senatori eletti regolarmente, chissenestrafrega se rappresenta un 4,5% degli italiani, chissenfrega se le opposizioni, cui spetta la nomina, sono d’accordo. E fanculo il principio democratico.

Il Parlamento deve eleggere un membro della Corte Costituzionale: come si può vedere qui, al momento sono quattordici e non quindici, come prevede la Costituzione. Le Camere, al momento, se ne fregano beatamente (e c’è un simpatico precedente, che riguarda proprio il precedente governo Berlusconi: nel 2002 per la prima volta la Consulta ha dovuto rimandare una decisione per mancanza del numero legale).

Norma antiprecari, giusto per fare un piacere alle industrie (tanto i cittadini comuni sono essere inferiori da sfruttare).

Un abnorme ricorso alla fiducia: e qui il problema non è compattare la maggioranza (visto che la maggioranza ha un’enorme…maggioranza) ma solo per evitare che in Parlamento si discuta (eggià, se il Governo pone la fiducia, il Parlamento può solo votare sì o no, niente modifiche, niente emendamenti, niente di niente). Aboliamolo direttamente ’sto Parlamento, no? Non serve a niente, almeno risparmiamo sugli stipendi!

Il Governo ha usato, usa e userà i militari per impedire ai cittadini di protestare (si vada a chiedere a Chiaiano).

E vogliamo ricordare il dito medio che Bossi ha riservato all’inno di Mameli, degno successore del vilipendio a bandiera e Costituzione degli anni passati?

Questo mi viene in mente sino ad ora. Costituzione svuotata dall’interno. E in soli tre mesi. E vogliono pure fare le riforme!

Prossimamente, Berlusconi ha annunciato di voler introdurre il federalismo fiscale (detto anche “demoliamo il Sud”), di voler riformare la giustizia (riportandola sotto il controllo delle esecutivo, che così controllerà tutti i poteri dello Stato come Mussolini ci ricorda) e le elezioni europee (con contestuale imposizione delle liste bloccate, fine delle preferenze e addio alla democrazia…saranno i partiti a scegliere i nostri rappresentanti).

Semmai ci saranno ancora i partiti

28 Luglio 2008 Pubblicato da tooby | Politica | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Nessun Commento

Sintomi di fascismo

Ricordavo i tempi in cui Umberto Bossi, leader della Lega Nord, affermava di usare il tricolore per pulirsi il culo oppure, come consigliava a una signora, di metterlo al cesso. Era il 1997, e nel 2001 Bossi giurava fedeltà alla Costituzione e alla Repubblica Italiana.

Dopo il CSM-cloaca di Gasparri, ieri anche Bossi ci ha deliziato con un meraviglioso gesto, al termine dell’inno d’Italia: un bel dito medio alzato sulle parole “schiava di Roma Iddio la creò”. Stavolta il giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana è avvenuto pochi mesi prima di questo gesto. In qualunque modo la si giri, è una menzogna (da notare il viscido Cicchitto, giustamente, quando si tratta di salvare gli alleati, invita sempre a guardare oltre, mentre quando si tratta dell’opposizione invita sempre non guardare oltre).

Forse Bossi non ricorda che in questo momento chi gli paga lo stipendio sono tutti i cittadini italiani, mica solo quelli lombardi. Simpatico anche quando si incazza contro i professori del Nord che non provengono dal Nord: dovrebbe sapere che senza i professori del Sud la scuola del Nord non potrebbe andare avanti.

Se andiamo un po’ più indietro, leggiamo dei trecentomila fucili di Bossi, che tanto ricordano i «trecentomila giovani armati di tutto punto» del discorso del bivacco di un tale Benito Mussolini.

Se alle menzogne e ai richiami al fascismo, alla rivolta armata, ci aggiungiamo anche gli attacchi volti a delegittimare il potere autonomo della magistratura, il linguaggio violento, l’uso personale della politica, il bavaglio all’informazione, la censura silenziosa, l’immunità per Berlusconi (immunità che non esiste da nessuna parte nei Paesi democratici), la voglia di ripristinare l’immunità parlamentare per tutti (facendo diventare ancora di più il Parlamento una sorta di rifugio per criminali e mafiosi), con un presidente del Consiglio che da quindici anni prende lo stipendio da parlamentare e che si è presentato in aula a votare solo 71 volte su 4875 (l’1,5%, è stato assente 98,5 volte su 100…Brunetta, dove cazzo sei???), mentre si vuole dare il colpo di grazia alla democrazia abolendo definitivamente le preferenze per fare un piacere a Berlusconi (con il probabile avallo di Veltroni), mentre si avvicina la fine dell’anno, quando l’Italia dovrà pagare la maxi multa all’Unione Europea perché abbiamo ancora la legge Gasparri in vigore, che permette a Berlusconi di guadagnare illegalmente a nostre spese (visto che la multa la pagheremo noi, non lui) alla domanda di riforme che il centrodestra chiede, le opposizioni dovrebbero rispondere come Bossi, con un bel dito medio.

Accidenti, e la sapete l’ultima? Berlusconi rischia di essere condannato per corruzione nel processo Mills e il suo governo cancella l’ufficio europeo anti-corruzione. Tutto questo va a scapito dei cittadini onesti, e favorisce solo i criminali. (Giusto per fare un po’ di cronaca giudiziaria, la sentenza del processo Mills-Berlusconi arriverà probabilmente a ottobre, ma solo per l’avvocato Mills: Berlusconi godrà dell’immunità, la sua posizione verrà stralciata, e dopo la sentenza dovrà essere un nuovo collegio a giudicarlo: il che vuol dire che il processo dovrà ripartire da capo, mentre la prescrizione è già ora agli sgoccioli…insomma, Berlusconi, per l’ennesima volta sarà giudicato non colpevole-ma anche non innocente- grazie a leggi approvate da sé stesso).

Le riforme devono essere fatte da chi vuole rispettare la Costituzione e fare il bene di tutti, non da chi usa la Costituzione come carta igienica (Umberto Bossi) e da chi vuole il bene per sé e tutti i criminali amici suoi, che pensa a come bloccare i suoi processi, invece di salvare le famiglie che non arrivano a fine mese e fra poco neppure alla metà (Silvio Berlusconi).

Postilla: siccome ci sarà qualcuno che dirà “sì, Berlusconi è stato spesso assente, ma Berlusconi è stato presidente del consiglio”, gioco d’anticipo e rispondo: Berlusconi è deputato da quindici anni. Per almeno sette anni (1996-2001 e 2006-2008, i governi di centrosinistra) non è stato presidente del consiglio, ovvero poco meno della metà degli anni in questione. Questo vuol dire che per poco meno della metà delle sedute d’aula (diciamo circa 2000) in cui certamente non era presidente del consiglio, Berlusconi si sarebbe presentato in aula 71 volte su 2000, ovvero il 3,5%. Nell’altro 96,5% delle volte che doveva essere in aula ma invece era assente senza giustificazione della “presidenza del consiglio”, dov’era Berlusconi? Di sicuro non era in tribunale, perché sono anni che lo cercano e non lo vedono. E allora? Magari era in Sardegna o in Marocco, con la moglie o con qualche concubina. Oppure telefonava a Saccà per dirgli come gestire la televisione pubblica, concorrente della sua Mediaset. Oppure si era messo tranquillamente a gestire le sue aziende. Insomma, Berlusconi si faceva i cazzi suoi, invece di farsi i cazzi degli italiani (tasse, pensioni, lavoro, eccetera). Insomma, presidente del consiglio o meno, Berlusconi fa solo i cazzi suoi. Sempre e comunque. Adesso ci sono anche le prove statistiche.

21 Luglio 2008 Pubblicato da tooby | Politica | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Nessun Commento

Immuni un corno

Noto con dispiacere che la campagna disinformativa e menzognera perpetrata dal centrodestra e dalle televisioni controllate dal capo della coalizione stia dando i suoi frutti. Il messaggio è semplice e sintetico: all’estero sono tutti immuni, perché in Italia no? Sto parlando, ovviamente, dell’immunità delle alte cariche dello Stato.

Diciamolo subito: l’immunità all’estero, se esiste, è limitata. Negli Stati Uniti i membri del Congresso non possono essere perseguiti, tranne che nei casi di alto tradimento, reato grave (fra i quali rientra, guarda caso, la corruzione) e violazione dell’ordine pubblico. Ma cosa ancora più bella è che il Presidente, i membri del Governo e i Governatori federali non hanno neppure questa immunità. Essi godono di una immunità informale, che va vista da due punti di vista differenti. In primo luogo, i tre poteri dello Stato sono tutti elettivi: Presidente, membro del Congresso, governatore, presidente di tribunale, sceriffo, tutto scelto dal popolo. In secondo luogo, il popolo è informato: quindi se viene eletto un criminale, il popolo lo sa o lo saprà presto, costringendolo alle dimissioni (in Italia gli unici ad essere eletti sono i parlamentari, e neppure direttamente).

Una cosa simile avviene nel Regno Unito: i parlamentari non possono essere processati, tranne per certi reati gravi (fra i quali rientra, guarda ancora il caso, la corruzione), mentre il premier è sempre processabile. The King can do no wrong: il re non può sbagliare, il re è immune, ma è anche vero che Elisabetta non ha alcun potere, e comunque, in ogni caso, è responsabile il Governo (anche solo se la carrozza reale tampona un’auto). Stessa cosa in Spagna: immunità ai parlamentari fino a un certo punto, ma alla fine del mandato devono farsi processare. Il premier, essendo membro delle Cortes, ha la stessa immunità, ma alla fine del mandato deve farsi processare.

In Germania i parlamentari hanno la solita immunità, il capo dello Stato può essere chiamato dalla magistratura in qualunque momento, addirittura il Cancelliere e i membri del Governo vengono messi sullo stesso piano degli altri funzionari pubblici, e come tali processabili per qualunque cosa.

Perfino nella famigerata Francia, sono immuni solo il presidente e i parlamentari, ma non il capo del Governo, per gli stessi motivi citati negli Stati Uniti (ma non mi risulta che la magistratura sia elettiva).

Ricordo, frattanto, che in Italia esiste una certa immunità per i parlamentari, come già accade all’estero. La differenza è che in Italia essa è un po’ più debole, dato il fatto che i parlamentari sono sempre stati poco “virtuosi” rispetto ai colleghi oltre le Alpi (per esempio Tangentopoli, ma non dimentichiamo che il Parlamento è pieno di persone condannate in primo, secondo o addirittura terzo grado). Inoltre, il capo del Governo, a differenza degli altri Paesi, non possiede la metà delle televisioni italiane, né grossa parte del mercato editoriale: non controlla l’informazione. All’estero, Silvio Berlusconi, anche se presidente degli Stati Uniti, sarebbe stato costretto alle dimissioni nel momento in cui è uscita fuori la notizia della “lettera” che prova la corruzione di Mills, e costretto dall’opinione pubblica a farsi processare come cittadino comune, anche se non formalmente obbligato alle dimissioni. In Italia, invece, i media non solo nascondono il processo Mills (prima o poi ne parlerò), ma dicono anche il contrario di ciò che è vero.

E per questo, puntualizzo: l’immunità non esiste o esiste debolmente in Paesi come Stati Uniti, Regno Unito, Spagna, Germania e Francia, e probabilmente in nessun altro Stato democratico. L’immunità (anche se informale) assoluta e incondizionata esiste, certo, ma in Paesi come Iran, Cina, Cuba, Corea del Nord e compagnia bella. Tutti Paesi, stranamente, governati da variegate forme di dittatura e comunque poco democratiche. Questi Paesi cominciano sempre più a ricordarmi l’Italia…

Giusto per mostrare che non dico stronzate, inserisco questa fonte, questa e pure quest’altra.

29 Giugno 2008 Pubblicato da tooby | Politica, Sociale | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Nessun Commento

Se non ci fosse lui

C’è gente che ha ancora il coraggio di dire che Berlusconi, per l’Italia, è un problema come tanti altri. No: Berlusconi è il peggiore problema del Paese, da cui scaturiscono molti altri (non tutti, per carità, ma molti sì).

Cerchiamo di rendercene conto: senza Berlusconi avremmo un centrodestra migliore e, di conseguenza, un centrosinistra migliore. Il centrosinistra non dovrebbe abbassarsi al livello di un animatore di crociere, il centrodestra avrebbe potuto far uscire fuori un leader serio e capace. Ma queste sono mie congetture. Meglio parlare di fatti.

Se Berlusconi non fosse entrato in politica, Fininvest sarebbe fallita o almeno ridimensionata (e questa non è una congettura: all’inizio degli anni Novanta c’erano aziende in condizioni migliori, che avevano pagato meno tangenti, ma che non avevano un santo in Parlamento a salvarle dalle inchieste di Tangentopoli). Senza Fininvest probabilmente avremmo più pluralismo, saremmo più informati. Non avremmo l’imparzialissimo Emilio Fede e quel…coso di Studio Aperto (no, un telegiornale proprio non è). Se Berlusconi non fosse entrato in politica, Tangentopoli non si sarebbe concluso in una farsa: sotto Berlusconi, infatti, il Governo tentò di (e in molti casi riuscì a) far uscire chi la magistratura faceva andare in galera (fra i quali c’era anche il fratello di Silvio, Paolo).

Se Berlusconi non fosse entrato in politica, non avremmo un enorme conflitto di interessi. Noi dobbiamo accontentarci della par condicio, per evitare cose indegne come queste. Vi immaginate se, ventiquattro ore al giorno, durante le trasmissioni di punta, presentatori, veline e oche varie si mettessero a dire Silvio è il più bravo, Veltroni è il demonio (guardate il video: è esattamente quanto è avvenuto nel 1994, con Occhetto al posto di Veltroni). Voi mi direte: fanno così anche in America. Vero, ma in America non esiste un politico con tre televisioni, ovvero metà del sistema televisivo. Per dire cose del genere i candidati devono pagare, comprare degli spazi pubblicitari, quindi raccogliere fondi, togliersi soldi dalle tasche, fare la fine di Hillary, che ha finito per avere un sacco di debiti. E sovente accade che sullo stesso canale uno dopo l’altro ci siano spot a favore di uno e spot a favore dell’altro. Una par condicio naturale, insomma, grazie al fatto che il conflitto di interessi è proibito. Qui invece gli spot pro Berlusconi sono compresi nello stipendio di Vianello, Bongiorno o Ambra, mentre gli avversari possono fare pubblicità solo pagando (e il prezzo lo fa Berlusconi, il proprietario, che quindi non deve spendere una lira). Insomma, l’opposizione a Silvio dovrebbe pagare Silvio per poter fare uno spot contro Silvio sulle reti di Silvio. Magari l’opposizione non lo fa, vuoi per non dargli soldi, vuoi perché Silvio ha stabilito un prezzo troppo alto. Così metà del mercato televisivo italiano finisce per favorire Berlusconi, mentre l’altra metà viene divisa equamente. Risultato? Tre quarti della televisione parla bene di Silvio e male degli altri. Senza contrappeso, senza contraddittorio. Alla Hitler-Goebbles. Roba che negli USA farebbe scatenare la seconda guerra civile.

Se Berlusconi non fosse entrato in politica, non avremmo avuto la legge che depenalizza il falso in bilancio, approvata in un momento storico (gli scandali finanziari) in cui in tutto il mondo le norme sul falso in bilancio venivano inasprite, e tutto per salvare Silvio e i suoi amici. Nel mondo chi falsifica i bilanci rischia l’ergastolo, da noi solo una multa: ben vengano gli scandali Parmalat e Cirio. Così la legge sul falso in bilancio ha reso l’economia italiana molto più instabile, visto che le imprese sono incentivate a falsificare il bilancio, mentre le imprese estere preferiscono non competere con le imprese italiane, perché mentre queste possono imbrogliare, quelle estere non possono farlo, perché altrimenti falsificherebbero anche il bilancio dell’impresa madre, del gruppo estero, subendo conseguenze ben peggiori di quelle previste in Italia.

Se Berlusconi non fosse entrato in politica, non avremmo avuto la legge ex-Cirielli. Non solo Berlusconi in precedenza aveva approvato leggi che allungassero i processi (come la Cirami), ma con la legge ex-Cirielli addirittura dimezzava i tempi di prescrizione. In questo modo, la maggior parte dei processi non giungeva a compimento, e i criminali tornavano comodamente in libertà. Se non fosse entrato in politica, i criminali sarebbero comodamente in galera, non per strada.

E mi fermo qui: la Corte Costituzionale ha bloccato moltissime altre leggi pro Berlusconi, perché incostituzionali (come il lodo Schifani che si sta tentando di riscrivere, la legge Pecorella, la legge sulle rogatorie). non ha senso che ne parli.

Questa, in origine, grazie a Veltroni, doveva essere una legislatura costituente, all’insegna del “se pò ffà”, del “volemose bene”, del Veltrusconi. Si sarebbe dovuta riscrivere la Costituzione. Ma siamo impazziti? Se Berlusconi riscrive la Costituzione, neppure la Corte Costituzionale potrà salvarci. Ben venga lo strappo, con questo Berlusconi non si può scendere a patti: uno che usa lo Stato come la sua azienda, che manipola le leggi per potere commettere reati, non può riscrivere la Costituzione. Quest’uomo vuole distruggere il Paese per renderlo suo schiavo. Se potesse mettere le mani sulla Costituzione sarebbe la fine.

Berlusconi rischia seriamente una condanna: nel processo Mills ci sono prove schiaccianti, perché nel Regno Unito i commercialisti hanno un’etica. Berlusconi rischia grosso, è per questo che è così incazzato. La sta buttando in politica, dice che i magistrati sono degli sporchi comunisti, ma in realtà è la paura a farlo parlare.

Per salvare sé stesso, Berlusconi vuole sospendere centomila processi per un anno, per dare precedenza ai processi su reati che creano allarme sociale. Conseguenze? Se qualcuno rapisce un bambino e un altro ruba un pacco di pasta in un supermercato, verrà processato prima quest’ultimo. Il rapitore di bambini dovrà aspettare un anno per finire in galera. Ma dopo un anno che succede? Che verranno commessi altri reati, che verranno assegnati ai medesimi giudici. Centomila processi spostati di un anno arriveranno come una valanga sulle scrivanie dei giudici. Con il risultato che il rapitore di bambini in galera non ci andrà per niente, per intervenuta prescrizione.

Questa è l’Italia di Silvio. Un’Italia dove per salvare uno, liberiamo i criminali, blocchiamo la giustizia, costringiamo la politica ad occuparsi di altro, a fare polemiche su norme che non servono a nessuno tranne che a Silvio, ormai tanto ossessionato dalla magistratura e dalla paura di finire in galera da dimenticarsi che il Paese chiede ben altre norme, mentre Berlusconi se ne frega del fatto che in Italia va sempre peggio. In fondo lui è il più ricco d’Italia, perché mai dovrebbe occuparsi del Paese prima che di se stesso? E questo non lo dico solo io. Lo dice anche Famiglia Cristiana, mica l’Unità! (Purtroppo non mi pare essere nell’edizione online, se qualcuno trovasse l’articolo originale mi farà un piacere nel segnalarmelo)

E adesso manca solo che Berlusconi o Cicchitto o Bonaiuti o qualche altro ruffiano se ne esca dicendo che Ratzinger, Ruini e Bertone sono dei comunisti…non vogliono neanche approvare una legge ad personam per permettere a Silvio di farsi la comunione, più comunisti di così si muore.

Massì, lo dica. Tanto ormai, una stronzata in più o una in meno non fa differenza: l’animale da scuoiare, in fondo, rimane il cittadino comune.

23 Giugno 2008 Pubblicato da tooby | Politica | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Nessun Commento