Ricostruiamo la trattativa per Alitalia e vediamo per colpa di chi è fallita
Ricostruiamo passo dopo passo tutte le fasi della trattativa Alitalia, dalla presentazione del piano Fenice, sino alla rottura e alle sue conseguenze. Cercherò di minimizzare i miei commenti, che terrò alla fine di questo pezzo. La disinformazione dei telegiornali, purtroppo, è vastissima, e si ferma ai fatti di oggi senza guardare quelli di ieri, senza tuttavia dimenticare il clamoroso e dilettantistico (e secondo me, voluto) vizio di inserire nello stesso articolo sia i fatti che i commenti allo stesso. Facciamo quindi chiarezza su questa situazione, e ripercorriamone la storia in brevissime tappe.
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Dentro il salotto: Berlusconi ce l’ha fatta
Silvio Berlusconi, finalmente, è riuscito a mettere piede nella stanza dei bottoni della finanza italiana: il Consiglio di Amministrazione di Mediobanca, il salotto buono della finanza italiana. A chi non è “addetto ai lavori” questo potrà non dire niente, ma in realtà si tratta di un fatto che aggrava i già esistenti punti deboli di Silvio Berlusconi inteso come politico. Vediamo perché.
Sono anni che Silvio Berlusconi tentava di entrare in quel salotto, e ci aveva provato in tutti i modi, con gentilezza e con spallate. Ma no, non poteva: il fondatore Enrico Cuccia e il suo delfino, Vincenzo Maranghi, glielo avevano sempre impedito. Poi, nel 2003, tutto è cambiato.
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Alberi di multe
L’ultima puntata di SuperQuark (ebbene sì, lo vedo, e allora?) ha trattato diversi argomenti interessanti e sempreverdi. Uno di essi riguardava le emissioni di CO2, quanta ne produciamo ogni giorno e quanta potremmo non produrne. La sorpresa era all’inizio del servizio, ma io la terrò per la fine di questo articolo.
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Diamo i numeri
Silvio “il Clown” Berlusconi, di recente ci ha deliziato con una delle sue bugie più grosse: ha affermato che quei cattivoni di Air France volevano tagliare settemila posti di lavoro dopo l’acquisto di Alitalia.
CAZZATE! Quello che taglierà settemila posti è lui, è Silvio Berlusconi, mentre Air France ne voleva tagliare duemila e rotti. Meno della metà.
E non è il solo nel governo a dire e fare cazzate.
Sempre meno un Paese civile
Mi guardo intorno, e vedo un deserto. L’Italia sta piano piano raggiungendo Paesi come la Russia quanto ad inciviltà. Non mi riferisco, certo, all’italiano medio, preso di mira da The Times per la sua maleducazione (purtroppo vero, gli italiani, quando vanno all’estero, somigliano spesso a dei barbari).
Triste, certo, ma fin da piccolo (dalle elezioni come capoclasse in poi) mi dicono che ogni popolo ha il governo che merita. Evidentemente, all’Italia tocca il governo Berlusconi.
Termometro di questa scelta scellerata è forse la crisi di Alitalia: mentre la nostra compagnia di bandiera guarda triste la nascita di colossi dell’aria (giro dal quale, grazie a una politica indegna prolungatasi negli anni, è uscita già un decennio fa), il piano di salvataggio Berlusconi prevede cinquemila esuberi (che salgono a settemila contando quelli di AirOne) e la nascita di una nuova compagnia, che ha una particolarità: questa newco rileverà tutte le attività di Alitalia, mentre le passività rimarranno nella vecchia società, il cui maggiore azionista siamo noi (traduzione: non solo dovremo pagare i 300 milioni di euro che Berlusconi chiese [e ottenne, togliendoli alla ricerca e al nostro futuro] per fare campagna elettorale, ma dovremo anche pagare i debiti di Alitalia con le nostre tasse).
Fa un po’ senso ricordare che il piano di Air France prevedeva duemila esuberi (ovvero meno della metà). Berlusconi aveva bloccato tutto per fare campagna elettorale, aveva usato la tragedia di Alitalia per ritornare al potere. E adesso, sinceramente, non riesco a provare alcuna pietà per coloro i quali, dopo aver votato Berlusconi, finiranno fra i 3000 licenziati in più che Berlusconi non aveva promesso in campagna elettorale. Un vecchio adagio dice che “chi rompe paga, e i cocci sono suoi”. Un altro, invece, ricorda che “hai voluto la bicicletta? E adesso pedala!”. Magari, in futuro, queste persone impareranno a diffidare dal persone come Berlusconi.
Intanto continua la strage del Parlamento: giusto ieri Berlusconi ha litigato con i suoi deputati perché non si sono presentati in Parlamento. Insomma, se Berlusconi li fa sentire sentire inutili (voi votate sì o no come dico io, non potete manco pensare), poi di che si lamenta? Uno va in Parlamento, solitamente, perché vuole fare qualcosa, è frustrante avere le sorti del Paese in mano e sentirsi inutili. Alla fine mi sembra anche fisiologico che un deputato, in queste condizioni, decida di starsene a casa: tanto lo stipendio glielo danno comunque. Aggiungiamoci poi il fatto che il Governo sta svuotando di significato il Parlamento a colpi di fiducia e decreti, ed ecco che l’assenteismo è ampiamente giustificato. Berlusconi dovrebbe smettere di ritenersi il dio di questo pianeta o almeno di questo Paese: il primo assenteista è lui, visto che ha partecipato solo a 71 sedute su 4875 in quindici anni da deputato, dovrebbe avere un maggiore rispetto degli esseri umani. Gli uomini non sono soldati e le donne non sono solo in posizione orizzontale.
La metastasi di questo Paese è lui, ma c’è gente che ancora si ostina a difenderlo. E tanto per cambiare, stamattina mi sveglio e leggo che il Governo porrà un’altra fiducia (ormai ho perso il conto), per evitare che il Parlamento esamini la manovra.
Altrove, intanto, si hanno prove di civiltà: in Thailandia la moglie dell’ex premier è stata condannata a tre anni per evasione fiscale (Berlusconi, invece, ha condonato tutto e tutti), mentre il premier israeliano Olmert si dimette perché accusato di corruzione. In Italia Silvio Berlusconi è ugualmente accusato di corruzione nel processo Mills, con pesanti prove a carico (ultime pagine del documento PDF), ma non pensa neppure di dimettersi. Anzi, si è fatto approvare il lodo Alfano per evitare che si arrivasse a sentenza (e ricordiamo che l’immunità, nei Paesi civili e democratici, non esiste).
E le menzogne? Berlusconi non ha ripulito Napoli dai rifiuti: li ha solo nascosti sotto il tappeto. La pulizia c’è stata nel centro di Napoli, ma non in periferia e nell’hinterland, e le misure prese sono palliativi, non cure definitive.
Come uno schiacciasassi, Berlusconi sta passando sopra i cittadini normali (con manovre approvate con stile mussoliniano e altre leggi e proposte che demoliscono la democrazia e svuotano la Costituzione) e addirittura sopra i suoi stessi deputati, condannati ad essere mani votanti e non pensanti, perché lui sia protetto nella sua immagine semidivina.
L’Italia è la barzelletta dell’Occidente, non si contano le cose che all’estero dicono di noi, cose che da noi sfuggono, perché l’uomo dei mass media, che con la televisione ipnotizza i cittadini, maschera la verità e distorce le poche notizie che riescono a superare questa censura silenziosa.
L’Italia affonda, Berlusconi galleggia.
