L’Olandese volante

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La fusione fredda sembra funzionare…l’Italia si sveglierà?

Solo due parole per ritornare sulla fusione fredda. Avevo detto undici giorni fa che l’Italia era un Paese all’avanguardia in questo campo, avendo condotto sperimentazioni che avevano dato risultati “impressionanti”, ma che poi, nel labirinto della politica, degli affari, della corsa ai finanziamenti, tutto si era impantanato. Senza dimenticare uno scetticismo di principio di buona parte degli scienziati: forse provano un po’ di vergogna nel vedere che si può ottenere la fusione fredda in un garage. Questioni di orgoglio, insomma, che insieme a tanti altri motivi (oltre che a dei grossolani errori degli scopritori originari) ha fatto affondare la sperimentazione sulla fusione fredda. Fino ad oggi.

Ma ci ritorno oggi, perché poche ore fa a Osaka, davanti a un pubblico qualificato, è stato effettuato un esperimento che ha dimostrato che la fusione fredda è possibile. Non voglio soffermarmi sui dettagli. Tutto quel che mi interessa dire è che l’Italia è un Paese in prima fila in questo campo: l’ENEA deve riprendere quei progetti dalla polvere e continuare la sperimentazione, prima che altri Paesi ci raggiungano e ci superino. Lo ha scritto anche il Sole 24 Ore: «forse l’Italia si accorgerà di avere, di colpo, la seconda scuola scientifica mondiale su una frontiera strategica» (la prima, ovviamente, è in Giappone). Di fronte a tanti sprechi, lasciare questa strada intentata a fronte del passo in avanti fatto ad Osaka sarebbe davvero ridicolo.

AGGIUNTA: Cercando su Google News, l’unica fonte che trovo è il Sole 24 Ore. Temo che la notizia verrà presto sotterrata e dimenticata…

22 Maggio 2008 - Pubblicato da tooby | scienza | , , , , , , , | 2 Commenti

2 Commenti »

  1. ne ha parlato anche il Messaggero.

    Commento di valepert | 23 Maggio 2008

  2. Finalmente non parli solo di Berlusconi :) Comunque, se vogliamo smettere di essere schiavi del petrolio, dobbiamo non solo guardare al nucleare, ma anche alle rinnovabili. Mi duole dare ragione ai Verdi, che di ambientalista, in realtà, hanno ben poco, ma il solare e l’eolico sono migliori del nucleare. Niente scorie, impianti più leggeri, zero inquinamento. Ma anche il nucleare va bene, l’importante è liberarsi dalla morsa del petrolio. I cugini d’oltralpe producono il 78% dell’energia con il «nuculare» (per citare Homer Simpson), e quella che avanza la vendono a noi gonzi, facendocela pagare più salata del sale stesso. E noi, siamo proprio stronzi? Eh, no! Abbiamo, come hai ben detto, scienziati di chiarissima fama, possiamo fare molto, e bene.
    Si prevede che entro il 2020 potremmo produrre il 10% dell’energia con il nucleare. Il 16% già è prodotto con le rinnovabili. Allora, io propongo una ricetta: portiamo le rinnovabili al 60%, il nucleare al 35%, e il restante 5% con il petrolio, andando a diminuirlo progressivamente entro il 2035. Se tutte le nazioni adottassero questo sistema, saremmo liberi dalla schiavitù del petrolio, la bolletta energetica diventerebbe leggerissima, l’ambiente rinascerebbe e ci sarebbe nuova prosperità, da Occidente a Oriente, da nord a sud.
    I metodi ci sono, basta solo applicarli, con coraggio e sacrifici, in nome della vita della Terra.

    Commento di stefomec | 25 Maggio 2008

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