Alitalia: una storia italiana
Post in due parti: nella prima c’è la storia di Alitalia, nella seconda le mie considerazioni, proiettate sulla situazione politica, sociale, economica e culturale italiana (considerazioni brevi, che spero di svolgere in un secondo post)
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[...] Non bisogna essere economisti per intuire che Alitalia e’ da anni un carrozzone pubblico malgestito, irrazionale, gonfiato a dismisura da clientele e provincialismi, convenienze politiche (a destra come a sinistra) a breve termine, governi (di destra e di sinistra) addormentati alla guida, sindacati miopi, imprenditori che non sono tali. Aneddoticamente, basta aver cercato un volo per l’Italia da Boston e confrontato le tariffe Alitalia con i concorrenti, o essersi seduti ad un gate dell’aereoporto vicino ad un volo Alitalia in partenza, osservando una dozzina di impiegati di terra dell’ azienda Italiana chiaccherare senza particolare scopo (quando altre compagnei al massimo hanno 2-3 persone), magari distribuendo, nell’era della globalizzazione e di Internet, antediluviani libretti di orari aerei (mi chiedo chi ci mangia su quelle migliaia di inutile carta straccia che il contribuente italiano, ignaro, paga), spesso masticando un inglese stentato misto a romanesco. Ed ora arriverebbe Berlusconi & sons a salvare la giornata, lo stesso che era azionista Alitalia di maggioranza per 5 anni mentre al governo, e lo stesso che per tutto il 2007 si era ben guardato dal rischiare capitale per fare contro-offerte serie. Qui un articolo di Bragantini che rissume il surrealismo di questa prototipica vicenda italiana. [...]
Pingback di Toto’ d’Italia Unitevi! Come l’eterna commedia Alitalia ci riassume sinteticamente « Imilleboston’s Weblog | 21 Marzo 2008 |
segnalo questo articolo della BBC
se alitalia è stata in mano ai vari governi come mai hanno permesso la creazione di una miriade di sindacati oltre a quelli istituzionali?
La libertà sindacale è una libertà costituzionalmente sancita, e non ci vedo niente di male, è un po’ come un imprenditore che è libero di investire i soldi dove gli pare.
Sindacati istituzionali, tra l’altro, non significa niente, non esistono sindacati istituzionali.
La frammentazione del sindacato, inoltre, è una questione che indebolisce il sindacato stesso, e con esso i lavoratori stessi.
Infine, ribadisco che la colpa è stata dei governi e dei manager da essi nominati: essi avevano il potere, oltre che il dovere, di proseguire sulla strada della privatizzazione anche con il diniego dei sindacati.